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Saggio breve sul lavoro e sulla disoccupazione giovanile svolto
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Saggio breve sul lavoro e sulla disoccupazione giovanile svolto

Di Chiara Greco
pubblicato il 13 aprile

Devi fare un saggio breve sul lavoro e sulla disoccupazione giovanile e non sai da dove partire? Non preoccuparti, abbiamo svolto per te l’intero tema!

Saggio breve sul lavoro e sulla disoccupazione giovanile svolto

Saggio breve: la disoccupazione e il lavoro giovanile in Italia

Come sicuramente saprete, tra le tracce della prima prova di italiano della Maturità ci sarà la tipologia del saggio breve. Vi conviene quindi essere ben preparati sia a saper strutturare un testo del genere, sia ad avere spunti interessanti per svilupparlo: eventualmente questa preparazione potrebbe esservi utile sia per una simulazione che per un compito in classe. Il tema che affrontiamo oggi è quello della disoccupazione e del lavoro giovanile, in particolare in Italia, perché è uno dei temi più richiesti dai professori sia in sede di esame sia in classe. Abbiamo preparato per voi quindi un saggio breve svolto su questa tematica, così da avere già pronti sotto mano tutto per scrivere un testo perfetto!

Se non hai bisogno di questa tipologia di testo, ecco anche i temi svolti e gli approfondimenti sul lavoro:

Saggio breve sul lavoro e sulla disoccupazione giovanile: i documenti

Il saggio breve è caratterizzato dalla presenza di documenti da utilizzare sia per la stesura del testo, sia per avere qualche ispirazione in più su cosa potrai scrivere, ma soprattutto i documenti servono per sostenere la tua tesi oppure per qualificare l’antitesi. Qui abbiamo scelto alcuni documenti che potrebbero andare bene per il nostro saggio.

Documento 1. “Per la prima volta i giovani italiani sono visti come una generazione vera e propria, cercando di capire se e come essi si sentano generati da chi li ha preceduti e capaci, a loro volta, di dar vita a una nuova società […] Gli attuali adulti, vent’anni fa avevano chiaro da dove venivano e almeno un’idea generale, buona o cattiva che fosse, del tipo di società che volevano costruire. Dei loro figli invece solo uno su tre mantiene questa positività; gli altri due, uno in maniera confusa, l’altro in maniera decisa, vivono nel puro presente. Alla giornata” (di Simonetta Pagnoiti; Giovani d’Oggi)

Documento 2. “Il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni a novembre scende, secondo i dati dell’Istat. E’ il tasso più basso da gennaio 2012 [… ]segnando il calo più forte di tutta l’Eurozona. E scende anche la disoccupazione giovanile. Si può e si deve fare ancora meglio. Servono più che mai impegno e serietà, non certo una girandola di illusioni” (Ansa; Istat, tasso disoccupazione giovani cala al 32,7%)

Documento 3. “Chi l’ha detto che i giovani vogliono soltanto fuggire verso altri lidi? C’è una buona fetta di loro che ancora si mette in gioco, in Italia. Senza nulla togliere al problema della ‘fuga dei cervelli’, che anzi è quanto mai urgente affrontare con riforme radicali che vanno dall’Università al mercato del lavoro. (Repubblica, Giovani e lavoro: nascono 300 imprese al giorno, boom in agricoltura)

Saggio breve sul lavoro e disoccupazione giovanile: titolo e consegna

Altra caratteristica del saggio breve è quella di dover creare un titolo d’effetto che racchiuda il vostro testo in poche parole e una consegna, cioè la rivista o il giornale su verrà pubblicato (idealmente) il vostro articolo. Ovviamente ricordatevi che la consegna deve essere coerente con il tipo di testo che scrivete, quindi fate attenzione a scegliere un tipo di rivista che sia in linea con il contenuto del testo. Per questo esempio ecco cosa abbiamo scelto:

  • Titolo: Lavoro e disoccupazione, i giovani vittime di una società troppo attempata?
  • Consegna: giornalino scolastico

Lavoro e disoccupazione giovanile: l’introduzione del saggio breve

In Italia si sente continuamente parlare di quanto manchi il lavoro e della condizione critica in cui vertono i giovani, sempre più precari e sempre più disorientati su quello che potrebbe essere il loro futuro. Una situazione, questa, che genera quella che si chiama la “fuga dei cervelli”, cioè un crescente flusso di ragazzi qualificati che vanno a cercare lavoro all’estero perché scoraggiati da questa Italia che sembra non volerli. Le opinioni più diffuse su questo scenario critico sono sempre due:  sono i giovani che non hanno voglia di lavorare o effettivamente manca il lavoro in questa Italia, così lontana dalle nuove generazioni?

