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#ScuoleAPezzi: lo strano caso del Liceo Archita di Taranto
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#ScuoleAPezzi: lo strano caso del Liceo Archita di Taranto

Di Maria Saia
pubblicato il 17 novembre

Il Liceo Archita di Taranto, ospitato all’interno della storica struttura di Palazzo degli uffici, vive da anni una situazione davvero spiacevole

#ScuoleAPezzi: lo strano caso del Liceo Archita di Taranto

Una storia che possiamo solo definire un’odissea, quella che da anni caratterizza il Palazzo degli Uffici di Taranto. Un edificio storico, che per decenni è stata la sede del Liceo Archita, quella del Tribunale e la possibile destinazione di un albergo di lusso, un centro commerciale, un teatro.

Fu Ferdinando IV di Borbone, re di Napoli, a volere la costruzione di questa struttura, nel 1787, che avrebbe dovuto avere lo scopo di educare i fanciulli, soprattutto gli orfani e i poveri, e una caratteristica principale: quella di essere maestosa.

Oggi la situazione nella quale il Palazzo degli Uffici riversa di maestoso ha davvero poco: vetri rotti, soffitti pericolanti o del tutto assenti, facciate sverniciate, per non parlare dello scenario che circonda l’edificio, covo di decine di parcheggiatori abusivi fissi.

La nostra Candidata R.I.S. Dalila Farina, studentessa del Liceo Archita di Taranto, ci ha segnalato che il palazzo è in ristrutturazione dal 2003. A nulla sono servite nel tempo tutte le manifestazioni e i cortei che hanno organizzato e che li hanno portati, nel 2014, ad occupare perfino la scuola. I liceali si sono anche mobilitati per salvare la bellissima libreria presente nella struttura, piena di pagine dal valore inestimabile – culturalmente e storicamente parlando. 

palazzo uffici taranto

Un bando di gara indetto nel 2002 per la ristrutturazione in tempi brevi – massimo due anni – aveva previsto la rivalutazione del palazzo con la riconversione di alcuni spazi in esercizi commerciali e sale destinate ad eventi artistici e culturali, con un investimento stimato di più di 30 milioni di euro.

Purtroppo, però, le cose non sono andate esattamente secondo i piani: nel 2005 è arrivato il primo stop ai lavori, nel 2006 un’interruzione definitiva alla quale è seguito un teatrino di vuoti burocratici, intenzioni progettuali mancanti, budget inesistenti che ha condotto alla riapertura dei lavori nel 2009.

Cos’è successo negli ultimi sette anni allora? Sicuramente è passato del tempo, ma i lavori non sono mai stati portati a conclusione, tra possibili infiltrazioni mafiose e fondi insufficienti – forse. Neanche le due guerre mondiali avevano stravolto così tanto la storia di Palazzo degli Uffici, dichiarato dalla Sovrintendenza per i beni architettonici “bene culturale”, sottoposto a vincolo monumentale e, in quanto tale, da tutelare e salvaguardare secondo l’articolo 9 della Costituzione Italiana.

Gli studenti del Liceo Archita si sono rivolti anche al ministro dell’Istruzione Stefania Giannini affermando: “Pur di tenere alto il nome del nostro prestigioso Liceo, cerchiamo di incontrarci e di continuare a produrre cultura non senza incontrare difficoltà. È per noi anche difficile fare massa critica, organizzarci, discutere; è per noi faticoso fare ciò che viene chiesto ad un qualsiasi studente di un Liceo: diventare un cittadino attivo di domani“.

Nel frattempo, nonostante i numerosi appelli, Palazzo degli Uffici rimane avvolto da una triste impalcatura, in balia dell’abbandono e del disinteresse più totale.

Maria Saia
Quando sono nata ero una sirena, ma invece di cantare come le mie sorelle, passavo il tempo a scrivere. Il problema era che vivendo sott'acqua i miei quaderni si inzuppavano tutti e l'inchiostro andava via. Per questo ho chiesto a mio padre, il re degli oceani, di darmi delle gambe per andare a vivere in superficie. Adesso abito sulla terra e continuo a passare i miei giorni scrivendo. L'inchiostro, per fortuna, non va più via. In ricordo delle mie origini, tutti i miei amici mi chiamano "Mari". :)
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