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100 alla maturità: nella tesina parla della malattia che lo porta alla cecità
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100 alla maturità: nella tesina parla della malattia che lo porta alla cecità

Di Enrica Denasio
pubblicato il 07 giugno

Tesina sulla cecità: puoi trovare un collegamento tra le tue materie portando questo argomento perfetto per stupire i prof

100 alla maturità: nella tesina parla della malattia che lo porta alla cecità

Tesine Maturità  per superare al meglio gli ultimi esami 

Con l’inesorabile avvicinarsi della Maturità 2018 in molti di voi si sarà scatenato il panico. Cosa fare? Come creare collegamenti tra le materie? Ci si può ancora salvare grazie alle nostre splendide tesine

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Una storia commovente quella di Andrea Sposito: aveva appena iniziato le elementari quando gli diagnosticarono la sua malattia, la retina pigmentata, che lo avrebbe portato alla cecità. Ora che è cresciuto però si è preso una bella rivincita: maturando anche lui, come molti di noi, è riuscito a superare la maturità con il massimo dei voti, 100/100, all’Istituto Tecnico economico “Barrozzi” di Modena.

La sua carta vincente? Probabilmente la sua tesina. Di cosa parla? Il mondo visto con occhi diversi. L’ipovisione e la cecità: come l’ausilio informatico ha rivoluzionato la vita di chi ne è affetto”.

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Una tesina in cui Andrea si racconta e racconta un mondo a molti di noi poco conosciuto: quello degli ipovedenti e dei ciechi che ogni giorno riescono a farcela e a superare le prove che la vita mette loro davanti grazie alle nuove tecnologie, che lui stesso vorrebbe studiare e progettare all’Università. Dietro al suo successo però, oltre alla tecnologia, c’è anche un grande impegno umano: in primis il suo, ma anche quello di compagni e professori e, in modo particolare, della sua professoressa di sostegno.

Lei, Lisetta Bulgarelli, ci tiene a sottolineare che il programma scolastico di Andrea era uguale a quello degli altri e che, al contrario di quello che molti potrebbero pensare, il sostegno non è stato un modo per sollevarlo dagli incarichi richiesti a tutti gli altri studenti. Lei che l’ha preso quando era ancora bambino e l’ha accompagnato fino a questo traguardo ne è fiera e soprattutto è fiera del suo lavoro, che in Italia è spesso sottovalutato e affidato a insegnanti comuni assolutamente non preparati a farlo.

Così, proprio da questa costatazione, la Bulgarelli sembra formulare una richiesta al Ministero: quella di fornire a ogni docente una formazione a riguardo, ma anche quella di provvedere affinchè figure come quelle dei professori di sostegno non scompaiano. Anzi, il Ministero, secondo la Bulgarelli, dovrebbe far sì che siano meglio gestite e che possano finalmente utilizzare quei mezzi tecnologici, che in altri Paesi al di fuori dall’Italia sono già tanto diffusi, per aiutare i loro alunni speciali. In questo modo sarà possibile formare altri mille ragazzi bravi come Andrea… e se non proprio da 100 alla maturità, quasi!

E voi cosa ne pensate degli insegnanti di sostegno? Credete siano utili o facilitano troppo lo studio di alcuni ragazzi? Scriveteci la vostra all’indirizzo infostudenti@scuolazoo.it o nei commenti qui sotto!

 

Enrica Denasio
Studentessa di Farmacia dell'Università di Torino. Segno zodiacale: Bilancia. Passerei il tempo a viaggiare, leggere, scrivere, cucinare (e mangiare) dolci e cantare nel coro dei Fizzy Black di cui faccio parte! Fermamente convinta nel potere della parola, dell'istruzione e delle donne e nell'uguaglianza dei diritti. Il mio motto: "Memento mori", ricordati che un giorno morirai. Un po' lugubre, ma un'ottimo incoraggiamento a vivere la vita appieno!
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