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Come affrontare il bullismo a scuola: la storia di Rossella
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Come affrontare il bullismo a scuola: la storia di Rossella

Di Folco Gervasutti
pubblicato il 18 ottobre

Anche Rossella ha scritto a ScuolaZoo per raccontare la sua esperienza di vittima di bullismo per sottolineare le sofferenze che si vivono e come riuscire a superarle. Mai arrendersi ai bulli!

Come affrontare il bullismo a scuola: la storia di Rossella

Bullismo a scuola: l’esperienza di Rossella, ex vittima di bulli

Continuano ad arrivarci testimonianza di ragazze/i che hanno vissuto terribili esperienze di bullismo durante gli anni della scuola. Affrontare i bulli non è mai semplice e, complice a volte il silenzio dei compagni o il minimizzare ciò che succede in classe (e fuori) da parte di genitori e insegnanti, si finisce per sentirsi soli e indifesi. Come ci racconta Rossella, chi è vittima di bullismo vive gli anni della scuola con una sofferenza difficile da dimenticare e superare. Ci si sente in difetto, anche se non è vero e non c’è un motivo agli insulti e alle prese in giro. L’importante è comunque non arrendersi e cercare con tutte le forze di farsi sentire fino a essere creduti e riscattarsi. Noi di ScuolaZoo siamo qui per voi e se volete raccontarci la vostra storia rimaniamo a disposizione per ascoltarvi e darvi tutta la voce di cui avete bisogno. Scriveteci a sos.studenti@scuolazoo.it.

Oltre alla lettera di Rossella, qua potete leggere anche le storie di Micol e Diana:

bullismo caso milano

Insieme contro il bullismo: la testimonianza di Rossella

Ciao a tutti,

vorrei raccontare la mia esperienza di bullismo.
Parto dicendo che il periodo era quello delle scuole medie, durante l’adolescenza.
Ora sono cresciuta, ho quasi 30 anni, sono serena con mio figlio e il mio ragazzo in Germania.
Bè ricordo gli episodi che mi hanno segnato. In particolare lo sgambetto sulla rampa delle scale che per poco non mi faceva cadere in avanti e in braccio alla professoressa, da lì ancora oggi ho paura di scendere le scale. Sono stata della psicologa, con la quale non riuscivo a parlare i primi tempi, perché sono sempre le vittime ad avere problemi e mai i bulli.
Se ho rancore verso i bulli? Oh si, tanto.
Sapete, nel bel paesino dove abito si conoscono quasi tutti e tutti a proprio modo hanno fatto il loro: chi direttamente come chi faceva telefonate anonime, rompeva lo specchietto dell’auto di mio padre, mi rovinava cose scolastiche (quando non le rubavano ), sgambetti e mi chiamava con un soprannome stupido ma condiviso e chi invece era omertoso.
Non c’era giorno che non piangessi, la mattina era un incubo dal risveglio senza contare poi gli attacchi di ansia che a volte mi tenevano sveglia di notte.
Il mio rendimento scolastico era una schifezza.
Finito quel periodo ho ripreso ad uscire di casa, visto che durante quegli anni facevo una vita solo casa-scuola. Avevo perso la fiducia negli altri, cosa che ho migliorato ma non del tutto.
Concludo dicendo che ho superato da sola questa situazione terribile: la mia famiglia per il primo anno non mi ha creduto, finché mia sorella non mi ha supportato e a qual punto anche i miei hanno iniziato ad aiutarmi. Dal canto mio, io non ho mai fatto nulla per meritarmi questo; era forse non alla moda e timida.
A chi è vittima di bullismo come lo sono stata io, dico che anche gli incubi finisco e c’è sempre la via del riscatto, non bisogna arrendersi.
Saluti.
Rossella

Temi svolti sul bullismo per la scuola

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(Foto Credits: Pixabay)

Folco Gervasutti
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