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Scuola, un novembre tra DAD e monotonia: il diario di Marwan e Paola – puntata 2
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Scuola, un novembre tra DAD e monotonia: il diario di Marwan e Paola – puntata 2

Di Redazione ScuolaZoo
pubblicato il 14 dicembre

Marwan è un maturando, Paola una ragazza di prima superiore. Come stanno vivendo la scuola ai tempi del COVID-19? Sono loro a raccontarci la loro esperienza in prima persona. Il resoconto del mese di novembre.

Scuola, un novembre tra DAD e monotonia: il diario di Marwan e Paola – puntata 2

Come è andato il mese di novembre per Paola (14 anni) tra DAD e incertezze

Un altro mese è passato. Non saprei dire se ci sono stati degli alti e dei bassi o dei cambiamenti importanti, perché le giornate sono trascorse monotone, senza un briciolo di dinamicità. Sveglia alle 7:30 – anche se qualche animo impavido riusciva a svegliarsi giusto un minuto prima dell’inizio delle lezioni – lavarsi e “vestirsi” (il pigiama è tornato di moda 24 ore su 24, 7 giorni su 7), trascinarsi nella solita postazione, accendere il computer e aspettare l’avvio della riunione. Ovviamente la colazione si mangiava (e si mangia) durante la lezione a telecamera spenta.

Mentre noi riprendevamo le nostre lezioni a distanza, il mondo esterno attendeva nuove direttive, sperando che il pittore cambiasse i colori sulla tela: rosso, arancione, giallo…  Nel frattempo, noi studenti eseguivamo i nostri soliti compiti, studiavamo per le verifiche e le interrogazioni imminenti, scordandoci praticamente che là fuori esistesse ancora un mondo da vedere e vivere. Quando impari ad abituarti alle situazioni più difficili, non vuoi che queste cambino da un momento all’altro, perché hai bisogno di tempo. Così, quando dopo un mese di zona rossa, Conte ha annunciato che la Lombardia sarebbe diventata zona arancione, ho sentito prima un moto di scetticismo, poi, però, non ho potuto trattenere un sorriso. “Si può di nuovo uscire”, ho pensato.

A dire la verità, le mie giornate non sono cambiate troppo da quando eravamo in zona rossa, ma sono riuscita ad uscire qualche volta a prendere una boccata d’aria – ovviamente compressa dalla mia mascherina. 

Man mano che la fine di novembre si è avvicinata, abbiamo iniziato a pensare al Natale in maniera sempre crescente. O meglio, abbiamo sentito parlare del Natale. Personalmente, ho sempre cercato di vivere giorno per giorno, senza pensare troppo alla festività imminente. È stato per paura? Non credo. Ho cercato di negare l’inevitabile? Nemmeno. Semplicemente, venivano prese sempre decisioni diverse e a starci dietro avrei perso la testa. Ho preferito aspettare una risposta definitiva e decidere se gioire o meno e, nel frattempo, vivere la mia vita da liceale. L’anno poteva iniziare meglio, senza dubbio, ma ho capito che sarei riuscita a gestire tutto – stress da scuola e da Coronavirus, ansia da lockdown, senso di claustrofobia, nuove amicizie traballanti eccetera, eccetera – solo vivendo momento per momento.  

Quest’anno, lo spirito natalizio fatica di più a invadere l’aria, già colma di virus, ma Babbo Natale è sempre pronto a portarci i regali – a meno che non sia in quarantena. 

Novembre è finito, il Natale incombe sul mondo, ma per noi studenti il tempo si è fermato. Non illudiamoci, però, le vacanze saranno piene di compiti come sempre! Semplicemente, cerchiamo di affrontare lezione per lezione, versione per versione, interrogazione per interrogazione e non stressiamoci per l’avvenire, anche se si tratta del giorno seguente. Quante volte avrete sentito dire queste parole, eppure sono vere. Così come carpe diem: sembra che, quest’anno, diventerà il nuovo ritornello delle canzoni di Natale… Quindi, come si suol dire, mettiamoci l’anima in pace!

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Foto di Jess Bailey Designs da Pexels

Come è andato il mese di novembre per Marwan (18 anni): che fine ha fatto la Maturità?

Novembre apre le danze. A che cosa direte voi. Apre le danze ai DPCM! Piovono come le alluvioni che a inizio mese hanno colpito la penisola. E come chicchi di grandine anche questi piovono su noi studenti, illusi di poter, forse, tornare nelle scuole. Anche quando abbiamo capito che tutto il mese lo avremmo trascorso in DAD, c’è chi armato di quaderno, astuccio e computer o cellulare si è trincerato sulle scale, agli ingressi e nelle strade delle scuole. Un vero e proprio esercito silente che ha manifestato la sua voglia, il suo bisogno. Perché di questo si tratta: del bisogno di tornare sui banchi, che siano a rotelle o meno. Il bisogno di tornare a parlare dal vivo non solo con il compagno di classe – che ormai dovremmo chiamare compagno di chiamata – ma anche con un’altra persona che abbiamo visto per troppo tempo solo davanti a uno schermo. Parlo dell’insegnante che si narra scorrazzi all’interno delle mura scolastiche per fare lezione. Si racconta che, anche se a volte viene dipinto/a come un mostro, abbia in realtà dei sentimenti! E che ci tenga ai suoi studenti, che voglia bene a quegli screanzati che scaldano la sedia, o meglio, il letto che è divenuto scrivania.

Ma facciamo un passo in avanti, di circa 10 giorni. Siamo al 15 Novembre. C’è chi diventa rosso, chi giallo e chi arancio. Ad ognuno il suo! Mentre l’Italia si frammenta, il nuovo DPCM si frappone come la Barriera del Trono di spade tra gli studenti e le scuole. Insormontabile, invalicabile, imponente.

Gli studenti, però, non si arrendono e si sostengono energicamente, anche da casa! Sì perché gli studenti studiano, pensano, guardano ogni tanto qualche serie, ma poi sono attivi. NON SONO IN VACANZA. Sferzati da queste notizie continuano il loro lavoro, tra studio e attività.

Tuttavia le incertezze sono molte. Nei giorni abbiamo ascoltato tantissime proposte diverse per il rientro a scuola, alcune interessanti altre meno, ma l’incertezza ha continuato a regnare sovrana almeno fino all’inizio di dicembre. A quanto pare torneremo a scuola il 7 gennaio, dopo le vacanze di Natale, al 75%. Forse. Se la situazione contagi non peggiorerà. I prof nel dubbio ricaricano le penne, scaldano le stampanti e si lanciano nella incredibile impresa di pianificazione di un programma, un  programma che va molto a singhiozzo.

Nonostante ciò, uno dei temi più caldi che gli studenti si trovano a dover affrontare, il temutissimo esame di maturità, sembra essere scomparso dai radar. Volatilizzato, evaporato. Non ne parla più nessuno, se non i professori che anche loro in preda al panico giocano al toto esame, ormai si aprono e accettano scommesse! C’è chi punta su un esame tutto orale sulla falsa riga del 2020, c’è chi sul classico esame con la prima, seconda prova e l’orale. E i maturandi? Semplicemente stanno cercando di capire a quale santo appellarsi. Ma tranquilli, tanto l’esame è solo a giugno… solo tra 7 mesi… cosa volete che sia… non ci si deve nemmeno preparare per tempo, andrà tutto liscio come l’olio!

Le altre puntate del diario di Marwan e Paola

Se volete leggere le altre puntate del diario di Marwan e Paola potete leggerle qui:

(Foto Credits: Foto di cottonbro e Jess Bailey Designs da Pexels)

Redazione ScuolaZoo
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