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Pandemia o epidemia: differenza e significato
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Pandemia o epidemia: differenza e significato

Di Chiara Greco
pubblicato il 26 febbraio

Differenza tra epidemia e pandemia: cosa cambia tra i due termini e in quale delle due categorie rientra il Coronavirus.

Pandemia o epidemia: differenza e significato

Coronavirus: epidemia o pandemia? Differenza, significato e esempi

In questi giorni si parla tanto di Coronavirus e spesso si sente nominare la parola epidemia. Alcuni, i più allarmisti, hanno iniziato ad usare il termine pandemia, soprattutto dopo la diffusione del virus fuori dai confini della Cina. Ma facciamo chiarezza per evitare di fare confusione e soprattutto per non rischiare di sbagliare quando si parla. C’è una grossa differenza tra epidemia e pandemia e questo riguarda soprattutto la diffusione di un determinato virus o malattia in giro per il mondo. In questo articolo vi spiegheremo il significato dei due termini, come usarli e alcuni esempi per non sbagliare.

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Differenza tra epidemia e pandemia: spiegazione e significato

Questo è il periodo migliore per capire la differenza tra i termini pandemia ed epidemia, visto che l’uso di uno o dell’altro definisce una situazione ben precisa in relazione alla diffusione di un determinato virus o malattia. Ecco le definizioni e il significato delle due parole:

  • epidemia: manifestazione collettiva di una determinata malattia che si diffonde velocemente coprendo un’area più o meno vasta e si estingue in un periodo di tempo variabile
  • pandemia: è un’epidemia che tende a diffondersi in aree molto vaste e in tempi molto brevi. Per parlare di pandemia, spiega Treccani, si devono verificare questi tre fattori: organismo altamente virulento, mancanza d’immunizzazione da parte dell’uomo e possibilità di trasmissione da uomo a uomo

Quando si parla di epidemia e quando si parla di pandemia?

Entrambi i termini «pandemia» e «epidemia» fanno riferimento ad una malattia infettiva, come i virus che entrano in contatto con l’uomo. La principale differenza tra i due concetti riguarda principalmente la diffusione, cioè l’area geografica coperta dai contagi. Si parla quindi di epidemia quando questa ricopre un’area pressoché circoscritta e interessa un numero di contagi più alto rispetto al solito ma non totale. Si arriva a parlare di pandemia quando la diffusione tocca numerose aree e un numero molto elevato di soggetti.

Perché il Coronavirus è un’epidemia e non una pandemia?

L’OMS ha spiegato che la pandemia si verifica quando il numero dei casi verificati all’esterno della prima area di contagio è uguale a quelli verificati nell’area di contagio primaria. Nel caso specifico del Coronavirus, all’esterno dei confini della Cina il numero dei contagi è nettamente più basso e l’area di contagio non è estesa a tutti i paesi del mondo, visto che i contagi principali sono avvenuti nella regione dell’Hubei, nei pressi della città di Wuhan. Numerosi casi si sono registrati in Giappone, Corea del Sud e Italia, ma il numero è troppo basso per parlare di pandemia.

Pandemia e Epidemia: esempi nella storia

Nel corso della storia sono esistite tante epidemie e, fortunatamente, solo alcune pandemie molto letali. Ecco quali sono:

Epidemie:

  • Vaiolo. Questa malattia contagiosa di origine virale e si è iniziata a diffondere, fino a diventare epidemica, in tempi molto lontani. Fortunatamente esiste un vaccino per questa malattia virale, debellata completamente alla fine degli anni 70. Il vaiolo era molto pericoloso perché nel 30% dei casi si rischiava la morte.
  • Coronavirus. Anche se troppo attuale da catalogare e ancora in corso per capire bene le dinamiche della sua diffusione, il Covid-19 ha raggiunto i livelli epidemici, soprattutto dopo la diffusione in altre zone esterne alla Cina. Attualmente non esiste un vaccino e l’epidemia è ancora in corso, con un aumento moderato dei contagi. L’OMS l’ ha catalogato come malattia epidemica.

Pandemie:

  • Influenza Spagnola. Si diffuse principalmente nel 1918 e causò la morte di un numero altissimo di persone, tra 50 e i 100 milioni di individui, che allora corrispondevano al 5% della popolazione mondiale, e il contagio di circa 500 milioni di individui. I tempi di diffusione della pandemia furono velocissimi, si parla infatti di quasi 25 milioni di morti in meno di 6 mesi.
  • Peste. Si diffuse nel 1350 e causò la morte di quasi 1/3 della popolazione mondiale. Nel giro di cinque lunghi anni, tutti i paesi del mondo furono contagiati, nessuno riuscì a sfuggire. La peste è tornata come epidemia in Europa a cicli di 10-15 anni e si è manifestata nuovamente nel 1924-1925 a Los Angeles. A differenza della spagnola, la peste non è stata ancora debellata del tutto: l’OMS riporta che ogni anno si manifestano ancora dai 1000 ai 3000 casi in Africa, Asia e Sud America.

(Credits copertina: Pixabay; credits immagine: Unsplash)

Chiara Greco
Abitante del mondo in tutte le sue forme e i suoi colori. Sono una studentessa, si spera, alla fine del suo percorso universitario in mediazione linguistica e culturale. Il mio hobby principale è cercare di rendere i miei sogni una realtà concreta, per questo ho deciso di buttarmi in questa avventura come scrittrice (ancora alle prime armi e che ha ancora tanto da imparare). Il filo delle mie passioni traccia trame e disegni impensabili e senza confini: scrittura, lettura, cucina, cinema, musica, scienza, fisica, viaggi
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