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Prima Prova Maturità 2019: tracce svolte su Giosuè Carducci
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Prima Prova Maturità 2019: tracce svolte su Giosuè Carducci

Di Giulio Romano
pubblicato il 16 giugno

Autore Prima Prova Maturità 2019: cosa sapere su Giosuè Carducci se il Miur lo scegliesse per l’analisi del testo (e non solo)!

Prima Prova Maturità 2019: tracce svolte su Giosuè Carducci

Tracce Prima Prova Maturità 2019: cosa sapere per uno svolgimento su Giosuè Carducci

La Maturità 2019 è ormai alle porte e si sprecano le previsioni su quali possano essere gli autori scelti e quali possano essere le tracce su di loro: tra questi, un autore che potrebbe fare gola al Miur potrebbe essere Carducci, il cui svolgimento di un tema non sarebbe impresa semplice. Ecco perché noi di ScuolaZoo vogliamo fornirvi qualche idea di traccia svolta e una piccola infarinatura per poterlo affrontare al meglio!

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Maturità 2019 Prima prova Giosuè Carducci: quale traccia uscirà?

Tra i temi che potrebbero esservi richiesti, di certo possiamo annoverare l’analisi del testo (tipologia A) nella quale vi verrà posto un passo famoso di qualche sua poesia, con delle domande annesse a cui rispondere, ma non sono da sottovalutare nemmeno le possibili tipologie B e C, in cui potrebbero, con la fornitura di documenti adatti, chiedervi di realizzare un testo argomentativo o, più facilmente, un tema di attualità sulla poetica del famoso letterato.

Tracce Maturità 2019: la biografia di Giosuè Carducci

Giosuè Carducci nacque a Valdicastello, Lucca, il 27 luglio del 1835, e visse la sua infanzia nel meraviglioso ambiente incontaminato della maremma, cosa che segnò profondamente la sua poetica verso la natura incontaminata, vitale, energica.

Nel 1856 si laureò come filologo a Pisa, per diventare quindi negli anni successivi un forte sostenitore della letteratura classicista, di contro alle nuove idee del Romanticismo: dichiarerà spesso infatti “colui che potendo esprimere un concetto in dieci parole ne usa dodici, io lo ritengo capace delle peggiori azioni”.

Negli anni successivi, con la perdita del padre, cominciò a lavorare duramente per mantenere la famiglia, per poi sposarsi con Elvira Menicucci.

Negli anni dell’Unità d’Italia, si mostrò un fervente risorgimentale, lavorando nel frattempo come professore a Bologna: dopo non molto tempo salì in lui una crescente delusione verso la nuova classe dirigente dello Stato Unitario – era soprattutto insofferente verso la mancata liberazione di Roma – e cominciò ad appoggiare ideali repubblicani e giacobini fino ad un aspro anticlericalismo, tutti atteggiamenti questi che lo misero in cattiva luce davanti al governo ufficiale che arrivò addirittura a sospenderlo dall’insegnamento. Fu così che, tra nuovi lutti familiari, si dedicò con successo alla carriera di letterato, la quale raggiunse finalmente il suo apice. In parallelo, il suo fervore giacobino si spense, e venne dapprima candidato come democratico alle elezioni parlamentari del 1876, per poi diventare un sostenitore dei Savoia, e quindi un monarchico, negli anni successivi (soprattutto dopo l’incontro a Bologna con la regina Margherita), fino a diventare definitivamente il vate dell’Italia umbertina ed essere nominato, nel 1890, senatore del Regno.

Nel 1904, dopo essere diventato poeta ufficiale dell’Italia monarchica, vinse il premio Nobel per la letteratura.

Morì a Bologna nel 1907 per una broncopolmonite.

Maturità 2019 Prima Prova: poetica e pensiero di Giosuè Carducci

Carducci fu sempre un forte sostenitore del classicismo letterario, a discapito delle tematiche di stampo romantico che egli più volte definì “pericolose”. Ciononostante, egli stesso era conscio di non poter proporre un tipo di classicismo lontano nel tempo, perfettamente aderente a quello antico, stantio: proprio perciò ripropose un classicismo vitale ed energico che venne ad imporsi nella cultura italiana come un modello elevato di comunicazione poetica che si mescola con un grande bisogno di realismo. La poesia deve, attraverso un linguaggio e tematiche riprese dal mondo greco e latino, raccontare la realtà contemporanea senza introdurre elementi surreali o inquietanti come quelli del romanticismo.

La prima cosa cui cercò di dedicarsi fu la metrica barbara: è così che Giosuè Carducci definiva i tentativi di numerosi poeti a partire dall’Umanesimo (e anche i suoi tentativi personali) di ripristinare la metrica greca e latina utilizzando però il linguaggio volgare. Il classicismo quindi era sempre nello stile del Carducci, che tentò di inserirlo in qualsiasi momento della sua vita e di qualsiasi cosa di cui scrivesse attraverso la ricerca di un’espressione armoniosa ed equilibrata che rendesse chiaramente la realtà circostante senza le fantasticherie romantiche.

Anche la storia ha per il letterato un ruolo molto importante nella sua produzione: è una storia rivisitata e rappresentata in tutte le sue epoche, dal Medioevo alla Rivoluzione francese. Nella storia egli cela spesso gli ideali della vita laica e repubblicana in cui egli stesso crede, lontano da superstizioni religiose: è l’uomo che crea il suo percorso e la sua fortuna. Purtroppo però, il fluire della storia ha per il Carducci un fondo negativo: esso è un crescendo di degradazione attuale e borghese sul cui sfondo si staglia un originario sfondo paesano e popolare che rivive attraverso il ricordo della Maremma toscana negli anni della sua infanzia. È in questo ambito che il poeta deve navigare, alternando un linguaggio aulico ad uno cupo e pessimista, riflettendo sul suo ruolo di narratore/cantore di ciò che lo circonda.

Tracce Maturità 2019 su Carducci: le sue opere più importanti

  • Juvenilia, una raccolta di cento poesie scritte tra il 1850 ed il 1860 che presenta reminescenze di grandi poeti del passato come Dante e Foscolo.
  • Levia Gravia, due volumetti di 14 componimenti ciascuno, che si concludono con l’Inno a Satana (rappresentazione del progresso umano).
  • Giambi ed Epodi, 31 poesie il cui nome fa riferimenti a due ritmi poetici usati dai poeti greco-latini per la satira: sono appunto poesie di polemica.
  • Rime Nuove, raccolta di 105 poesie. Sono le più famose poesie del Carducci, grandi rappresentanti della sua poetica.
  • Odi barbare, una raccolta di 57 poesie, chiamate tali perché così sarebbere all’orecchio di greci e romani, sebbene composte nella loro metrica.
  • Rime e Ritmi, in cui troviamo versi con ritmo italiano alternati a versi in ritmo barbaro.
  • Discorsi letterari e storici, un’opera in prosa comprendente 17 discorsi pronunciati in varie occasioni.
  • Studi sulla letteratura italiana dei primi secoli.
  • Petrarca e Boccaccio.
  • Confessioni e battaglie, due volumi con scritti autobiografici e polemici del Carducci.

(Foto Credits: Pixabay)

Giulio Romano
Ciao ragazzi, sono Giulio! Studente di Medicina e Staff Scuolazoo, sono anche un appassionato di fitness e cinematografia, passione che approfondisco nel tempo libero. Amo anche viaggiare e scrivere, trovando le due cose così vicine tra loro tanto da toccarsi: cosa sarebbe la scrittura se non un viaggio dentro un mondo immaginario e dentro noi stessi?
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