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Recensione I Miserabili: analisi e commento del romanzo di Hugo
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Recensione I Miserabili: analisi e commento del romanzo di Hugo

Di Giulio Romano
pubblicato il 22 agosto

Analisi de I Miserabili: vi hanno assegnato la recensione del romanzo di Victor Hugo ma non sapete da che parte iniziare? Non vi preoccupate: non perdete la nostra recensione con riassunto, personaggi e commento personale de Les Misérables!

Recensione I Miserabili: analisi e commento del romanzo di Hugo

Analisi I Miserabili: la recensione per la scuola del romanzo di Victor Hugo

I Miserabili di Victor Hugo è uno dei classici intramontabili della lettura francese e mondiale dell’800, ma affrontare la lettura e magari scrivere una recensione del romanzo può creare non poco panico. Il motivo? Le oltre 1300-1400 (a seconda delle edizioni) pagine che compongono il libro! Se siete tra i tantissimi studenti che proprio non sanno da che parte cominciare (figuriamoci finire!) l’opera dell’autore francese, ma la prof ha deciso che dovete consegnare una sua bella analisi approfondita, noi di ScuolaZoo vi forniamo tutto quello che vi serve per risparmiare fatica e ore e ore a fare i topi da biblioteca. Come scrivere una recensione su I Miserabili? Semplice (si fa per dire): di seguito trovate tutti i dettagli sull’opera, le informazioni più importanti sull‘autore, il riassunto della trama, l’elenco completo dei personaggi e il commento a Les Misérables! 

Al posto di leggere il libro volete vedere i film? Ecco qui i titoli da non perdere:

i miserabili recensione

Credits: Edizioni Bur Rizzoli

I miserabili scheda: autore, titolo e data di uscita

  • Titolo: I miserabili
  • Titolo originale: Les miserables
  • Autore: Victor Hugo
  • Anno pubblicazione: 1862

L’autore de I Miserabili: chi è Victor Hugo?

Victor Hugo nacque a Besancon nel 1802 da nobile famiglia; fino da fanciullo viaggiò in Corsica e in Spagna con il padre ufficiale dell’esercito, ma poi, stabilitosi a Parigi con la madre, vi compì gli studi letterari pubblicando le prime poesie a soli dieci anni. Nel 1822 pubblicò Odi e poesie diverse che risentono degli influssi di Walter Scott e di Friedrich Schiller, e nel 1827, nella prefazione alla tragedia Cromwell, espresse la sua piena adesione al Romanticismo, e fu subito salutato come capo della scuola romantica francese.

Le vicende della vita di Hugo furono intense e molteplici: nel 1842 la morte della figlia Leopoldine (annegata nella Senna dopo pochi mesi di matrimonio) lo postrò tanto che abbandonò l’attività letteraria per dieci anni. Nel frattempo, con intensa attività politica divenne accademico di Francia e deputato, ma nel 1852, in seguito al colpo di stato di Napoleone III, indignato contro il nuovo regime che metteva in discussione le libertà della Francia, se ne andò in esilio; si stabilì nelle isole inglesi della Manica, il più vicino possibile alla patria, da dove ridicolizzò l’imperatore nell’opera Napoleone il piccolo, e da dove aiutò patrioti e repubblicani, finanziando le loro attività.

Tornato a Parigi dopo la caduta di Napoleone nel 1871, ebbe accoglienze trionfali e visse onorato dai contemporanei come il vate della patria fino alla morte nel 1885.

