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Oskar Schindler: chi era, storia e rappresentazione nel film di Schindler’s List
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Oskar Schindler: chi era, storia e rappresentazione nel film di Schindler’s List

Di Chiara Greco
pubblicato il 27 gennaio

La storia di Oskar Schindler, l’imprenditore cecoslovacco di origini tedesche che riuscì a salvare gli ebrei dai campi di sterminio.

Oskar Schindler: chi era, storia e rappresentazione nel film di Schindler’s List

Giorno della Memoria, Oskar Schindler: biografia, la sua storia e film

Quando si parla della Giornata della Memoria molti arrivano a pensare a Oskar Schindler, reso famoso dal film del 1993 di Steven Spielberg, Schindler’s List. Chi era quest’uomo che salvò la vita di quasi 1200 ebrei raggirando i controlli delle SS? Schindler riuscì, attraverso diversi sotterfugi, a non farsi scoprire dai nazisti, con cui era rimasto apparentemente in buoni rapporti, quando assumeva del personale ebreo nella sua fabbrica. La storia narrata nel film è abbastanza fedele a ciò che è successo nella realtà, ma non ripercorre la vita dell’imprenditore prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Secondo alcune ricerche storiche, l’aneddoto della lista di Schindler non sarebbe avvenuto così come Spielberg ha deciso di metterlo in scena. Ma andiamo per gradi: vi racconteremo la biografia di Oskar Schindler, chi era, la storia del salvataggio degli ebrei, le differenze con il film e alcune curiosità sulla pellicola.

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(Credits foto: Schindler’s List)

Biografia Oskar Schindler: chi era l’imprenditore che salvò gli ebrei?

Qui di seguito trovate la biografia integrale di Oskar Schindler, divisa in tutti i momenti storici principali: prima della guerra, durante il Secondo Conflitto Mondiale, il salvataggio degli ebrei e la sua vita dopo l’arrivo degli alleati.

La storia di Oskar Schindler

Oskar Schindler nasce nel 1938 in Repubblica Ceca, nella città di Zwittau. La sua famiglia è di origini tedesche, sono degli imprenditori molto ricchi che però vivranno il dramma della grande depressione degli anni Trenta, arrivando a perdere gran parte della loro fortuna. Il giovane Oskar è un ragazzo molto turbolento, a tal punto da falsificare la sua pagella per non far scoprire ai genitori i voti negativi. Dopo il diploma, inizia a lavorare per l’impresa del papà Johann Hans e, successivamente, diventa tecnico per la Moravian Electrotechnic. È un appassionato di motori, tanto che arriva a fare delle gare con la sua moto. A 20 anni si innamora di Emilie Pelzl, ma il loro matrimonio risulta essere molto infelice visto l’infedeltà di Oskar nei confronti della moglie.

La vita di Oskar Schindelr prima della guerra

Nel 1930 si arruola nell’esercito e termina il Servizio Militare un anno dopo, nel 1932. Ha due figli da una relazione extraconiugale ma non li riconoscerà mai. L’impresa di famiglia chiude per fallimento e il padre abbandona la madre Franziska. Nel frattempo Oskar trova lavoro in banca, dove rimarrà per altri sette anni e, nel 1935, intraprende la carriera politica entrando a far parte del Partito dei Tedeschi dei Sudeti. Nel 1936 viene assunto dai tedeschi come spia per le industrie e ferrovie cecoslovacche. Qui inizierà a farsi conoscere da diversi personaggi di rilievo del Partito Nazista finché, nel 1939, vi entra a far parte anche lui. In questi anni la sua fama cresce e gli permette di trasferirsi ad Ostrava, sul confine polacco. Qui conoscerà il contabile Itzhak Stern e inizierà ad intrattenere diversi affari con la comunità ebraica del posto. Da Ostrava si sposta a Cracovia, dove aprirà la sua fabbrica di utensili da cucina.

