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Maturità 2019, testo argomentativo sui diritti umani: traccia svolta, simulazioni di prima prova
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Maturità 2019, testo argomentativo sui diritti umani: traccia svolta, simulazioni di prima prova

Di Ginger
pubblicato il 19 febbraio

Simulazione Prima Prova 2019: la traccia di testo argomentativo sui diritti umani svolta, come rispondere alle domande e produzione del testo.

Maturità 2019, testo argomentativo sui diritti umani: traccia svolta, simulazioni di prima prova

Maturità 2019, Testo Argomentativo sui diritti umani: traccia svolta, simulazioni di prima prova

In vista della Maturità 2019, il Miur ha reso disponibili degli esempi di prima prova online grazie alle simulazioni. Dalle 8.30 del 19 febbraio, sono apparse sul sito 3 tipologie di prove: analisi del testo, analisi e produzione di un testo argomentativo e tema di attualità. Per aiutare gli studenti nella simulazione, abbiamo svolto una delle tracce della Tipologia B, ovvero un Testo Argomentativo. Se siete in difficoltà con l’esercizio, di seguito trovate un esempio di traccia svolta di Analisi e produzione di un testo argomentivo sul tema della tutela dei diritti umani.

Non avete partecipato alle simulazioni di Prima Prova? Leggete qui per capire cosa succede:

Per leggere le altre tracce di Maturità 2019, leggete qui:

diritti umani

Maturità 2019, simulazioni di prima prova: quesiti sul testo argomentativo sui diritti umani

Il testo scelto dal Miur su cui elaborare le proprie riflessioni è un brano tratto da “I diritti umani oggi” di Antonio Cassese. Prima di procedere con l’elaborazione di un testo argomentativo, dovete  rispondere ad una serie di domande.

1 )Riassumi il testo mettendo in evidenza la tesi principale e agli addotti

La realizzazione dei diritti umani è continuamente messa in discussione da una serie di agenti esterni: regimi autoritari, gruppi sovversivi e altre organizzazioni manifestano gli impulsi più aggressivi della natura umana, impedendo che tali diritti siano rispettati. La situazione non si può risolvere se non partendo dall’assunto che i diritti umani sono una delle più grandi conquiste mai realizzate dall’homo societatis sull’homo biologicus. Non si tratta, come molti erronamente pensano, di diritti “connaturati” all’uomo, ossia parte integrante della sua natura: in verità, come ha notato il biologo francese Jean Hamburger, l’uomo naturale è violento e aggressivo, portato per sua natura a soverchiare  l’altro. Nutre affetto ed amore solo per una ristretta cerchia di consanguinei. Con la conquista dei diritti umani, l’uomo sociale vince sull’uomo biologico imponendogli di limitare i propri impulsi e rispettare i simili. E’ comunque un equilibrio instabile, e bisogna essere sempre vigili affinché l’io biologico non torni a predominare sull’io sociale. In conseguenza di ciò, la protezione dei diritti umani non si può perseguire in un arco di tempo breve, ma si produce impercettibilmente nel corso delle generazioni. Si tratta di processi lunghissimi non lineari, ma spezzati da cadute, ristagni e imbarbarimenti.

Tesi: La protezione dei diritti umani non si consegue né in un giorno né in un anno perché per sua natura l’uomo tende a voler prevaricare sull’altro.

2) Nello svolgimento del discorso viene introdotta una contro-tesi: individuala.

I diritti umani sono «diritti naturali», ossia coessenziali alla natura umana, connaturati all’uomo.

3) Sul piano argomentativo quale valore assume la citazione del biologo francese, Jean Hamburger?

La citazione di Hambuerger  recita “il concetto di diritti dell’uomo non è ispirato dalla legge naturale della vita, è al contrario ribellione contro la legge naturale”. Si tratta quindi di una delle argomentazioni che l’autora espone a sostegno della sua tesi, alla quale conferisce anche validità scientifica partendo dagli studi del biologo francese.

4) Spiega l’analogia proposta, nell’ultimo capoverso, fra la tutela internazionale dei diritti umani e i fenomeni naturali impercettibili.

