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Voto a 16 anni sì o no? Cosa succede ora e in cosa consiste questa proposta
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Voto a 16 anni sì o no? Cosa succede ora e in cosa consiste questa proposta

Di Selena
pubblicato il 02 ottobre

Finalmente anche i 16enni potranno andare a votare e dire la loro sui governanti? Forse sì, o almeno si è aperto uno spiraglio in questo senso dopo lo sciopero del 27 settembre.

Voto a 16 anni sì o no? Cosa succede ora e in cosa consiste questa proposta

Dopo la discesa in piazza di migliaia e migliaia di studenti per la manifestazione del Fridays For Future il mondo della politica ha guardato alla realtà studentesca con occhi diversi. Così i ragazzi hanno ottenuto un primo traguardo: riportare all’attenzione pubblica l’annosa questione del voto aperto ai sedicenni. Non è la prima volta che in Italia si affronta questo argomento, ma a rilanciarlo è stato l’ex Premier Enrico Letta, che ha dato un suggerimento al nuovo Governo: abbassare l’età di voto ai sedici anni. Cosa succederà adesso che è stata fatta questa proposta? Diventerà legge? E, se sì, in che tipo di votazioni potranno dire la loro i ragazzi? Ma soprattutto, nel mondo, dove è già stato dato il via libera al voto dei ragazzi di 16 anni?

I ragazzi sono d’accordo: sì o no? I risultati del sondaggio:

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Cos’è e come è nata la proposta di voto per i sedicenni

Come vi abbiamo anticipato, scendere in piazza per manifestare contro i cambiamenti climatici ha dato i suoi primi effetti. Certo, non abbiamo ancora salvato il pianeta, ma intanto il mondo dei politici ha capito che i giovani hanno delle idee chiare e sanno come manifestarle. Così, l’ex Premier Enrico Letta ha proposto questa riforma costituzionale da fare in un anno: aprire il voto ai sedicenni, abbassando quindi l’età minima prevista che oggi è, di base, 18 anni (anche se per il Senato è di 25 anni). Il loro ingresso nel mondo elettorale peserebbe circa del 2% sul totale, una parte irrisoria forse, ma altrettanto importante.

Perché si è deciso di tornare a parlare dell’abbassamento dell’età di voto

Enrico Letta, ex premier, nonché il primo a riportare i riflettori mediatici su questo argomento, ha spiegato i motivi per cui bisognerebbe prendere in considerazione di allargare la platea di voto ai sedicenni. A suo dire, infatti, dopo il grande impegno dimostrato dagli studenti nel Fridays For Future, far votare anche i più giovani sarebbe un bel modo per far capire che la politica ha visto quello che è successo nelle piazze e che, soprattutto, vuole lodare e premiare il loro entusiasmo. Sarebbe come dire: vi stiamo prendendo sul serio, credeteci. Del resto, il fatto che a oggi l’Italia sottostimi e sottorappresenti le idee dei ragazzi è abbastanza evidente.

Proposta di legge per il voto ai 16enni: dove potranno votare

A oggi, quella di cui stiamo parlando è solo una proposta e non è iniziata nemmeno una riflessione di Governo in merito. Difficile quindi dire in quali tipologie di chiamata al voto potranno intervenire i sedicenni. Sicuramente forse ai Referendum, ma ribadiamo che sono solo supposizioni ad oggi.

Voto aperto ai ragazzi di 16 anni: cosa succederà adesso?

La proposta di Letta di abbassare l’età minima di voto ai 16 anni è stata immediatamente presa sul serio dal governo giallo rosso. Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio, si è detto assolutamente favorevole, ma ha ribadito che a oggi non ci sono riflessioni di Governo in merito, ma che forse l’argomento dovrebbe essere portato direttamente in Parlamento. Dello stesso avviso anche Luigi Di Maio che, con i 5 Stelle ha sempre sostenuto questa battaglia. «Se a 16 anni i ragazzi possono lavorare e pagare le tasse dovrebbero almeno aver e il diritto di votare». Gli fa eco Nicola Zingaretti, segretario del PD. Insomma, pare che la proposta di legge verrà veramente presa in considerazione. A oggi è ancora tutto fermo ma se le cose dovessero andare avanti, per la Costituzione Italiana, la proposta di legge di revisione costituzionale (perché si andrebbe a modificare l’art. 48 Costituzione il quale prevede che “Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età”), dovrebbe passare attraverso diversi step:

  • la legge di revisione costituzionale deve essere presentata a entrambe le Camere
  • Ogni Camera deve deliberare due volte a distanza non minore di tre mesi tra una votazione e l’altra
  • la legge deve essere approvata a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione
  • la legge è sottoposta a referendum popolare se, entro tre mesi dalla pubblicazione, ne fanno domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.
  • Al contrario, se la legge è stata approvata nella seconda votazione da Ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti, non si può indire un referendum.

Tutti i Paesi dove si vota già a 16 anni nel mondo

Se in Italia oggi si è tornati a discutere di voto a 16 anni, ci sono dei paesi nel mondo dove questa idea è già realtà da svariato tempo:

  • Cuba: nel 1976 venne introdotta questa possibilità. Tutti i cittadini all’età di 16 anni possono votare in ogni ambito e anche candidarsi a cariche elettive.
  • Nicaragua: dal 1984, con la rivoluzione sandinista, l’età minima di voto per uomini e donne è stata stabilita costituzionalmente a 16 anni.
  • Brasile: nel 1988 venne introdotta la possibilità di voto facoltativo per i ragazzi di 16 anni. A 18 anni invece votare è obbligatorio fino ai 70.
  • Germania: nel 1996 questa nazione è la prima ad aprire le sue porte ai sedicenni al voto. All’epoca fu il Land della Bassa Sassonia a fare questo primo passo.
  • Austria: nel 2007 si decise che per qualsiasi tipo di votazione l’età minima per andare a votare doveva essere abbassata ai 16 anni.
  • Svizzera: anche qui nel 2007 si è deciso di ampliare il voto ai 16enni, ma per ora questa possibilità è relegata al cantone della Glarona.
  • Ecuador: nel 2008 si decise di allinearsi al Brasile. Così anche qui il voto facoltativo è aperto ai ragazzi di 16 anni e diventa obbligatorio ai 18.
  • Argentina: nel 2012 qui venne seguita la scia del modello Brasiliano e i ragazzi sono obbligati ad andare a votare a 18 anni, ma possono farlo in modo facoltativo già dai 16.
  • Scozia: nel 2014, dopo il Referendum per l’Indipendenza si è deciso di ampliare la platea di votanti includendo anche i ragazzi di 16 e 17 anni. Loro possono votare per il Parlamento Scozzese e per gli organi legislativi locali.
  • Estonia: nel 2015 alle elezioni locali possono votare anche i 16enni
  • Bosnia: se si ha già un lavoro a sedici anni, il governo bosniaco ha deciso che in quel caso i ragazzi possono avere i diritti elettorali, altrimenti l’età minima è di 18 anni.
  • Malta: nel 2018 anche qui è arrivata l’approvazione della legge che permette ai 16enni di votare.

(Fonte Immagini Pixabay)

Selena
Sono Selena, giornalista pubblicista appassionata di serie TV e di musica. Scrivo da quando ero bambina e, di nascosto, mi impossessavo della vecchia macchina da scrivere di mia mamma! Lavoro da 10 anni nel mondo del giornalismo e da qualche tempo conduco anche un programma radio.
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