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Coronavirus in Italia: cosa fare se sei un fuori sede e vuoi tornare a casa
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Coronavirus in Italia: cosa fare se sei un fuori sede e vuoi tornare a casa

Di Chiara Greco
pubblicato il 24 febbraio

Dopo i numerosi casi di Coronavirus nel Nord Italia, ci si pone il problema dello spostamento degli studenti universitari da una regione all’altra (per evitare di aumentare la diffusione del contagio): ecco tutte le news in aggiornamento per i fuori sede.

Coronavirus in Italia: cosa fare se sei un fuori sede e vuoi tornare a casa

Coronavirus: cosa succede ai fuori sede e regole da seguire

L’emergenza Coronavirus sta mettendo in ginocchio tutto il Nord Italia. I casi individuati in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Piemonte ammontano a oltre 200, ma il Ministero della Salute e alcuni esperti sono convinti che questo numero salirà. Nelle ultime ore si parla degli studenti fuori sede e di tutti coloro che sono costretti a rimanere a casa perché le università hanno sospeso le lezioni seguendo le indicazioni del decreto emanato dal governo nel fine settimana. Cosa succede per questi studenti e cosa devono fare se vogliono tornare a casa? Ecco tutte le informazioni aggiornate in tempo reale con le ordinanze regione per regione.

Qui invece trovate l’elenco delle scuole e università chiuse fino al 1 marzo e il nuovo decreto del Governo:

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Studenti fuori sede e Coronavirus: cosa devi fare se studi nelle regioni contagiate

Il Coronavirus è arrivato in Italia, toccando principalmente le regioni del nord. Ci sono tanti studenti fuori sede che frequentano le università in queste aree e nelle ultime ore si stanno domandando che cosa fare: tornare a casa o rimanere in città evitando spostamenti? Su questo punto anche le autorità stanno discutendo: ci sono regioni, come la Basilicata, che hanno messo in atto una specifica ordinanza per i fuori sede, altre invece stanno decidendo in queste ore cosa si dovrà fare. Ecco tutto quello che sappiamo fino ad adesso.

Università chiuse, lezioni ed esami sospesi:

  • Lombardia fino al 2 marzo (salvo diverse indicazioni successive)
  • Emilia Romagna fino al 1 marzo (salvo diverse indicazioni successive)
  • Piemonte fino al 29 febbraio (salvo diverse indicazioni successive)
  • Veneto fino al 1 marzo (salvo diverse indicazioni successive)
  • Liguria fino al 1 marzo (salvo diverse indicazioni successive)
  • Friuli Venezia Giulia fino al 1 marzo (salvo diverse indicazioni successive)

Coronavirus: le ordinanze regionali per gli studenti fuori sede

A partire dalla Basilicata, le diverse regioni del centro e sud Italia stanno prendendo precauzioni verso l’arrivo degli studenti fuori sede (e non solo) che in questi giorni hanno deciso di tornare verso le loro regioni di origine in via del tutto precauzionale. Come già anticipato dal decreto ministeriale per l’emergenza Coronavirus, tutti coloro che provengono dalla Zona Rossa, cioè dai comuni dove si sono verificati i principali contagi (che potete trovare in questo link), sono obbligati a rimanere in paese rispettando tutte le norme stabilite dal Ministero. Se invece studiate in una città situata nella zona arancione o gialla, ad esempio Milano o Padova, non c’è alcuni impedimento sulle partenze ma potrete essere sottoposti a dei controlli al vostro arrivo (inseriremo gli aggiornamenti man mano che verranno comunicate indicazioni da parte delle regioni).

Basilicata

Come viene riportato dall’Ansa, nell’ordinanza regionale viene stabilito che gli studenti universitari residenti in Basilicata che «rientrano in Basilicata provenienti dal Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Liguria o che vi abbiano soggiornato negli ultimi 14 giorni dovranno rimanere in quarantena presso il proprio domicilio per 14 giorni, comunicando la propria presenza ai competenti servizi di sanità pubblica». Inizialmente l’ordinanza era rivolta a tutti i cittadini residenti in Basilicata, mentre, come conferma sempre Ansa, il presidente della Regione, Vito Bardi, ha specificato che il provvedimento vale solo per gli studenti universitari.

Puglia

È uscita l’ordinanza ufficiale: tutti coloro che hanno transitato o hanno soggiornato dal 1 febbraio 2020 nell’area rossa hanno l’obbligo di comunicare alle autorità sanitarie locali il loro rientro ed è prevista, tra le varie misure, anche la quarantena. Tutti coloro che arrivano e che hanno soggiornato negli ultimi 14 giorni nelle altre aree di Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna devono comunicarlo al proprio medico di base, insieme al proprio indirizzo, per permettere le misure di sorveglianza.

Calabria

Jole Santelli, Presidente della Regione Calabria, ha invitato i cittadini calabresi che rientrano dalle aree a rischio epidemico in Italia o all’estero a comunicare alle autorità sanitarie locali il loro rientro in modo da valutare misure di quarantena volontaria presso il proprio domicilio anche in assenza di sintomi.

Sicilia

Per ora nessun controllo particolare da parte di chi arriva dalle regioni interessate dal Coronavirus. Alcuni studenti fuorisede comunicano che negli aeroporti viene controllata la temperatura ma non ci sono ulteriori misure preventive a riguardo.

A livello nazionale

Il Ministro alla Salute, Roberto Speranza, invece, invita le autorità territoriali a non prendere iniziative autonome. «È indispensabile che ci sia un solo centro di coordinamento per la gestione dell’emergenza in cui siano pienamente coinvolte tutte le regioni e con la guida del nostro coordinamento scientifico. Così sta funzionando, come dimostrano le ordinanze firmate nella giornata di ieri. Non servono scelte unilaterali di singoli territori».

Coronavirus: consigli per chi è studente fuori sede

Con le università chiuse e le lezioni sospese, sono diversi gli studenti che sono indecisi su cosa fare: tornare a casa? Rimanere in città rispettando tutte le norme di sicurezza suggerite dal ministero? Ecco alcuni consigli per voi:

  • se vi trovate in una città dove si sono riscontrati alcuni casi di Coronavirus, rispettate le norme di sicurezza indicate dal Ministero e valutate eventuali spostamenti. Se decidete di tornare nella vostra regione di provenienza, rivolgetevi al medico di base per chiedere consiglio su come comportarvi al vostro arrivo e seguite tutte le indicazioni alla lettera così da evitare eventuali problemi successivi;
  • se arrivate dalle regioni in cui si sono manifestati dei contagi, particolarmente dalle zone arancioni, cercate di ridurre al minimo i vostri spostamenti almeno per un po’ così da poter valutare il vostro stato di salute
  • se arrivate dalle zone gialle, quindi da città dove non ci sono stati casi di coronavirus ma situate nelle regioni interessate, attenetevi alle norme di sicurezza imposte dalle ordinanze regionali e consultate il vostro medico di famiglia per capire cosa fare.

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(Foto Credits: Pixabay)

Chiara Greco
Abitante del mondo in tutte le sue forme e i suoi colori. Sono una studentessa, si spera, alla fine del suo percorso universitario in mediazione linguistica e culturale. Il mio hobby principale è cercare di rendere i miei sogni una realtà concreta, per questo ho deciso di buttarmi in questa avventura come scrittrice (ancora alle prime armi e che ha ancora tanto da imparare). Il filo delle mie passioni traccia trame e disegni impensabili e senza confini: scrittura, lettura, cucina, cinema, musica, scienza, fisica, viaggi
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