Condividi
Tema su Falcone e Borsellino svolto: storia e riflessioni sulla mafia
Condividi su

Tema su Falcone e Borsellino svolto: storia e riflessioni sulla mafia

Di Selena
pubblicato il 21 marzo

A scuola vi hanno assegnato un tema su Falcone e Borsellino e volete una mano per svolgere questa traccia al meglio? Qui troverete tutto il necessario per stupire i professori.

Tema su Falcone e Borsellino svolto: storia e riflessioni sulla mafia

Tema svolto su Giovanni Falcone e Paolo Borsellino: storia breve e biografia

Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sono due icone mondiali della lotta alla mafia. Se a scuola,  vi hanno assegnato un tema sulla mafia e su Falcone e Borsellino dovreste stare relativamente tranquilli perché, in merito alla loro storia, troviamo qualsiasi informazione online e sui libri. Se però vi sta venendo l’ansia perché avete paura di non scrivere tutto il necessario nel vostro tema su Falcone e Borsellino, noi di ScuolaZoo siamo a vostra disposizione con questa traccia svolta sull’argomento. Troverete la scaletta, l’introduzione, lo svolgimento e la conclusione già pronti per voi e potrete prendere spunto oppure proprio copiare!

Perché non inserire nel vostro tema delle belle citazioni di Falcone e Borsellino? Ecco qui gli articoli che che fanno al caso vostro:

Per scrivere un tema da 10, alla faccia dei vostri professori, ma non volete copiare proprio pari pari dal nostro tema svolto su Falcone e Borsellino non vi preoccupate: abbiamo tanti consigli per voi che potrete seguire passo dopo passo e vedrete che schema e scaletta non avranno più segreti per voi!

Credits Flickr

Scaletta Tema su Falcone Borsellino

La scaletta in un tema su Falcone e Borsellino (ma come in tanti altri) è veramente fondamentale per evitare, nella scrittura, di dimenticarsi elementi importanti. Vediamola insieme.

  • Introduzione: la prima parte del vostro tema su Falcone e Borsellino deve dare uno sguardo rapido alla loro vita, raccontando, in breve, la storia dei due giudici.
  • Svolgimento: nel cuore del vostro tema su Falcone e Borsellino dovrete approfondire la vita dei due, analizzando come il loro coraggio e la loro caparbietà abbia in qualche modo intimidito la mafia al punto tale da spingere i boss a volere la loro morte.
  • Conclusione: qui potrete spiegare perchè la morte di Falcone e Borsellino non è stata vana, ma anzi, abbia aiutato molti giovani a combattere la mafia.

La morte di Falcone e Borsellino tema svolto: introduzione e breve storia

Quando si parla di lotta alla mafia, le figure che vengono subito in mente sono quelle di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. I due hanno sacrificato la loro vita per combattere la criminalità organizzata in primis come persone e poi ovviamente anche come magistrati. Falcone e Borsellino erano uniti nel lavoro, ma erano anche amici oltre che colleghi, legati da un tragico destino che ha visto la loro morte susseguirsi a soli 57 giorni di distanza l’uno dall’altro (Giovanni Falcone è morto nella strage di Capaci il 23 maggio 1992, mentre Paolo Borsellino nella strage di Via d’Amelio del 19 luglio dello stesso anno). Entrambi sono morti per mano di Cosa Nostra che, uccidendoli, ha pensato di dare un segnale forte a tutti coloro che decidevano di “mettersi contro” i boss mafiosi, ma in realtà questo gesto ha reso le figure di Falcone e Borsellino ancora più eroiche, ispirando tantissimi giovani delle generazioni future a non smettere mai di lottare contro la mafia.

