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Brexit: cosa è successo, riassunto, conseguenze e ultime novità in parole semplici
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Brexit: cosa è successo, riassunto, conseguenze e ultime novità in parole semplici

Di Federico Molinari
pubblicato il 11 aprile

In questi giorni si parla sempre di Brexit e di accordo tra Gran Bretagna e Unione Europea. Di cosa si tratta? Te lo spieghiamo noi in parole semplici!

Brexit: cosa è successo, riassunto, conseguenze e ultime novità in parole semplici

Novità Brexit: a che punto siamo, cosa è successo fino ad oggi

La Brexit, da quando è stato indetto il referendum nel giugno 2016, è una questione che continua a suscitare dibattiti e opinioni. In questi giorni, si è tornato a parlare di Brexit. Perché? Il Parlamento britannico, dopo aver rigettato la proposta di accordo raggiunta tra l’Unione Europea e il governo del Regno Unito per disciplinare la completa uscita dei britannici dall’UE, ha votato a favore del rinvio della Brexit stessa! Il significato di questa decisione è molto importante perché se l’Unione Europea accetterà il rinvio, la Brexit sarà rimandata di alcuni mesi rispetto al termine originariamente previsto del 29 marzo! Cosa cambierà per gli italiani che vivono e studiano a Londra sia agli inglesi nel resto d’Europa? La questione della Brexit non vi è ancora tanto chiara? Allora ci pensiamo noi di ScuolaZoo, facendovi un riassunto di ciò che è successo, spiegandovi in parole semplici cosa sta succedendo di cui si parla e quali saranno le conseguenze!

La Brexit è diventato il tema preferito della tua prof d’italiano e devi scrivere un testo come compito per casa? Allora non perdere:

Brexit, ultime notizie: rinvio accordi tra Unione Europea e Gran Bretagna al 31 ottobre – aggiornamento 11 aprile 2019

Il Parlamento britannico, attraverso la figura del primo ministro Theresa May, ha chiesto all’Unione Europea un rinvio per la rielaborazione degli accordi della Brexit, così da evitare l’uscita “no deal”. Il Parlamento Europeo ha accettato la richiesta di rinvio al 31 ottobre, data in cui la Commissione Europea di Junker si scioglierà, così da evitare che l’Inghilterra si trovi a dover rientrare anche negli affari di ricostituzione del nuovo commissariato UE. Per ora, quindi, la Gran Bretagna rimarrà nell’unione e nel Parlamento Europeo, che verrà rieletto a breve, ma non potrà esercitare il diritto di veto per bloccare le procedure legate a delle decisioni di affari europei.

Per approfondire leggi qui:

Aggiornamento 15 marzo 2019: il Parlamento inglese vota per rimandare la Brexit

Tra il 12 e il 14 marzo, il Parlamento britannico è stato chiamato a prendere importanti decisioni riguardo alla Brexit. Theresa May, il 12 marzo, ha presentato alla Camera dei Comuni l’accordo, già rigettato a gennaio dal Parlamento, raggiunto con l’UE, ma anche questa volta i deputati lo hanno bocciato. Il 13 marzo, la House of Commons ha nuovamente espresso il suo voto negativo sulla possibilità di uscire dall’Unione Europea il 29 marzo senza un accordo. Cosa fare quindi se l’accordo non va bene, ma non è contemplata neanche la possibilità di uscire senza accordo? Il 29 marzo è troppo vicino per stabilire un nuovo accordo quindi il Parlamento, giovedì 14 marzo 2019, ha votato per rinviare la Brexit al 30 giugno 2019, dando più tempo per concludere negoziati con l’Unione e trovare una soluzione. Tuttavia, non è detto che il rinvio ci sarà: l’ultima parola spetta ai 27 stati membri dell’UE, che devono dare il loro ok all’unanimità. Il voto è previsto per il 21 marzo.