Oskar Schindler, la guerra e il salvataggio degli ebrei

Sarà proprio la sua fabbrica il mezzo che gli permetterà di salvare quasi un migliaio di ebrei: inizialmente sostituisce quasi tutto il personale di nazionalità polacca con quello ebreo proveniente dal Ghetto di Cracovia, smantellato nel 1943. Successivamente, vedendo le condizioni in cui vivevano gli ebrei nel campo di concentramento di Kraków-Płaszów, convince il capo Amon Goeth, a far trasferire alcuni prigionieri nella sua fabbrica, convertendo parte della produzione in armi per i tedeschi, che in realtà non furono mai effettivamente prodotte. In questo periodo, arriva ad assumere (ufficialmente e non) circa 1500 ebrei. I tedeschi, però, capiscono che il gioco di Schindler non va a loro favore, tanto che iniziano sospettarlo di corruzione e aiuto agli ebrei, senza trovare mai le prove. Nel 1944, Schindler sposta la sua fabbrica in Moravia ed è in questo momento che, insieme ai suoi collaboratori, stila le liste dei suoi dipendenti ebrei da portare con sé, salvandoli dalla cattura e dalla deportazione nei campi di sterminio.

Cos’è successo a Oskar Schindler dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale

Lui e la moglie decidono di emigrare in Argentina pochi anni dopo la fine della guerra, nel 1949. Le sue attività in Sud America però non vanno bene (così come il suo matrimonio) e al suo ritorno in Germania, nel 1958, nonostante gli sia riconosciuto il merito di aver salvato molti ebrei, vive in povertà, sostenuto economicamente proprio da alcuni dei sopravvissuti ai lager grazie al suo contribuito. Nel 1962, l’Ente Nazionale Israeliano per la Memoria sull’Olocausto, Yad Vashem, lo riconosce come Giusto Tra Le Nazioni per ciò che ha fatto durante la guerra, mentre lo scrittore australiano Thomas Keneally, grazie proprio al racconto di un sopravvissuto, decide di raccogliere le testimonianze sull’imprenditore e scrive il romanzo La lista di Schindler. Il suo nome diventa di fama mondiale, però, solamente nel 1993 quando Steven Spielberg decide di fare della sua biografia un film. Oskar Schindler non è stato testimone della popolarità che ha avuto la sua storia perché è morto in Germania nel 1974.

Schindler’s List: curiosità sul film e differenze

Steven Spielberg è stato molto fedele alla storia di Oskar Schindler, anche se si è dovuto concentrare prevalentemente sugli anni in cui lui ha utilizzato la sua fabbrica per salvare gli ebrei. Una scelta del tutto plausibile, visto che la trama necessitava di alcuni tagli necessari per motivi di tempo e fluidità. Non ci sono grosse differenze tra la storia originale e l’adattamento cinematografico, se non quella che riguarda il contabile di Schindler, Itzhak Stern: non fu lui a redigere le liste degli ebrei da portare in salvo perché in quel periodo era in carcere con l’accusa di corruzione. Ecco altre curiosità sul film:

  • la pellicola fu realizzata in bianco e nero perché Spielberg voleva dare un taglio più documentaristico al film: se realizzato a colori, non avrebbe dato lo stesso effetto. Il regista voleva che il film fosse senza tempo, motivo per cui il bianco e il nero rappresenta la soluzione ideale per raggiungere questo obiettivo.
  • l’unico cenno di colore nel film è il cappotto della bambina, che appare di colore rosso, e dalle candele del Shabbat. Sono il simbolo dell’innocenza degli ebrei che hanno vissuto le torture da parte dei nazisti.
  • il film è tratto dal romanzo di romanzo omonimo di Thomas Keneally.
  • Steven Spielberg, che rifiutò alcuni dei compensi che gli spettavano per la realizzazione del film, utilizzò parte degli incassi del film per creare una fondazione che raccoglie tutti i documenti audio e video sul periodo dell’Olocausto.
  • Nel film compaiono diversi riferimenti ad Anna Frank: l’attore di Itzhak Stern, Sir Ben Kinglsley, aveva con sé una foto della bambina durante le riprese e, la stessa immagine della Frank, si può notare nel mucchio di foto di ebrei riprese alla fine del film.

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(Credits copertina: Wikipedia)

Chiara Greco
Abitante del mondo in tutte le sue forme e i suoi colori. Sono una studentessa, si spera, alla fine del suo percorso universitario in mediazione linguistica e culturale. Il mio hobby principale è cercare di rendere i miei sogni una realtà concreta, per questo ho deciso di buttarmi in questa avventura come scrittrice (ancora alle prime armi e che ha ancora tanto da imparare). Il filo delle mie passioni traccia trame e disegni impensabili e senza confini: scrittura, lettura, cucina, cinema, musica, scienza, fisica, viaggi
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