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Significato di Olocausto e Shoah: definizione, etimologia e differenze
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Significato di Olocausto e Shoah: definizione, etimologia e differenze

Di Selena
pubblicato il 17 gennaio

I professori vi hanno chiesto di spiegare le differenze tra Shoah e Olocausto, ma voi pensavate che fossero la stessa cosa? Nessun problema, noi vi diciamo tutto quello che vi serve sapere.

Significato di Olocausto e Shoah: definizione, etimologia e differenze

Significato di Shoah e Olocausto: quali sono le differenze?

Ogni anno, il 27 gennaio, si celebra la Giornata della Memoria e in questo periodo dell’anno sentiamo spesso parlare di Shoah e Olocausto. Ma qual è il significato di queste due parole? Spesso si fondono nel concetto generale legato allo sterminio degli ebrei, ma a livello etimologico hanno in sé una differenza ben precisa. Qualora i vostri professori vi dovessero chiedere di spiegare la differenza tra Shoah e Olocausto vi potreste trovare in difficoltà, per questo noi di ScuolaZoo abbiamo pensato di darvi una mano e di spiegarvi nel dettaglio la definizione, l’etimologia, le differenze e il significato di Shoah e Olocausto. Vediamole insieme.

State studiando a scuola cos’è successo il 27 gennaio 1945 e come si è arrivati allo sterminio degli ebrei? Qui il nostro riassunto:

Significato di Shoah e Olocausto

Significato di Shoah: cosa significa letteralmente e definizione

La parola Shoah ha un significato ben preciso e, letteralmente, vuol dire Tempesta Devastante. È un termine che arriva dalla Bibbia e ha un significato di per sé neutro, non direttamente collegato con lo sterminio degli ebrei avvenuto durante la Seconda Guerra Mondiale per mano dei nazisti e di Hitler. Eppure, la parola Shoah, è stata poi fatta propria dagli ebrei che hanno utilizzato proprio questo termine per indicare lo sterminio del loro popolo nei campi di concentramento. Dopo la famosa Notte dei Cristalli del 1933 infatti, le persecuzioni contro gli ebrei assunsero una forma sempre più feroce fino ad arrivare alla “soluzione” del genocidio sistematico. Ecco allora che Shoah significa sempre Tempesta Devastante, ma è collegato a ciò che hanno subito gli ebrei nei campi di concentramento.

Definizione di Olocausto: etimologia e significato attuale

Diverso è invece il discorso per la parola Olocausto. L’etimologia di questo termine è greca e deriva da ὁλόκαυστος che significa bruciato interamente. La parola è a sua volta composta da ὅλος (hòlos, “tutto intero”) e καίω (kàiō, “brucio”) e inizialmente era una forma di sacrificio del giudaismo. Ebrei, Greci e molte altre popolazioni infatti erano soliti sacrificare un agnello o una capra alle divinità, lasciandolo bruciare tutta la notte. Inizialmente questa parola è quindi legata a un atto di sacrificio volontario e si ricollega anche al sacrificio di Gesù che si offrì in olocausto per salvare gli uomini. Con la Seconda Guerra Mondiale questo termine ha assunto un significato diverso e viene usato per indicare lo sterminio degli ebrei, equiparando questa popolazione ad una vittima sacrificale.

Differenza tra Olocausto e Shoah

Sebbene questi due termini vengano quindi usati in modo interscambiabile per indicare lo sterminio degli Ebrei vi è però una differenza sostanziale perché con Shoah si indica lo sterminio violento di tutti gli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale mentre il termine Olocausto si ricollega ad un’attività legata a sacrifici rituali. In entrambi i casi, sebbene con valenze e origini etimolgiche diverse, questi due termini sono molto forti e molto duri. Sia Shoah che Olocausto infatti raccontano degli orrori e delle atroci morti che hanno subito e colpito gli ebrei durante la dittatura nazista. Anche se per noi il termine Olocausto è quello che riporta alla memoria immediatamente lo sterminio degli ebrei, sarebbe più corretto usare la parole Shoah per parlare di questo argomento in quanto ciò che ha mosso e ha portato allo sterminio degli ebrei non è stata l’idea di un sacrificio, ma l’intenzione di eliminare completamente una popolazione.

Selena
Sono Selena, giornalista pubblicista appassionata di serie TV e di musica. Scrivo da quando ero bambina e, di nascosto, mi impossessavo della vecchia macchina da scrivere di mia mamma! Lavoro da 10 anni nel mondo del giornalismo e da qualche tempo conduco anche un programma radio.
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