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Maturità 2019 classico: versione Seneca svolta con domande e testo Plutarco sull’ira
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Maturità 2019 classico: versione Seneca svolta con domande e testo Plutarco sull’ira

Di Isabelle Giacometti
pubblicato il 02 aprile

Seconda Prova 2019, soluzioni simulazione Liceo Classico: versione latino di Seneca tradotta e confronto svolto con il testo in greco di Plutarco sull’ira.

Maturità 2019 classico: versione Seneca svolta con domande e testo Plutarco sull’ira

Simulazioni Seconda Prova Maturità 2019: traccia svolta per il Liceo Classico

Oggi 2 aprile è il giorno dell’ultima simulazione di Seconda Prova di Maturità 2019! Gli studenti del Liceo Classico avranno a che fare la temutissima prova mista di latino e greco.
Nella traccia d’esempio di Seconda Prova 2019,  pubblicata online sul sito ufficiale del Miur, la versione di latino è dell’autore Seneca e parla di Seiano. Il testo greco con traduzione a fronte della simulazione è invece di Plutarco e l’argomento è sempre l’ira.
In questo articolo ScuolaZoo trovate le soluzioni della simulazione di Seconda Prova 2019 del Miur, la versione tradotta dal latino di Seneca, il confronto con Plutarco e le risposte alle domande della traccia di Maturità.

Per saperne di più sull’autore della versione di latino della simulazione di Maturità 2019, leggete anche:

Per seguire live tutti gli aggiornamenti sulle simulazioni di Seconda Prova 2019 cliccate qui:

Simulazione Seconda Prova 2019 Classico: versione latino tradotta di Seneca sull’ira

Nella simulazione di Seconda Prova 2019 del Miur il testo della versione di latino di Seneca è tratta dal Libro III, 10 del De Ira.
Qui di seguito trovate la traduzione completa della traccia d’esempio del Miur di Maturità 2019:

Coloro che sono soggetti ad attacchi di epilessia, sentono ormai avvicinarsi il malore, se il calore abbandona le estremità, la vista si annebbia ed i nervi provocano tremito, se la memoria viene meno e la testa gira. Allora prevengono la situazione incipiente con i rimedi abituali: si rimuove tutto ciò che, con il suo odore o sapore, fa perdere i sensi e si contrastano il freddo e l’irrigidimento con dei fomenti; poi, se il rimedio ha giovato poco, si ritirano in disparte e cadono, lontano dallo sguardo altrui. Giova conoscere la propria malattia e soffocarne le forze, prima che prendano campo. Osserviamo che cosa è che ci eccita più di tutto: uno si risente delle offese verbali, un altro, di quelle di fatto; questo vuole che si abbia riguardo alla sua nobiltà, quello alla sua bellezza; uno vuol essere ritenuto il più raffinato, un altro il più dotto; questo non sopporta la superbia, quello la disubbidienza; quello non ritiene che valga la pena adirarsi con gli schiavi, questo è feroce in casa e mite fuori; quello giudica segno di astio ogni preghiera, questo s’offende se non lo si prega. Non tutti sono vulnerabili dallo stesso lato; devi dunque sapere quale è il tuo punto debole, per proteggere soprattutto quello.

Miur Simulazioni Seconda Prova 2019 Liceo Classico: confronto con testo greco di Plutarco tradotto a fronte e risposte alle domande

Il testo in greco della traccia di Seconda Prova della simulazione di Maturità 2019, è un brano del De Cohibenda ira di Plutarco, contenuto nell’opera Moralia.  Sia la versione di Seneca che il testo di Plutarco hanno come argomento l’ira: nella consegna dell’esempio della prova mista, il Miur chiede ai maturandi del Liceo Classico di istituire un confronto tra essi, rispondendo separatamente o unitamente a tre domande aperte. Ecco le soluzioni della terza parte della simulazione di Seconda Prova 2019 del Miur :

Simulazione Seconda Prova 2019: soluzioni comprensione / interpretazione 

Sia la versione di Seneca che il testo di Plutarco contengono suggerimenti per dominare e combattere l’ira.
Entrambi concordano sull’importanza di conoscere l’origine del proprio male, mentre si discostano in modo sottile l’uno dall’altro riguardo al modo di rispondere agli stimoli che fanno scattare la collera. Secondo Seneca infatti è meglio ignorarli al fine di proteggere i propri punti deboli, mentre per Plutarco conviene rimanere impassibili o scappare da ciò che rischia di farci adirare. Nessuno dei due prende in considerazione l’idea di affrontare la situazione dando libero sfogo all’ira, come magari si fa invece con altri sentimenti come l’amore o la tristezza, ritenendo sia meglio soffocarla che alimentarla, per non correre il rischio di arrivare al punto in cui non può più essere contenuta.

Soluzioni simulazione Seconda Prova 2019: analisi linguistica e/o stilistica dei testi di Plutarco e Seneca

  • Testo di Seneca in Latino: l’autore parla dell’ira come di una malattia, poiché la ritiene una passione malevola e lesiva che sconvolge l’animo. Facendo un paragone con l’epilessia spiega l’importanza di prevenire la collera prima che sopraggiunga ed elenca quindi i segnali che ne anticipano l’arrivo. Sia i costrutti che il lessico della versione di latino di Seneca sono molto semplici perché rivolti ad un pubblico ampio. Nono utilizza particolari figure retoriche né termini aulici o tecnico scientifici nel descrivere la malattia.
  • Testo in Greco di Plutarco: il brano inizia fin da subito con i consigli per dominare l’ira ed il paragone con l’epilessia è presente soltanto alla fine della versione: qui infatti la collera viene vista più come un tiranno che come una malattia. Anche Plutarco fa numerosi paragoni parlando degli altri sentimenti che sconvolgono l’animo ovvero l’amore ed il dolore, ma, a differenza di Seneca, non si focalizza sulle varie cause che fanno nascere l’ira.

Seconda Prova 2019 Miur, simulazione Liceo Classico: approfondimento e riflessioni personali sull’ira

L’ira è un tema ricorrente nel campo artistico che può essere interpretato in modi e forme sempre diverse che variano non solo per l’ideologia dell’autore, ma anche in base al contesto culturale in cui egli vive. Tra gli artisti che lo hanno rappresentato nelle loro opere c’è il sommo poeta italiano Dante Alighieri che, essendo l’ira uno dei sette vizi capitali, vi dedica nella Divina Commedia il Canto VII dell’Inferno.
Passando poi all’iconografia, in particolare alla pittura l’Ira è stata dipinta da Giotto nella cappella degli Scrovegni come una figura femminile che, in preda alla collera, si lacera le vesti scoprendosi il petto.
Anche Omero la cita nel primo verso dell’Iliade, ritenendo che proprio da questo sentimento siano scaturiti gli avvenimenti narrati all’interno del poema.
Gli autori di invettive e critiche utilizzano la propria arte proprio per dare sfogo alla collera, andando contro il consiglio di soffocarla prescritto da Seneca e Plutarco.

(Crediti Immagini: Pixabay)

Isabelle Giacometti
20 anni, mille progetti e il resto della vita per realizzarli. Scrivere è diventata una passione dal primo tema in cui ho preso 'ottimo' alle elementari... da cocca della maestra a giornalista direi che è un bel salto di qualità! Adoro il rosa e l'autunno, non vivo senza caffè e senza penna. Una frase che mi rappresenta? "Omnes optimi insani sunt" ovvero "tutti i migliori sono matti", ovviamente in latino, da brava (ex) classicista. Laurea in progress.
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