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Maturità 2019: voto alle prove scritte secondo gli studenti
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Maturità 2019: voto alle prove scritte secondo gli studenti

Di Redazione ScuolaZoo
pubblicato il 24 giugno

Maturità 2019: la nostra maturanda disperata dà le sue impressioni a caldo sulla Prima e la Seconda Prova dell’Esame di Stato! Siete d’accordo con lei?

Maturità 2019: voto alle prove scritte secondo gli studenti

Com’è andata la Maturità 2019? L’opinione della nostra maturanda disperata 

Carissimi amici maturandi, se state leggendo questo articolo, probabilmente siete sopravvissuti anche voi alle nefaste prove scritte di questa Maturità all’insegna dell’incertezza. Vi ricordate quando analizzammo insieme la struttura di questo nuovo esame scritto e mi congedai dicendovi che solo il tempo ci avrebbe mostrato se la “brillante” idea del Miur di eliminare la terza prova, a favore di una seconda prova multidisciplinare, avrebbe giovato a noi maturandi? È finalmente arrivata la resa dei conti ma, andiamo con ordine.

Volete arrivare preparati agli orali? Ecco tutto quello che dovete sapere:

State pensando ancora alla Prima e la Seconda Prova 2019? Qui trovate tutte le soluzioni e gli svolgimenti:

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Prima Prova Maturità 2019: le impressioni sui temi del Miur

Che dire di questa prima prova? Almeno per quanto mi riguarda, deludente è l’unico modo per definirla (so che molti, però, non sono d’accordo con me). Il perché le tracce non mi hanno convinto? Secondo me quello che mancava in questa prima prova era l’inventiva. Tralasciando l’analisi del testo poetico di Ungaretti che ha salvato migliaia di studenti dal consegnare il foglio in bianco e, tralasciando anche Sciascia che fra tutti era il meno peggio, non mi aspettavo certo che scegliessero un autore conosciuto o studiato durante l’anno in quanto, in teoria, dovremmo dimostrare la nostra capacità di analisi pur non conoscendo né il testo né l’autore del brano. Soffermandoci invece sui temi d’attualità: avrei desiderato dei temi che mi portassero a stimolare una riflessione maggiore.

 Salvaguardia del patrimonio culturale? Il tema in sé non era da cestinare, ma il punto di vista del brano proposto non mi ha dato gli spunti necessari per poter argomentare un testo su questa tematica. Che dire della relazione uomo- scienza? Se posto in un modo più stimolante, sicuramente sarebbe stato il punto forte di questa maturità. Ci sarebbe stato tanto da scrivere, da proporre, da esporre, partendo ad esempio proprio dagli spunti letterari quali Frankenstein della Shelley, Robert Louis Stevenson con Dr Jekyll e Mr Hyde, per arrivare al tema etico della clonazione per gli appassionati di scienze e sfociare poi, in temi d’attualità quali la maternità surrogata, l’eutanasia, la bomba atomica, l’uomo sulla luna e, fra poco anche su Marte, la cura di mali che fino a un decennio fa erano mortali, vaccini, speculazione e chi più ne ha più ne metta.

Fino a dove è giusto che l’uomo si spinga in ambito scientifico? Giocare a fare Dio continuerà a giovargli, oppure dovremmo arrestarne l’avanzamento per scongiurare realtà apocalittiche all’insegna dei giochi di potere e guerre, che ridurranno la nostra quotidianità alla lotta per la sopravvivenza preannunciata da Verga e resa realtà non troppo lontana in romanzi distopici stile 1984, Hunger Games o Divergent? Magari, avrebbero potuto stimolare tale riflessione suggerendo proprio un brano della trilogia della Collins di cui uscirà a breve un prequel, in questo modo avrebbero reso tutti soddisfatti proponendo un vero brano nonché tema d’attualità, stimolando nei maturandi una profonda riflessione e spingendoli a stilare una lista dei pro e dei contro dati dal processo scientifico, per arrivare poi alla fatidica nonché spaventosa domanda: “Vale davvero la pena vivere in un mondo globalizzato o il gioco non vale la candela”?

Ciò che più mi irrita è l’idea comune che “Contemporanei” debbano essere considerati solo autori quali Ungaretti, Saba, Quasimodo, Sciascia e Levi quando, in realtà, Suzanne Collins a parte, vi è un mondo pieno di autori che meritano di essere letti, le cui idee vengono spesso ignorate da insegnanti e Miur ma che riescono a stimolare riflessioni importanti al di fuori dei libri di letteratura italiana. Cultura genera cultura. Ciò non significa che dovremmo abbandonare i grandi autori della letteratura italiana, significa piuttosto che magari dovremmo porci nei confronti del mondo editoriale in modo più aperto proprio perché i grandi autori li studiamo già in classe quindi forse è giusto anche dare un po’ più di rilievo a coloro che combattono affinché le proprie idee vengano lette. L’editoria contemporanea non è fatta solo di libri spazzatura stile “Cinquanta Sfumature di grigio”, vi sono molti autori che meritano invece di essere studiati quali: Silvia Avallone, Michela Murgia, Paolo Giordano e chi più ne ha più ne metta.

Da grande appassionata di letteratura nonché di cinema ed arte, mi piange il cuore a constatare che la maggior parte dei miei coetanei non abbia idea di chi sia Monet, Zeffirelli o la Murgia. Tutto parte dalla scuola e sono fortemente convinta che, se si riuscisse a proporre temi davvero attuali che non debbano includere necessariamente Greta Thunberg e l’enorme polemica data proprio dal fatto che non fosse presente fra le scelte dei temi d’attualità, i ragazzi sarebbero più invogliati a scoprire il mondo dell’arte, se non attraverso un libro, almeno attraverso un film.