I danni provocati da fenomeni naturali come glaciazioni e mutamenti climatici non si misurano nell’immediato, ma si manifestano solo a lungo termine, sommando una serie di impercettibili cambiamenti che si sono verificati nel corso del tempo. Allo stesso modo, i traguardi raggiunti in fatto di tutela dei diritti umani sono quantificabili solo nell’arco di generazioni. Alla loro realizzazione contribuiscono infatti una serie di piccole conquiste, che si verificano sotto i nostri occhi quotidianamente ma che sono talmente piccole da risultare quasi invisibili. Solo sommandole si può avere un’idea chiara di ciò che si è fatto.

5) La citazione in chiusura da Nelson Mandela quale messaggio vuole comunicare al lettore?

Il testo si chiude con la citazione “dopo aver scalato una grande collina ho trovato che vi sono ancora molte più colline da scalare”. Ciò vuol dire che la strada per la piena realizzazione dei diritti umani è molto lunga, e una volta raggiunto un obiettivo importante ci si renderà conto che ne esistono ancora tanti altri da perseguire.

Maturità 2019, simulazioni di prima prova: produzione di un Testo argomentativo

Esprimi il tuo giudizio in merito all’attualità della violazione dei diritti umani, recentemente ribadita da gravissimi fatti di cronaca. Scrivi un testo argomentativo in cui tesi e argomenti siano organizzati in un discorso coerente e coeso, che puoi, se lo ritieni utile, suddividere in paragrafi.

 

“Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona”: recita così il primo articolo della dichiarazione universale dei diritti umani. Nonostante sia stata proclamata più di 70 anni fa, nel 1948, la sua piena attuazione è ancora un’utopia. Ne sono prova concreta i gravissimi episodi di cronaca ai quali assistiamo impotenti ogni giorno: migliaia di persone nel mondo sono torturate o maltrattate, affrontano processi iniqui o sono limitate nella loro libertà di espressione. Il cammino verso una piena realizzazione dei diritti umani è quindi ancora molto lungo, e vede proprio nell’uomo il principale ostacolo da sormontare. Per sua natura, infatti, l’essere umano è violento e aggressivo, e solo l’ inserimento in un contesto sociale ha in parte ammorbidito questi tratti della sua personalità.

I diritti umani non sono coessenziali alla natura umana

La questione dei diritti umani si è infatti posta solo dopo la realizzazione delle prime forme di società, ed è una delle conquiste più importanti ottenute dall’ homo societatis sull’homo biologicus. Ciò vuol dire che tali diritti non sono coessenziali alla natura umana, che invece è violenta e aggressiva. Come spiega il biologo francese Jean Hamburger l’uomo come essere biologico è portato a soverchiare l’altro e a prevaricare per sopravvivere: i sentimenti di amore ed altruismo sono invece rivolti solo ad una ristretta cerchia di consanguinei. È quindi semplicemente con l’intento di vivere in pace ed armonia all’interno di una società che ci si pone il problema dei diritti umani e si capisce che, proprio per poter convivere fianco a fianco all’interno dello stesso contesto, è necessario arginare l’aggressività e lasciare spazio al rispetto reciproco.

Gli episodi di cronaca provano qual è la vera natura umana

Per quanto ci si affanni, tuttavia, l’equilibrio raggiunto è assai precario: la vera indole dell’uomo non può essere totalmente soppressa, ed entra quindi in conflitto con quelle che sono le regole base della convivenza. Prova concreto di quanto affermato, sono i continui episodi di violazione dei diritti umani ai quali assistiamo ogni giorno. Violenza sulle donne, censura, persone private del loro diritto ad una vita migliore e lasciate annegare in alto mare. L’egoismo prende il sopravvento su tutto il resto, l’homo societatis torna ad essere homo biologicus e ci si dimentica delle preziose conquiste ottenute in passato.

Il percorso verso la piena realizzazione dei diritti non è lineare

Il processo verso una piena realizzazione dei diritti umani è quindi tutt’altro che lineare, fatto di piccoli passi in avanti e altrettanti dietrfront, di cadute e di nuove conquiste. È un percorso fatto di piccoli ostacoli quotidiani ma anche di insormontabili difficoltà, e coinvolge non solo organizzazioni, Stati e Onlus, ma tutti noi. Sono proprio le azioni del singolo che, a lungo andare, faranno la differenza, e sommate tra loro renderanno in misura concreta i progressi fatti alle generazioni future. Basterebbe proprio recuperare quella dichiarazione universale e partire da un assunto in particolare: “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”.

(Credit foto: Pixabay)

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