Condividi
Il sabato del villaggio: parafrasi e analisi della poesia di Leopardi
Condividi su

Il sabato del villaggio: parafrasi e analisi della poesia di Leopardi

Di Chiara Greco
pubblicato il 11 marzo

Giacomo Leopardi: parafrasi e analisi del Sabato del Villaggio.

Il sabato del villaggio: parafrasi e analisi della poesia di Leopardi

Giacomo Leopardi: analisi del testo del Sabato del Villaggio

Tra le poesie più belle e più studiate di Giacomo Leopardi. È un testo poetico composto nel 1829 ambientato a Recanati. A differenza di molti testi poetici di Leopardi, questo è particolarmente importante perché racconta la vita del piccolo borgo in cui lui viveva, parla delle abitudini degli abitanti del luogo e racconta le loro abitudini. Il testo nasconde un significato allegorico che, in qualche modo, si rifà al messaggio di un’altro canto molto popolare del Leopardi, A Silvia. Da un lato, c’è la ragazza giovane che vive felice e in allegria, dall’altro la donna più anziana che invece si trova in uno stato di tristezza.

giacomo-leopardi-a-silvia-commento-parafrasi

(credits: giacomoleopardi.it)

Leopardi: testo del Sabato del Villaggio

Il Sabato del Villaggio fa parte della raccolta dei Canti ed è il numero XXV. Ecco il testo:

La donzelletta vien dalla campagna,
In sul calar del sole,
Col suo fascio dell’erba; e reca in mano
Un mazzolin di rose e di viole,
Onde, siccome suole,
Ornare ella si appresta
Dimani, al dì di festa, il petto e il crine.
Siede con le vicine
Su la scala a filar la vecchierella,
Incontro là dove si perde il giorno;
E novellando vien del suo buon tempo,
Quando ai dì della festa ella si ornava,
Ed ancor sana e snella
Solea danzar la sera intra di quei
Ch’ebbe compagni dell’età più bella.
Già tutta l’aria imbruna,
Torna azzurro il sereno, e tornan l’ombre
Giù da’ colli e da’ tetti,
Al biancheggiar della recente luna.
Or la squilla dà segno
Della festa che viene;
Ed a quel suon diresti
Che il cor si riconforta.
I fanciulli gridando
Su la piazzuola in frotta,
E qua e là saltando,
Fanno un lieto romore:
E intanto riede alla sua parca mensa,
Fischiando, il zappatore,
E seco pensa al dì del suo riposo.

Poi quando intorno è spenta ogni altra face,
E tutto l’altro tace,
Odi il martel picchiare, odi la sega
Del legnaiuol, che veglia
Nella chiusa bottega alla lucerna,
E s’affretta, e s’adopra
Di fornir l’opra anzi il chiarir dell’alba.

Questo di sette è il più gradito giorno,
Pien di speme e di gioia:
Diman tristezza e noia
Recheran l’ore, ed al travaglio usato
Ciascuno in suo pensier farà ritorno.

Garzoncello scherzoso,
Cotesta età fiorita
È come un giorno d’allegrezza pieno,
Giorno chiaro, sereno,
Che precorre alla festa di tua vita.
Godi, fanciullo mio; stato soave,
Stagion lieta è cotesta.
Altro dirti non vo’; ma la tua festa
Ch’anco tardi a venir non ti sia grave.

Il Sabato del Villaggio: parafrasi della poesia

Il primo step da compiere quando si fa l’analisi di un testo poetico è la sua parafrasi, anche se questo di Leopardi risulta essere molto semplice da capire:

La giovane ragazza è di ritorno dalla campagna, nel momento in cui il sole tramonta, con il suo
fascio d’erba. In mano porta anche un mazzolino di rose e di viole, con cui – come sua abitudine –
si abbellirà il petto e i capelli per il giorno dopo, un giorno di festa. La vecchietta, invece, è seduta insieme alle sue vicine sulla scala, intenta a filare. Anche lei è rivolta verso i raggi del sole che tramonta, ricorda e parla della sua giovinezza, di quando lei (come la ragazza) si agghindava e ogni sera ballava insieme ai compagni che aveva quando si trovava nel momento più bello della sua vita. L’aria si scurisce, il cielo che prima era sereno ora si fa scuro, le case e le colline disegnano le ombre al chiaro di luna appena sorta. Il suono della campana ricorda a tutti che la festa sta per iniziare, e il cuore trova conforto in quel suono. I bambini giocano e si rincorrono nella piazza con entusiasmo, rompendo allegramente il silenzio: intanto un contadino torna da lavoro fischiettando, torna a casa per cena e pensa che il giorno dopo sarà di riposo. Quando le luci si spengono e tutto il paese è addormentato, si sente il rumore di un martello, la sega del falegname che è ancora sveglio per ultimare i suoi lavori prima dell’alba. Questo è il giorno più gradito di tutta la settimana, pieno di speranza e di gioia: domani invece le ore porteranno con loro tristezza e noia, e ognuno si ritroverà a pensare al consueto lavoro dei giorni feriali. Caro ragazzo che scherzi con leggerezza, questa età è un giorno di allegria, un giorno luminoso, sereno, che precede la festa della tua vita. Divertiti, caro mio ragazzo. Questo è il momento incantato, è il periodo più felice. Non voglio quindi svelarti altro, e se la tua festa tarda ad arrivare, non essere triste.

Il Sabato del Villaggio di Giacomo Leopardi: analisi del testo

Il canto intitolato il Sabato del Villaggio è un testo poetico formato da endecasillabi e settenari divisi in maniera diversa nelle diverse strofe. Il linguaggio utilizzato dal poeta è molto semplice e immediato, ricco di immagini e figure. Sono presenti poche metafore, a differenza dell’Infinito, ma ci sono diverse allegorie. Tutti i personaggi sono caratterizzati da qualcosa: «il giovane ragazzo», «l’allegra donzelletta». Nel corso del testo poetico diverse figure vengono messe in contrasto: la donna giovane e fresca la donna anziana triste e pensierosa. La città viva e festosa sotto i raggi del sole e le strade deserte e buie al calar della notte.
Figure retoriche
Come in tutti i testi di Giacomo Leopardi, anche nel sabato del villaggio sono presenti diverse figure retoriche:
  • metafora. L’uso d’immagini figurate per descrivere un oggetto o una persona. Esempio: «età fiorita»
  • enjambement. Rottura metrico-sintattica della frase che, anziché concludersi alla fine del verso
  • allitterazione. Uso della stessa lettera in diverse parole collocate nello stesso verso. Esempio: «sul calar del sole»

Leggi anche:

(Credits copertina: wikipedia.it)
Chiara Greco
Abitante del mondo in tutte le sue forme e i suoi colori. Sono una studentessa, si spera, alla fine del suo percorso universitario in mediazione linguistica e culturale. Il mio hobby principale è cercare di rendere i miei sogni una realtà concreta, per questo ho deciso di buttarmi in questa avventura come scrittrice (ancora alle prime armi e che ha ancora tanto da imparare). Il filo delle mie passioni traccia trame e disegni impensabili e senza confini: scrittura, lettura, cucina, cinema, musica, scienza, fisica, viaggi
Leggi altri articoli in Suggerimenti Scuola Scuola