Passiamo adesso al tema dello sport che, a mio avviso, è risultato totalmente un flop. Voleva essere un aiuto per i ragazzi che non amano particolarmente la scrittura creativa? Peccato che non sia stato scelto nemmeno da ¼ dei maturandi, considerato il tema più banale e meno allettante fra tutti.

Anche il tema sulla mafia mi ha lasciata perplessa: inizio col dire che anche in questo caso ci sarebbe stato tanto da dire ma, a mio parere, tale tema era un’arma a doppio taglio. Esprimersi in maniera troppo esplicita su una tematica tanto delicata sicuramente non era l’ideale, soprattutto in sede d’esami. Senza nulla togliere al generale Dalla Chiesa o a Sciascia che ha scelto di non conformarsi all’omertà del suo popolo e già agli inizi del 900 ebbe il coraggio di denunciare la mafia, non ho fino in fondo capito la scelta del Miur di inserire tre tracce sul tema della legalità. Pur sapendo del rischio che correvo, alla fine ho scelto comunque l’analisi del testo del “Giorno della Civetta”. Avevo tanto da dire e l’ho detto.

Oltre all’inventiva, in questa prima prova mancava, secondo me, l’attualità e la ricerca interiore. Dei temi stimolanti presenti nelle simulazioni, nemmeno l’ombra. Sicuramente non mi aspettavo di trovare Pirandello ma qualche tema filosofico-artistico sulla solitudine, sulla ricerca della felicità, sul senso della vita lo aspettavo e sono rimasta enormemente delusa perché io mi sarei trovata molto più a mio agio a scrivere di me. Sono comunque soddisfatta del risultato. Aspetterò di scoprire com’e andata. Detto questo, nella classifica generale delle prove, mi sento di dare un 5,5 . Questa prima prova è stata un ni. C’è ancora tanto da migliorare e spero che i maturandi del prossimo anno siano più fortunati di noi.

Seconda Prova Maturità 2019: le opinioni della nostra maturanda disperata

Siamo giunti alla resa dei conti: la famigerata e temutissima seconda prova multidisciplinare. Frequento un liceo linguistico quindi la mia prova è volta all’analisi e alla produzione scritta di due testi, uno di letteratura e l’altro di attualità in due lingue diverse che cambiano a seconda del piano di studi; le mie erano inglese e spagnolo.

Ho molto apprezzato il fatto che, almeno per quello che riguarda la seconda prova, il Miur abbia ascoltato le richieste dei ragazzi, e l’ abbia effettivamente modificata e livellata. Ricordate la prima simulazione, quel testo impossibile da comprendere in lingua inglese di livello c2? Fortunatamente è solo un incubo ormai lontano.

L’analisi del testo era fattibilissima, trattava il tema attuale e stimolante del viaggio; cosa rappresenta il viaggio per noi, viaggiare è un bisogno, un lusso, uno stato d’animo? Chiedeva inoltre di raccontare la propria esperienza personale, soffermandosi sull’impatto che il viaggio ha avuto nel momento del ritorno a casa.

Per ciò che riguarda il testo in lingua spagnola, mi sento di dire un paio di cose. Anche questa volta il testo era molto semplice da comprendere, il tema era attualissimo: la condizione della donna nella società e come appunto il suo ruolo sia cambiato dai tempi della Prima Guerra Mondiale ad oggi. L’analisi del testo era molto semplice. Ciò che più mi ha deluso è stata la produzione. Ci veniva chiesto di descrivere il lavoro che ci piacerebbe fare. Ma come si fa, con un testo così affascinante da leggere, a chiedere poi di raccontare cosa si vuol fare da grande? Avrei preferito esprimere la mia opinione sull’emancipazione della donna piuttosto che rispondere per l’ennesima volta alla stessa domanda che ci è stata rifilata per ben tre volte, in tre salse differenti, tra simulazioni ed effettiva prova.

Esame di Maturità 2019: i pro e contro della Seconda Prova

Pro e contro di questa prova? Sicuramente il primo Pro è che sono qui a scrivervi tranquillamente e che, quindi, non ho dovuto sostenere la terza; di fondo, però, ci sono anche molti contro. Innanzitutto la difficoltà di dover analizzare due testi in due lingue differenti in sole sei ore e grande punto a sfavore di questa prova è sicuramente il dislivello fra le due lingue. Capisco che non è previsto che si raggiunga lo stesso livello di competenza della prima lingua anche con la terza ma vorrei poter rispondere ad una domanda tanto banale quanto “Cosa vorresti fare da grande?”, durante la prova di Maturità.

Mi sono dovuta ricredere: non è stata del tutto un fallimento ragion per cui, sono convinta che, con le giuste modifiche, tale prova riuscirà a rappresentare una valida alternativa alla terza prova. Basterebbe semplicemente abbassare leggermente il livello della comprensione del testo inglese e passare così ad un dignitoso B2 per aumentare leggermente il livello della comprensione in lingua spagnola, passando così da un A2 a un B1.

Nel complesso, sono soddisfatta della seconda prova, ragion per cui mi sento di assegnare un bel 7. E voi? Quali sono i vostri pensieri su questa maturità sperimentale? Ah, dimenticavo, secondo voi l’abolizione della terza prova ci ha giovato? Contrariamente ad ogni aspettativa sì!

A presto,

Mariaconsuelo Tiralongo

Redazione ScuolaZoo
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