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I consigli della Ministra Bonetti per non discriminare le ragazze
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I consigli della Ministra Bonetti per non discriminare le ragazze

Di Redazione ScuolaZoo
pubblicato il 15 ottobre

Le parole della Ministra: «È un vecchio problema culturale, quello che relega la figura della donna in pochi stereotipi e ruoli preconcetti», ma non smettiamo di combatterlo.

I consigli della Ministra Bonetti per non discriminare le ragazze

Di cosa parliamo:

  • Insieme a Terre des Hommes, ScuolaZoo ha portato nelle scuole il progetto ProteggiMi Tour, per far conoscere agli studenti la figura del Garante dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e per far luce sulle questioni sociali sui cui i ragazzi vorrebbero avere maggior dialogo, supporto e confronto all’interno dell’ambito scolastico.
  • Abbiamo partecipato anche all’evento di Terre des Hommes InDifesa a Roma, a cui era presente anche la Ministra Elena Bonetti, sulla discriminazione di genere, gli abusi e le violenze subite da bambine e ragazze in Italia.

Cos’è la campagna InDifesa?

Il 10 ottobre a Roma, presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, si è svolto un incontro di Terre Des Hommes. Noi di ScuolaZoo eravamo presenti e abbiamo approfondito l’argomento della campagna InDifesa sulla discriminazione di genere e sui reati contro i minori. Abbiamo così parlato con la Ministra per le Pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti e il Ministro Spadafora. L’argomento è molto importante: basti pensare che nel 2018 si sono contante quasi 6mila vittime di reati, soprattutto tra bambine e ragazze. Di queste circa 600 hanno subito violenze dentro casa. L’obiettivo della parità di genere quindi sembra un miraggio lontano, ma tutti dobbiamo fare la nostra parte e quindi ecco i consigli per riconoscere e combattere la discriminazione di genere che ci ha dato la Ministra Bonetti.

Se volete saperne di più, di seguito trovate i risultati di una ricerca che avevamo pubblicato insieme a Terre Des Hommes a maggio sullo stesso tema:

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La lettera della Ministra Bonetti contro la discriminazione di genere

Mi avete chiesto quali sono i gesti della mia top five per non discriminare le ragazze. Ecco il primo: il diritto a non veder divulgate confidenze, intimità, immagini scambiate con fiducia nelle chat e nei social. È qualcosa che lede profondamente la dignità di una persona. E con la dignità non si scherza. 

Il secondo gesto concreto è non giudicare l’aspetto fisico o il modo di vestire. Fa soffrire tutti, anche i ragazzi. Basta provare a mettersi nei panni dell’altro e chiedersi: “e se lo dicessero di me?”. Si scoprirà che, forse, certe affermazioni non le avremmo mai fatte. Ogni ragazza ha il diritto di essere quella che è e di esprimersi – anche nel modo di vestire – secondo la propria sensibilità: possiamo piacere o no, ma nessuno può permettersi di disprezzarci. 

Con il terzo gesto entriamo nei nostri studi: non ci sono materie per sole donne e, al tempo stesso, c’è una dimensione femminile in ogni campo della conoscenza. È nell’interpretazione femminile la chiave. Ma è un vecchio problema culturale, quello che relega la figura della donna in pochi stereotipi e ruoli preconcetti: siate coraggiosi, cambiate quello che è ingiusto nel mondo! 

Quarto, la Costituzione italiana fonda il nostro ordinamento sul lavoro: desidererei che ogni ragazza potesse accedere ad assunzioni, stipendi, avanzamenti di carriera senza essere discriminata per il solo fatto di essere donna. Chiunque deve poter contare nel mondo per il proprio valore. 

E poi, tra i gesti, ci sono le parole. Che danno forma al mondo. Ogni volta che si giudica, si apostrofa, si commenta, si scherza, gli effetti potenziali sono infiniti: impaurire, disturbare, ferire, offendere, tutto può accadere. Fermatevi a valutare gli effetti delle vostre parole, non passate oltre. E quando vi rivolgete a una ragazza per la sua bellezza, consideratela soggetto e non oggetto del vostro desiderio. Il mondo cambia quando gli sguardi si incontrano tra generi in una sinergia reciproca. Ma è una scelta che la nostra volontà deve assumere. Sono questi, con molta semplicità, i miei cinque consigli per costruire insieme una società più giusta. Cinque desideri che con grande fiducia vi affido! 

Elena Bonetti

(Foto Credits: Pagina Facebook ufficiale Ministra Elena Bonetti)

Redazione ScuolaZoo
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