Falcone, Borsellino e la lotta alla mafia: svolgimento del tema

Giovanni Falcone e Paolo Borsellino iniziarono a lavorare insieme nel pool antimafia voluto da Antonino Caponnetto. La sua idea era quella di unire tutti i migliori giudici di Palermo e farli lavorare solo e unicamente su casi riguardanti crimini di stampo mafioso, esattamente come si stava facendo a Torino per il terrorismo. Oltre a Falcone e Borsellino, nel pool anti mafia, c’erano anche altri tre giudici: il gruppo dette vita al famoso Maxi Processo di Palermo, durante il quale vennero indagati e fermati oltre 460 mafiosi. L’importanza di questo primo atto giudiziario così forte contro la mafia è incredibile: portando alla sbarra tutti questi nomi si riuscì finalmente a capire quanto la mafia in Sicilia (ma non solo in quella regione) avesse negli anni intessuto una rete fatta di trame e sotterfugi sottilissimi, arrivando anche a corrompere la politica e i maggiori nomi dei funzionari statali. La mafia e i boss, per la prima volta forse, ebbero realmente paura e reagirono nell’unico modo che conoscevano: la violenza. Una lunga scia di sangue segna in modo indelebile i tre gradi di giudizio del processo, compreso l’assassinio del Giudice Antonino Saetta, troppo rigoroso e rispettoso della legge per i mafiosi. Il potere dell’organizzazione criminale, nonostante l’evidenza dei fatti, riuscì a “rovesciare” la frittata e a ottenere una vittoria importante come lo scioglimento del pool e l’isolamento della figura di Giovanni Falcone, addirittura accusato di aver manipolato le prove.

Tuttavia, Giovanni Falcone, proprio come Paolo Borsellino, non si fece mai abbattere ed entrambi continuarono imperterriti la loro lotta contro la mafia nonostante avessero quasi tutti contro. La caparbietà di Giovanni Falcone, un semplice giudice alla fine, mise in allerta Cosa Nostra che, ancora una volta, tentò di sbarazzarsi del problema con la violenza. Tre anni dopo un primo attentato fallito a Falcone, i mafiosi riuscirono nel loro obiettivo con la strage di Capaci. La macchina dove stava viaggiando Giovanni Falcone fu fatta esplodere con 1000 chilogrammi di tritolo: una quantità di esplosivo gigantesca, forse tanta quanto la paura che avevano i boss di questo semplice uomo che portava avanti la verità e la legalità. Questo attentato, se da una parte fu considerata una vittoria per la mafia, dall’altra parte destò scalpore e scandalo: la gente iniziò ad idolatrare Falcone e Paolo Borsellino la cui vita, ora, era palesemente in pericolo. Il giudice infatti venne sottoposto a nuove misure di sicurezza e dichiarò che la morte del suo amico Giovanni Falcone non lo aveva solo spaventato, gli aveva dato una nuova grinta e una nuova forza per continuare a lottare contro la mafia. E così fece, indagando sulla famosa “agenda rossa”, i legami tra la mafia e gli industriali del nord Italia. Purtroppo, anche la vita di Paolo Borsellino fu spenta prima che potesse arrivare al termine delle sue indagini: il 19 luglio 1992, mentre si trovava davanti alla porta di casa di sua madre in Via D’Amelio a Palermo, un’auto riempita di tritolo fu fatta esplodere, causando la sua morte e quella di tutta la scorta.

Tema su Falcone e Borsellino: conclusione e riflessione

Dopo Falcone e Borsellino i nomi di coloro che continuarono imperterriti a lottare contro la mafia sono cresciuti. La paura di essere vittime di attentati di stampo mafioso non è mai svanita, ma oggi sono sempre di più i ragazzi che grazie al sostegno di associazioni come Libera contro le Mafie ogni giorno si scagliano contro questa piaga. Falcone e Borsellino vengono ricordati ogni anno, nonostante siano morti e nonostante la loro battaglia non abbia che scalfito la superficie di uno Stato dentro lo Stato che, ancora oggi, è difficile da sgominare del tutto.

Tema sulla criminalità organizzata: tracce svolte sulla lotta contro la mafia

Se invece state cercando altri spunti per il vostro tema sulla mafia li trovate qui:

Fonte Immagine Copertina Wikpedia

Selena
Sono Selena, giornalista pubblicista appassionata di serie TV e di musica. Scrivo da quando ero bambina e, di nascosto, mi impossessavo della vecchia macchina da scrivere di mia mamma! Lavoro da 10 anni nel mondo del giornalismo e da qualche tempo conduco anche un programma radio.
Leggi altri articoli in Copiare a Scuola Scuola