Saggio sul lavoro e disoccupazione giovanile: svolgimento

Le nuove generazioni, che comprendono una grossa fetta di giovani dai 16 ai 30 anni, vivono l’incubo di studiare senza avere realmente idea di come poter tradurre il loro studio in lavoro. Il posto fisso, classica occupazione delle vecchie generazioni, è ormai un’utopia, colpa delle graduatorie per i posti ancora congelati e per la precarietà dei privati che continuano a promettere contratti rispettabili ma illudono i giovani senza dar loro la speranza di una situazione lavorativa stabile.
In realtà bisognerebbe capire se i giovani d’oggi vogliono ciò che le vecchie generazioni hanno ottenuto in campo lavorativo oppure se hanno tutte le potenzialità di creare qualcosa di nuovo per uscire dallo stallo di disoccupazione; tuttavia, la società e la mentalità odierna non permettono loro di esplodere e dare il massimo.
Infatti, come dice Simonetta Pignoiti, “sono visti come una generazione vera e propria, cercando di capire se e come essi si sentano generati da chi li ha preceduti e capaci”. È il confronto tra le aspettative delle vecchie generazioni e le poche possibilità che hanno le nuove di rispettare queste aspettative che genera la crisi tra i giovani. Quindi se da un lato abbiamo una gran parte della popolazione over 40 che critica i ragazzi di essere oziosi e di non voler combinare niente, c’è chi crede in loro, come viene specificato in un articolo di Repubblica: “C’è una buona fetta di loro che ancora si mette in gioco, in Italia”.
Il problema principale è capire se in Italia ci sia la reale possibilità di creare qualcosa di nuovo. Stando alle stime dell’Istat, “Il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni a novembre scende, secondo i dati dell’Istat. E’ il tasso più basso da gennaio 2012 [… ]segnando il calo più forte di tutta l’Eurozona. E scende anche la disoccupazione giovanile”. Stando a ciò, le prospettive sono in miglioramento. Qual è allora il problema? La risposta più ovvia sta nel fatto che i giovani, come viene specificato dalla Pignoiti, “vivono nel puro presente, alla giornata” perché, a differenza dei loro genitori che sapevano che tipo di vita volevano condurre e avevano tutte le carte in regola per realizzare tutte le loro prospettive lavorative, ai giovani invece rimane solo l’idea di voler realizzare qualcosa di bello. Quindi è vero che “servono più che mai impegno e serietà, non certo una girandola di illusioni” però bisogna sottolineare che questo impegno e serietà potrebbero non tramutarsi in illusioni, rimanendo un castello di carte, solo se si dà la concreta possibilità a un giovane di realizzarsi. I fannulloni sono sempre esistiti, quindi non è una novità delle ultime generazioni, ma è giusto che chi ci mette impegno e dedizione possa avere ciò per cui ha faticato.

Conclusione del saggio breve sul lavoro e sulla disoccupazione giovanile

Viviamo quindi in una società che punta il dito ma non dà una mano al giovane che chiede aiuto. La soluzione al problema disoccupazione e lavoro giovanile è stimolare i giovani a non accontentarsi di quello che i loro genitori hanno avuto, perché si creerebbe solo l’illusione di poter lavorare senza effettivamente farlo. L’impegno dei giovani e della società, che dialogano congiuntamente, potrebbe essere la spinta che potrebbe dare un futuro alle nuove generazioni.

(Foto Credits: Pixabay)

Chiara Greco
Abitante del mondo in tutte le sue forme e i suoi colori. Sono una studentessa, si spera, alla fine del suo percorso universitario in mediazione linguistica e culturale. Il mio hobby principale è cercare di rendere i miei sogni una realtà concreta, per questo ho deciso di buttarmi in questa avventura come scrittrice (ancora alle prime armi e che ha ancora tanto da imparare). Il filo delle mie passioni traccia trame e disegni impensabili e senza confini: scrittura, lettura, cucina, cinema, musica, scienza, fisica, viaggi
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