Personaggi I Miserabili: l’elenco completo

  • Jean Valjean – Ex forzato perseguitato dalla legge, ma di sconcertante umanità e bontà. Diviene il padre adottivo di Cosette, prodigandosi per lei.
  • Javert – Poliziotto ed ispettore di primo grado, irreprensibile tutore della legge, fa della cattura di Jean Valjean uno scopo di vita, fino al loro drammatico faccia a faccia finale.
  • Monseigneur Myriel – Vescovo di Digne, uomo di chiesa dalla eccezionale levatura morale. È il primo personaggio presentato nel romanzo (il primo libro del primo tomo è infatti dedicato interamente a lui) e la sua presenza pervade l’intera vicenda, in quanto i suoi insegnamenti ed il suo esempio sono di stimolo perenne a Jean Valjean a proseguire nella strada della redenzione.
  • Fantine – Giovinetta parigina abbandonata dal suo amante, dal quale ha una figlia, Cosette. Per provvedere ai suoi bisogni va a cercare fortuna lasciandola in affidamento ai Thénardier, senza immaginare la loro crudeltà, fino a morire di stenti malgrado l’intervento di Jean Valjean.
  • Cosette – Figlia di Fantine, vive i primi otto anni della sua vita presso i Thénardier, dai quali è trattata come una schiava. In seguito viene tratta in salvo da Jean Valjean, che diventa il suo padre adottivo, e, divenuta adulta, si innamora di Marius.
  • Marius Pontmercy – Giovane di buona famiglia, che abbandona in odio alle idee del nonno – vecchio monarchico nostalgico dell’Ancien Régime. Per orgoglio, rinuncia alla rendita familiare, vive in povertà e diviene amico di Enjolras e dei suoi, che rafforzano i suoi ideali liberali e repubblicani. Si innamora di Cosette.
  • I Thénardier – Coppia di malvagi locandieri che allevano Cosette trattandola peggio di una serva; in seguito, caduti in disgrazia, si uniscono a una banda di criminali e tagliagole parigini, di cui Monsieur Thénardier diviene il capo.
  • Gavroche – Figlio mai amato né sopportato dei Thénardier, monello di strada. Riesce a trovare e a proteggere gli altri due suoi fratelli minori (a sua insaputa) ma solo per un brevissimo lasso di tempo.
  • Éponine – Figlia maggiore dei Thénardier, innamorata di Marius cui salva la vita due volte (prima sviando il padre e la sua banda dall’abitazione di Cosette, poi sacrificandosi al posto suo sulla barricata) sebbene il giovane ignori i sentimenti della sua salvatrice fino al momento della sua morte.
  • Enjolras – Capo degli studenti rivoluzionari che combattono sulla barricata del 5 giugno 1832.

Riassunto I Miserabili di Victor Hugo

La storia narra delle vicende della Francia postrepubblicana (periodo di instaurazione della dittatura di Napoleone III), dove un uomo sfortunato, Jean Valjean, si ritrova a fare i conti con la legge per aver rubato del pane per fame. L’uomo sconta 19 anni di prigionia per tale misfatto, e solo il vescovo Myrel, alla sua fuga, gli darà una mano, regalandogli dopo varie peripezie alcuni oggetti di valore permettendogli di ricominciare la propria vita. Sotto nuova identità, ricomincia ma, l’incontro con una giovane sfortunata donna ed un ispettore sospettoso, lo porteranno nuovamente nei guai: riuscirà a fuggire e, dopo la morte della donna, le prometterà che si prenderà cura della figlia Cosette (in quel momento affidata ad un’altra famiglia), cui si affezionerà, dopo averla riscattata proprio dall’avida famiglia di locandieri parigini.

Vivrà con Cosette per sei anni in un monastero al nascosto, poi in una umile dimora parigina, gestendo la ricca dote che aveva accumulato negli anni precedenti per la figlia: l’avida famiglia dei Thenardier tenterà di rapirlo per sottrargli la ricchezza ma lui riuscirà a salvarsi. Nel frattempo la figliastra si innamora di un giovane e da lui viene ricambiata, ma la decisione di fuggire in Inghilterra di Jean maturata dopo il rapimento mette in pericolo questa relazione: il giovane Marius, sconfortato, decide di suicidarsi durante un movimento reazionario contro il regime: Jean va sul posto per salvarlo, salvando anche l’ispettore che lo aveva perseguitato per tutta la vita.

Per il riassunto dettagliato de I Miserabili non perdere:

I Miserabili commento personale: il significato dell’opera

L’opera venne scritta da Victor Hugo per lungo tempo, abbandonata e ripresa, ma il tutto nel suo “periodo di esilio”: fu un’opera quindi volta a presentare le contraddizioni della società  francese dell’epoca che, nonostante la Rivoluzione, era nuovamente caduta sotto l’oppressione tirannica, non molti anni dopo il 1789.

