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Disoccupazione, il lockdown ha colpito soprattutto i giovani: meno del 40% ha un lavoro
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Disoccupazione, il lockdown ha colpito soprattutto i giovani: meno del 40% ha un lavoro

Di Alice Giusti
pubblicato il 22 settembre

L’Istat ha pubblicato i dati sull’occupazione nei mesi successivi al lockdown: la situazione peggiore si registra nella fascia d’età 15-24.

Disoccupazione, il lockdown ha colpito soprattutto i giovani: meno del 40% ha un lavoro

Il lockdown, con il blocco di gran parte delle attività produttive, ha avuto ripercussioni sull’occupazione in Italia. Da una parte sono aumentati gli inattivi – cioè quelle persone che non studiano né lavorano – dall’altra il blocco dei licenziamenti ha evitato fino ad adesso licenziamenti di massa tra i dipendenti con contratto indeterminato, ma ha avuto ripercussioni più pesanti su lavoratori a tempo determinato, autonomi e stagionali. Questo, quindi, incide soprattutto sulla fascia d’età 15-24 anni, che ha tendenzialmente una posizione contrattuale più debole.

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Com’è la situazione lavorativa in Italia dopo il lockdown

L’Istat, nel rapporto sul mercato del lavoro nel secondo trimestre 2020 (aprile-maggio-giugno), evidenzia le conseguenze dell’emergenza sanitaria: si è contratto del 13,1% il monte ore lavorato rispetto al trimestre precedente e del 20% se confrontato con l’anno precedente, a cui si accompagna anche una contrazione del Pil del 12,8%.

Questa flessione economica ovviamente incide sull’occupazione. Il tasso di occupazione è sceso a giugno al 57,6% – in calo di 1,2 punti rispetto al primo trimestre 2020 – anche se nel mese di luglio la situazione è tornata a migliorare un po’ arrivando al 57,8%. La disoccupazione a luglio, invece, si attesa al 9,7%.

Rispetto allo stesso periodo del 2019, gli occupati sono 841mila in meno e a risentirne sono soprattutto i lavoratori con contratto a tempo determinato (-21%) e gli indipendenti (-4%), mentre rimane abbastanza stabile il numero dei dipendenti a tempo indeterminato, visto il blocco dei licenziamenti previsto per legge.

Inoltre, la sfiducia nell’attuale situazione economica porta sempre meno persone a cercare un lavoro (-25,4%), e aumenta così il numero degli inattivi nella fascia 15-64 anni (1,3 milioni più in un anno).

Come’è la situazione lavorativa per i giovani nella fascia 15-24?

I giovani tra i 15 e i 24 anni sono quelli che hanno risentito di più del lockdown in termini di occupazione: rispetto ai tre mesi precedenti, nel secondo trimestre 2020 l’occupazione giovanile è scesa di 2,2 punti. Questo significa che solo il 39,1% dei ragazzi e delle ragazze risultava occupato a giugno. A luglio, mentre la disoccupazione a livello italiano si attesa sui 9,7%, raggiunge il 31,1% tra i giovani.

La situazione peggiora poi se si aggiungono altri fattori oltre l’età, come la provenienza geografica, il genere e il livello di istruzione. Al sud, infatti, il tasso di occupazione ha subito una flessione di -3,2 punti, contro il -0,8 del Nord. Inoltre, le donne, almeno nel secondo trimestre 2020, sono state più penalizzate rispetto agli uomini (-2,2 punti vs. 1,6), così come l’occupazione tra i diplomati è leggermente più marcata rispetto a chi è in possesso di una laurea (-2,6 vs 2,2 punti).

Quali sono le tendenze future?

L’Istat sottolinea una tendenza positiva: dopo il crollo economico di marzo e aprile, la situazione sta migliorando anche se permangono molte criticità. I dati sull’occupazione, inoltre, sono sempre suscettibili di cambiamento in quanto dovremo capire che conseguenze avrà la fine della cassa integrazione in deroga e del blocco dei licenziamenti. A questo si aggiunge l’incertezza sull’andamento epidemiologico.

In questa fase, i giovani sono stati i più colpiti perché spesso inseriti in azienda con contratti di stage o a tempo determinato, per non parlare dei tanti lavoratori stagionali, che quest’anno non hanno mai iniziato a lavorare. Se la situazione economica rimanesse stagnante a causa dell’epidemia, possiamo anche immaginarci che sarà sempre più difficile per i ragazzi immettersi nel mondo del lavoro, con la possibilità di un continuo aumento degli inattivi. In Italia, tra l’altro, la situazione non è già rosea da tempo: nel 2019, i NEET tra i 15 e i 29 erano il 22,2%, cioè circa 2 milioni. A questo, si può aggiungere anche un alto tasso di dispersione scolastica, compreso già tra il 14 e il 15%, e che a causa del lockdown potrebbe essere in aumento.

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(Foto Credits: Pixabay)

Alice Giusti
Aspirante Jane Austen sin dalla tenera età, vivo con la valigia sempre pronta. Oggi Londra, domani Parigi, viaggio fisicamente o con la mente, basta un po’ di buona musica, un classico o una serie tv storica per farmi sognare. Appassionata di tutto ciò che è British, per vivere scrivo e mi piace talmente tanto che alla fine, mi sa, scrivo per vivere.
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