Qui per approfondire:

Aggiornamento 16 gennaio 2019: il Parlamento inglese dice “no” all’accordo con l’UE

Il 15 gennaio 2019, la House of Commons (la Camera dei Comuni – elettiva) del Parlamento britannico ha bocciato l’accordo sulla Brexit sottoscritto dal governo di Theresa May a Bruxelles con 432 voti a sfavore e 202 a favore. Una decisione che non è certamente priva di conseguenze questa decisione avrà infatti un impatto importante sul futuro della Brexit. Questi i possibili scenari:

  • Nuovo accordo. La May dovrebbe, in accordo con le opposizioni, presentare una nuova linea per poter negoziare, in tempi brevissimi, un altro accordo con l’UE (ricordiamo che l’uscita del Regno Unito dall’Unione è fissata per il 29 marzo 2019), che dovrebbe essere approvato comunque dal Parlamento. Anche nel caso si dovesse dimettere, il suo sostituto potrebbe presentare un nuovo accordo.
  • Brexit rimandata. La May potrebbe chiedere di rimandare l’uscita dall’UE del suo Paese, ma, per fare questo, tutti e 27 gli Stati dell’Unione Europea dovrebbero essere d’accordo.
  • No deal. L’incubo di tutti gli economisti, cittadini inglesi in UE e cittadini europei in UK (ma anche per la gran parte dei politici) è l’ipotesi che l’uscita del Regno Unito avvenga senza accordo. Perché è una prospettiva che in tanti considerano catastrofica? Pensate a tutte le regole, le leggi che sono state in vigore dal 1973 a oggi (perché recepite essendo parte dell’UE), e da che da domani non siano più valide, ma c’è nessuna regola che la sostituisca. Oppure che da domani, si passi da un regola di un certo tipo a una opposta, senza possibilità di armonizzarsi o di avere un passaggio graduale. Cosa succede ai cittadini europei che oggi studiano, viaggiano e/o lavorano in Inghilterra? Cosa succede a tutti gli accordi commerciali? Cosa cambia nella vita quotidiana?

Aggiornamento 16 novembre 2018: la bozza dell’accordo spiegata facile

Capire una bozza di un accordo internazionale non è affatto facile, per questo motivo noi vi spiegheremo a grandi linee in cosa consiste la proposta bocciata dal Parlamento britannico. Partiamo dal fatto che l’elaborato, presentato in questa settimana, è il frutto di più di due anni di negoziati tra Regno Unito (ovviamente si parla di Scozia, Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord) e Unione Europea, attori principali della vicenda. Theresa May, primo minstro inglese e capo di questa nuova era della Gran Bretagna verso l’uscita dell’UE, ha spiegato i punti salienti della bozza di accordo:

  • fine della libera circolazione dei cittadini inglesi in Europa. Ciò non significa che non potranno più circolare ma non possono farlo liberamente come i cittadini europei.
  • fine dei versamenti economici all’Europa. Il Regno Unito non dovrà più sottostare agli accordi economici stipulati tra stati europei.
  • fine della giurisdizione della Corte di Giustizia Europea. Tutti gli stati europei devono sottostare alle decisioni della Corte di Giustizia, una specie di tribunale europeo a cui si appellano gli stati membri per risolvere le controversie tra loro. Dal momento in cui l’uscita sarà ufficiale, la Gran Bretagna non sarà più tenuta a sottostare alla Corte.
  • la questione del confine tra Irlanda del Nord e Repubblica d’Irlanda. Queste due parti sono spesso state in conflitto tra di loro e si vorrebbe evitare di rovinare quasi un ventennio di pace, fornendo la continuità tra le due parti. In che modo? L’Irlanda del Nord avrà delle particolari concessioni dall’UE in materia economica e rimane nel Mercato Unico Europeo.

Detto ciò, chiariamo ancora qualche punto.
Il Regno Unito dovrà pagare qualcosa per uscire dall’Unione Europea? In un certo senso, sì. Dovrà rispettare gli impegni presi con l’Unione per evitare che gli altri paesi europei si trovino a dover ricoprire gli oneri economici del Regno Unito. E alla fine di tutto ci chiediamo: ma con questa bozza di accordo il Regno Unito è uscito dall’Unione Europea? No, non ancora perché la bozza, per ora passata al Governo inglese e approvata dall’Unione dovrà essere resa come accordo e ratificata. A grandi linee, la Gran Bretagna ha tempo fino al 2020 per completare tutte le transizioni ma l’uscita ufficiale avverrà a marzo 2019, quando verrà ratificato l’accordo.