La storia presenta quel lato oscuro della medaglia del popolo francese dell’epoca, non inquadrabile in annali storici, in quadri o grandi racconti del periodo: proprio per questo essa si presenta come un’opera unica, sicuramente enormemente superiore alle sopracitate. Uno spaccato quotidiano di violenza, soprusi, adattamento, povertà, miseria. Dei miserabili, appunto.

Il protagonista, Jean Valjean, è un uomo sfortunato, ritrovatosi in una prigionia violenta e forzata per 19 anni con l’unica colpa di aver rubato, per fame, un pezzo di pane per la sua famiglia, che era in fortissima indigenza: riuscito a scappare, viene trattato alla stregua di un randagio, violentato, emarginato dalla società: in punto quasi di morte, viene accolto dal vescovo Myrel, unica persona a credere in lui e a “salvare la sua anima”. La diffidenza verso il povero, il debole e lo sfortunato è un tema attualissimo, che andrebbe tenuta fortemente in considerazione nello svolgimento di un’attenta analisi. Grazie solo al vescovo Jean riesce a risollevare le proprie sorti. E ricominciare una nuova vita.

Fa da contraltare al vescovo la figura di Javert, l’inflessibile tutore della legge. Ma di quale legge? Javert stesso si renderà conto a fine libro dei suoi errori, scontrandosi così fortemente tra le sue idee consolidate e l’evidenza di una legalità in realtà garantista dei più forti e per nulla giusta da decidere di togliersi la vita, sia perché non accetta di dovere la sua vita all’uomo del quale era stato aguzzino per tutta la vita, sia per la vergogna stessa di aver rappresentato ideali sbagliati. Una figura affascinante, negativa non tanto per l’uomo in sé quanto per i valori che incarna: egli è metafora della società francese del tempo.

Lui come i Thenardier, coppia losca e malavitosa di locandieri, dei quali il marito si arricchì derubando le spoglie del morente padre di Marius, passando poi addirittura per salvatore. È un altro esempio di negatività nella lettura delle persone di quella società: i malaffari venivano accettati e garantiti se chi li gestiva era una persona con un nome da proteggere, o “rispettabile”, qualità nell’evidenza delle cose di certo non affibbiabile alla sopracitata famiglia, che in sequenza nel racconto si macchia di sfruttamento della giovane Cosette, malaffari, rapine e furti, assassinii, rapimento di Jean e così via, continuando su questa falsa riga anche alla fine del romanzo.

I deboli sono rappresentati da Fantine, la giovane donna adultera, caduta in disgrazia perché appunto “donna sola”, portata alla morte proprio dalla violenta società dell’epoca, e Cosette, che rappresenterà però la speranza rinascente, riuscendo ad innamorarsi, a sposarsi ed a sopravvivere. Anche Marius rappresenta una speranza positiva: un giovane aristocratico altruista per nulla interessato a mantenere il suo lignaggio, anzi desideroso repubblicano con il forte anelito verso la conoscenza ed il progresso, in nome del quale sarebbe disposto anche a morire ed a rinunciare alle proprie ricchezze (litiga col nonno, rigido monarchico, che lo disereda).

Infine, Jean, il protagonista: egli rappresenta meglio di tutti l’opera, ossia il riscatto di un uomo. Ad inizio racconto è sul punto di intraprendere un’oscura via di violenza e furti, ma grazie alle sue qualità ed al vescovo Myrel si salva, divenendo l’uomo che, in tutta la storia, antepone le proprie promesse ed il prossimo alla sua stessa vita, che rischia più volte in nome della giustizia e della libertà di ogni individuo sfortunato.

E proprio per questo, a fine racconto, vien da chiedersi: “ma in realtà, chi sono i veri miserabili della storia?”. La risposta è presto data: non è la ricchezza economica o apparente a fare un uomo, ma la ricchezza interiore la sua qualità migliore. Grazie Hugo per questo insegnamento.

Credits Foto Copertina: Cecchi Gori

Giulio Romano
Ciao ragazzi, sono Giulio! Studente di Medicina e Staff Scuolazoo, sono anche un appassionato di fitness e cinematografia, passione che approfondisco nel tempo libero. Amo anche viaggiare e scrivere, trovando le due cose così vicine tra loro tanto da toccarsi: cosa sarebbe la scrittura se non un viaggio dentro un mondo immaginario e dentro noi stessi?
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