Discriminati gli studenti che portano la “schiscetta”: il dibattito prosegue
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Discriminati gli studenti che portano la “schiscetta”: il dibattito prosegue

Di Enrica Denasio
pubblicato il 18 ottobre

Voi cosa pensate in merito a tutto quello che sta succedendo?

Discriminati gli studenti che portano la “schiscetta”: il dibattito prosegue

Gli studenti che portano il pranzo da casa non mangiano con gli altri: il dibattito sulla schiscetta si apre anche a Lucca.

Schiscetta o mensa? Ultimamente questa domanda è riecheggiata parecchio alle orecchie di noi studenti, soprattutto dei più piccoli, poiché alcune famiglie di Torino si sono lamentate per il fatto che i figli non potessero portarsi da casa il cibo.

Le famiglie di Torino che come ben potrete ricordare han fatto ricorso alla giustizia per vincere la loro causa alla fine han ottenuto la loro vittoria. Tuttavia, delle mamme di alcuni bambini lucchesi dall’inizio dell’anno hanno notato che i loro figli che erano tra gli studenti a portarsi il pranzo da casa erano esclusi dalla mensa, costretti a mangiare prima degli altri e da soli… una vera e propria “discriminazione” secondo le mamme che così hanno fatto anch’esse ricorso ad un avvocato, mostrandogli anche i documenti della causa vinta a Torino.

Le mamme si sono quindi lamentate perché tutto questo è stato dovuto al cibo scadente delle mense che i bambini non apprezzavano e non mangiavano, tornando poi nel pomeriggio a casa affamati e stanchi, e che anche se il Miur è sempre stato contrario a questa iniziativa è stato necessario attuarla per motivi pratici.

Come andrà dunque a finire questa vicenda lo scopriremo solo con lo svolgersi delle procedure burocratiche.

Voi cosa ne pensate? Portate la “schiscetta” da casa? Qual è la vostra preferita? Suggeritecene di nuove nei commenti qui sotto!

Enrica Denasio
Studentessa di Farmacia dell'Università di Torino. Segno zodiacale: Bilancia. Passerei il tempo a viaggiare, leggere, scrivere, cucinare (e mangiare) dolci e cantare nel coro dei Fizzy Black di cui faccio parte! Fermamente convinta nel potere della parola, dell'istruzione e delle donne e nell'uguaglianza dei diritti. Il mio motto: "Memento mori", ricordati che un giorno morirai. Un po' lugubre, ma un'ottimo incoraggiamento a vivere la vita appieno!
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