Brexit: cosa cambia per chi vuole studiare, lavorare o visitare la Gran Bretagna

Ora parliamo di ciò che interessa a noi europei riguardo la Brexit. L’Inghilterra è uno dei paesi più visitati da studenti e turisti, senza contare il numero di giovani che ogni anno la raggiungono per cercare lavoro. Cosa cambierà adesso? Scopriamolo insieme.

Brexit e turismo: cosa fare per visitare la Gran Bretagna?

Per entrare in Regno Unito servirà una carta d’identità o un passaporto, a patto che questi siano a regola con gli standard decisi dal Governo Inglese. Per ora quindi dovrete solo accertarvi che il vostro documento di viaggio sia in regola.

Studiare in Inghilterra: cosa succede dopo la Brexit?

Stando alle ultime notizie, andare in Inghilterra per seguire un corso d’inglese o per studiare non sarà così complesso rispetto ad adesso. Forse qualche cambiamento si inizierà a percepire nel momento in cui il governo inglese rivedrà le norme riguardanti l’immigrazione, dopo marzo 2019. Un cambiamento importante riguarderà le università: se ora gli studenti europei pagano le stesse tasse degli studenti inglesi, dopo l’uscita dallUE, tutti i cittadini europei saranno considerati studenti internazionali e dovranno pagare le tasse previste per questa categoria. Sono decisamente molto più onerose rispetto alle tasse previste per i locali.

Brexit e lavoro: cosa cambierà?

Secondo la bozza dell’accordo, tutti gli europei giunti in Gran Bretagna entro marzo 2019 ci potranno restare a tempo indeterminato. Dopo la fine della trasizione, a fine del 2020, si potrà richiedere la residenza permanente per rimanere in Inghilterra senza problemi. La bozza di accordo, inoltre, sancisce una parità dei diritti del lavoratore senza distinzioni di cittadinanza e di nazionalità. Per chi va invece in Inghilterra alla ricerca di un lavoro avrà bisogno di un visto per motivi professionali.

Storia della Brexit: cause, cosa è successo in breve e i punti principali

La Brexit ha avuto inizio nel momento in cui alcuni esponenti conservatori del Governo hanno proposto un referendum che chiedeva ai cittadini inglesi di votare per rimanere o uscire dall’Unione Europea. Il referendum si è tenuto il 23 giugno 2016 e ha vinto ovviamente la Brexit, nonostante molti cittadini si siano scagliati contro. Basti pensare che il 72% dei giovani ha votato per il “Remain”, mentre sono stati gli anziani o comunque gli over 50 a decidere per questa fuoriuscita che si ripercuoterà fortemente sul futuro dei giovani.  Per spiegare questa ormai celeberrima Brexit bastano poche parole, ossia «Il popolo della Gran Bretagna ha deciso di uscire dalla Unione Europea». Per uscire dall’Unione Europea, la Gran Bretagna si è appellata all’articolo 50 del Trattato di Lisbona, il quale, dal 2007, ha reso ufficialmente possibile allontanarsi dalla UE. Quando questo articolo 50 è stato sfruttato dalla Gran Bretagna, questa non è ovviamente uscita sul momento, infatti dalle dimissioni di David Cameron, a cui è subentrata Theresa May, sono iniziate le trattative sia all’interno del Governo, diviso tra ultraconservatori, conservatori moderati e liberali, e Unione Europea. Questi due anni passati tra trattative e bozze di accordi hanno messo spesso sul ciglio della crisi l’economia Inglese e si è arrivati anche al punto che il sindaco di Londra, Sadiq Khan, ha proposto un nuovo referendum per vedere se effettivamente gli inglesi fossero convinti di questa uscita. Ovviamente il governo è stato fermo sulle sue posizioni, dato che l’uscita alla fine è stata votata proprio dagli inglesi, e ha proceduto con la stesura della bozza che vi abbiamo spiegato oggi.

(Credits immagini: Unsplash)

Federico Molinari
Ha sempre amato studiare, tradurre dall’aramaico antico e guardare prima di dormire un’opera di Kiarostami in lingua originale, ma dopo essere stato rapito all’età di 10 anni da una razza umanoide in cerca del Trasponditore del Continuum ha cambiato completamente personalità: ama qualsiasi forma di sport in cui ci sia una palla pur non essendo un cane, fa qualsiasi cosa possa danneggiare la sua integrità fisica e morale, ascolta musica in qualsiasi situazione.
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