Condividi
Pearl Harbor: l’attacco giapponese agli Stati Uniti spiegato per la scuola
Condividi su

Pearl Harbor: l’attacco giapponese agli Stati Uniti spiegato per la scuola

Di Chiara Greco
pubblicato il 07 aprile

Perché il Giappone ha attaccato gli Stati Uniti proprio a Pearl Harbor e che cosa successe quel giorno? In questo articolo trovate il riassunto completo per tutte le scuole!

Pearl Harbor: l’attacco giapponese agli Stati Uniti spiegato per la scuola

Seconda Guerra Mondiale: chi attaccò Pearl Harbor?

Uno degli eventi più drammatici e importanti della Seconda Guerra Mondiale è l’attacco alla base di Pearl Harbor, che si trova nelle Hawaii, avvenuto il 7 dicembre 1941. Con questa mossa da parte del Giappone, gli Stati Uniti hanno preso la decisione di prendere parte alla Seconda Guerra Mondiale in supporto dei paesi alleati. In questo articolo vi racconteremo perché la flotta giapponese decise di attaccare l’America proprio in quel punto, come avvenne l’attacco e le conseguenze.

attacco-pearl-harbor-attacco-riassunto-scuola

(Credits immagine: Wikipedia)

Perché i Giapponesi attaccarono Pearl Harbor?

Il Giappone approfittò dei primi mesi di guerra per iniziare una campagna di espansione territoriale verso l’Indocina e le colonie francesi in oriente, approfittando anche del fatto che l’Unione Sovietica era occupata a rispondere all’offensiva tedesca, che avanzava minacciosamente verso la città di Mosca. I giapponesi avevano ormai messo gli occhi su queste colonie e non volevano essere fermati da niente e nessuno. Lì vicino si trovava la base navale militare di Pearl Harbor, nelle Hawaii, forse l’unico possibile impedimento alle intenzioni espansionistiche giapponesi. Questo diventò quindi un target dell’impero, che decise di mettere in atto l’attacco così da non avere problemi successivi. Peccato però che in quel periodo Giappone  e Stati Uniti stavano intrattenendo un dialogo diplomatico per evitare di avere problemi legati alla guerra che dai sei mesi colpiva l’Europa.

Com’è avvenuto l’attacco di Pearl Harbor? Spiegazione in sintesi

I giapponesi misero a punto l’attacco in un anno circa, forse tentennavano su quello che si poteva fare alla luce delle trattative diplomatiche. Il 2 dicembre 1941, una portaerei giapponese e alcuni velivoli si avvicinarono alla base di Pearl Harbor e l’attacco vero e proprio venne comandato nella mattinata del 7 dicembre 1941, quando si diede il via a due ondate di attacchi con l’uso di circa 350 aerei, che misero in ginocchio la base e i civili che ci lavoravano, distruggendo navi da guerra e strutture. Gli Stati Uniti non riuscirono a rispondere tempestivamente perché si accorsero troppo tardi dell’arrivo dei caccia giapponesi.

Quanti morti ci furono a Pearl Harbor?

In circa un’ora e mezzo di attacco, persero la vita 2.331 soldati e 55 civili americani, senza contare i danni alle navi che erano ormeggiate nel porto e gli aerei parcheggiati nelle strutture dell’isola.

La risposta degli USA all’attacco di Pearl Harbor: Stati Uniti e Giappone entrano in guerra

Come si può ben pensare, gli Stati Uniti ne uscirono distrutti, non solo per il numero di morti e feriti, ma soprattutto perché l’attacco arrivava da parte di una nazione con cui si stavano intrattenendo delle trattative diplomatiche per evitare uno scontro diretto. Venne visto come un tradimento, e il rancore restò così marcato nel profondo degli animi americani che, anche dopo l’attacco con l’atomica ad Hiroshima e Nagasaki, nessuno riuscì ad avere piena consapevolezza dell’atrocità messa in atto dagli Stati Uniti, anzi  quella fu percepita come la giusta vendetta per Pearl Harbor. L’8 dicembre 1941, l’allora presidente degli Stati Uniti, Franklin Roosevelt, chiese al Congresso di dichiarare guerra al Giappone. La risposta non tardò ad arrivare e gli USA entrarono ufficialmente nella lista dei paesi che presero parte alla Seconda Guerra Mondiale. L’11 dicembre 1941, anche Italia e Germania dichiararono guerra agli Stati Uniti, alla luce di ciò che veniva sancito dal Patto Tripartito.

Leggi anche:

(Credits copertina: @CNN)

Chiara Greco
Abitante del mondo in tutte le sue forme e i suoi colori. Sono una studentessa, si spera, alla fine del suo percorso universitario in mediazione linguistica e culturale. Il mio hobby principale è cercare di rendere i miei sogni una realtà concreta, per questo ho deciso di buttarmi in questa avventura come scrittrice (ancora alle prime armi e che ha ancora tanto da imparare). Il filo delle mie passioni traccia trame e disegni impensabili e senza confini: scrittura, lettura, cucina, cinema, musica, scienza, fisica, viaggi
Leggi altri articoli in Suggerimenti Scuola Scuola