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Orali Maturità 2018: come evitare di fare scena muta
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Orali Maturità 2018: come evitare di fare scena muta

Di Redazione ScuolaZoo
pubblicato il 26 giugno

Fare scena muta all’orale della Maturità 2018 è una paura che hanno molti maturandi: segui i nostri consigli per il colloquio d’esame.

Orali Maturità 2018: come evitare di fare scena muta

Maturità 2018: cosa succede in caso di scena muta all’orale?

Le prove scritte sono difficili, certo, ma non esiste nulla che metta più ansia dellorale di Maturità 2018. Davanti non c’è solo un foglio bianco da riempire, ma l’intera commissione d’Esame da stupire. Decine di occhi e orecchie pronte ad ascoltare le risposte del maturando. Già, le risposte… E se non ci fosse nulla da sentire perché non si conosce la risposta alle domande? Se si materializzasse l’incubo di tante notti insonni: lunghi e imbarazzanti silenzi? Noi di ScuolaZoo arriviamo in soccorso degli studenti che devono sostenere l’orale di Maturità 2018 i consigli per evitare di fare scena muta al colloquio.

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Esame orale Maturità 2018: i consigli per non fare scena muta al colloquio

“Cosa succede se non so rispondere alle domande dell’orale di Maturità?”, questa domanda rimbomba nella testa degli studenti che in questi giorni si stanno preparando per i colloqui orali che concluderanno l’esame di Stato 2018. La cosa migliore sarebbe evitare di trovarsi in questa situazione, quindi ecco alcuni consigli per non fare scena muta all’orale di Maturità 2018:

  • Don’t panic: il primo suggerimento, per quanto banale, è non farsi prendere dal panico. Sbiancare e/o sudare copiosamente non vi aiuterà a fare una buona impressione sulla commissione. Inoltre, davanti a voi ci sono professori abituati a ottenere come risposta la scena muta: per loro non è la prima e non sarà l’ultima volta, quindi il vostro silenzio non li sorprenderà eccessivamente. La parola d’ordine è tranquillità: se avete studiato, la risposta arriverà e mantenendo la calma aiuterete il vostro cervello a trovare il cassetto dove si è nascosta; se non avete studiato, a cosa serve preoccuparsi?
    Insomma, meglio mantenere un atteggiamento composto e sicuro di sé, magari questo farà credere agli esaminatori di aver beccato proprio l’unica lacuna nel vostro coscienzioso programma di studi.
  • Falsa partenza: è possibile chiedere ai prof di poter fare un po’ di “riscaldamento” prima dell’inizio dell’orale. Se acconsentono, non dovete però alzarvi e mettervi a correre intorno al tavolo o cercare di toccarvi le punte dei piedi. L’obiettivo è superare l’ansia da esame di Maturità iniziando a parlare di un argomento a piacere. Se la prima domanda vi ha sorpresi e la risposta tarda ad arrivare, potete provare a chiedere di partire da un’altra per poi tornare al punto iniziale. Magari nel frattempo vi torna in mente, altrimenti avete comunque evitato la scena muta.
  • Girare attorno alle domande d’esame: può darsi che non conosciate la risposta precisa alla domanda, ma che comunque l’argomento non vi trovi del tutto spiazzati. Forse non saprete quanto dura un giorno venusiano (Venere impiega circa 225 giorni terrestri a compiere una rivoluzione intorno al Sole), ma neanche pensate che Venusiano sia l’ottavo re di Roma (è Totti, mi raccomando).  Allora, invece di fare scena muta all’orale di Maturità, prendete il coraggio a due mani e iniziate a snocciolare tutto quello che in qualche modo ha a che fare con l’argomento. Qui la parola d’ordine è prendere le domande alla larga: girando attorno al punto vi ci avvicinerete sempre di più e le precisazioni richieste dai prof potrebbero far accendere la lampadina. Può darsi che non arriverete mai a destinazione, ma Colombo era partito per le Indie ed ha scoperto l’America, quindi non è detto che vi vada poi tanto male.
  • Confessare di non sapere l’argomento: anche la disperazione può essere una tattica efficace per evitare di fare scena muta all’orale di Maturità 2018. Uno dei proverbi più controversi della storia dice che l’onesta paga. A volte ammettere una colpa può funzionare davvero ed è sempre meglio di un silenzio infinito. Qui la parola d’ordine è confessione: ammettere candidamente di non conoscere la risposta alla domanda. Non vi salverà dall’avere un voto più basso al colloquio orale, ma probabilmente vi conquisterà la simpatia e l’apprezzamento della commissione d’esame. La confessione può essere condita da giustificazioni accessorie come “quel giorno non c’ero”, “credevo non fosse nel programma” e simili. Fate però attenzione: le scuse (anche quando vere) piacciono poco ai commissari della Maturità 2018 e rischiano di rovinare il ben fatto con la prova di onestà. Meglio ammettere l’ignoranza e chiedere di passare a un’altra domanda, sperando che con la prossima vada meglio.

(Fonte immagini: Pixabay)

Redazione ScuolaZoo