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Per una scuola sicura, lo devono essere anche i mezzi pubblici: come sta andando?
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Per una scuola sicura, lo devono essere anche i mezzi pubblici: come sta andando?

Di Alice Giusti
pubblicato il 17 settembre

Ci sono arrivate tante segnalazioni da parte di studenti per denunciare l’affollamento sui mezzi di trasporto.

Per una scuola sicura, lo devono essere anche i mezzi pubblici: come sta andando?

Sappiamo che rientrare a scuola era necessario e importante (dei rischi di un’assenza prolungata ve ne abbiamo parlato qui). Sappiamo anche che cambiare praticamente il funzionamento di interi settori come scuola e mezzi pubblici – depauperati continuamente negli anni scorsi – sia una cosa complicatissima e di certo non risolvibile in pochi mesi. E sappiamo che il rischio zero, da un punto di vista sanitario, non esiste mai. Detto questo, però, si può agire in modo diverso?

Riaprire le scuole non è stato facile ed è evidente che, scuola più scuola meno, i disagi ci sono e a volte sono anche tanti: tra mancanza di banchi, aule improvvisate, prof che ancora non ci sono, impossibilità per molti studenti di fare ricreazione o educazione fisica e didattica a distanza integrata, non è certo semplice riuscire a costruire una nuova normalità. Tuttavia, è impossibile non riconoscere gli sforzi che in tutta la Penisola si sono fatti per garantire la didattica in presenza senza (troppi) rischi per la salute.

L’esperienza scolastica, però, non si chiude entrando e uscendo da scuola, ma riguarda anche il tragitto per arrivare in classe. In questi giorni, abbiamo avuto tantissime segnalazioni di studenti che documentavano assembramenti all’ingresso dell’istituto, alle pensiline e sui mezzi pubblici.

 

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Ci stanno arrivando tantissime segnalazioni riguardo ai mezzi pubblici. Abbiamo visto che in molte scuole ci sono disagi evidenti, ma, nonostante tutto, si stanno facendo grandi sacrifici per riuscire a riprendere la didattica in presenza senza rischi per la salute. I mezzi pubblici invece sembrano abbandonati a loro stessi. In questo foto scattata a Verona è abbastanza chiaro come non venga rispettata la capienza dell’80% ma nemmeno quella del 100%! Eppure le regole ci sono (mascherina, gel igienizzante a bordo, posti in piedi ridotti).⠀ ⠀ Ma chi è che controlla che sui bus non si creino assembramenti? Si può lasciare tutto in mano al singolo autista? Ci sono corse aggiuntive di bus, metro, tram e treni nelle ore di affluenza maggiore? Il Ministero dei Trasporti ha stanziato 450 milioni a favore di Regioni e Comuni per migliorare il servizio di trasporto locale. Ma è sufficiente? Bisogna far sì che tutta l’esperienza scolastica sia sicura, non solo stare in classe, altrimenti è tutto inutile.⠀ ⠀ E da voi come è la situazione con i mezzi di trasporto? ⠀ #ScuolaZoo #BackToSchool #Scuola2020

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Anche in questi casi le regole ci sono. Per i mezzi pubblici in particolare si sa che la capienza deve essere dell’80% (con posti a sedere utilizzabili tutti e riduzione dei posti in piedi), gel igienizzante a bordo, mascherine, controlli per garantire il rispetto delle regole, cartelli e voce per ricordarle. Ora, anche qui la situazione non è certo uguale ovunque, ma sembra chiaro che in molti casi i bus viaggiano alla stessa capienza di un tempo. Si tratta solo di casi isolati? È solo colpa dei ragazzi che non hanno senso civico e non aspettano il bus precedente o successivo?

Il problema è che molti studenti ci hanno confermato che non ci sono corse in più rispetto agli scorsi anni, non ci sono mezzi in più e che nessuno controlla (se non qualche autista molto paziente) se vengono indossate le mascherine o se la capienza dell’80% è rispettata. Chi è che controlla che sui bus non si creino assembramenti? Si può delegare questo compito al singolo autista? Sono state aggiunte corse di bus, metro, tram e treni nelle ore di affluenza maggiore?

commento bus

Il Ministero dei Trasporti ha stanziato 350 milioni alle Regioni più concesso 150 milioni ai comuni come capacità di spesa per migliorare il servizio di trasporto locale. Cosa è stato fatto in ogni città? Dove non si è intervenuti, perché? I tempi sono troppo ristretti, i soldi non sufficienti…. oppure davvero è solo una questione di inciviltà? Perché la sensazione che molti ragazzi hanno è che, al di là delle belle parole, siano un po’ abbandonati a se stessi. Sperando che tutto vada bene.

Il problema è che, diciamolo sinceramente, per garantire un funzionamento regolare di tutto ci vorrebbe un’organizzazione e un senso di collaborazione che spesso manca e che è molto complicato da raggiungere (anche se non impossibile): a partire dalle famiglie, che dovrebbero sempre verificare che i figli stiano bene e favorire mezzi di trasporto alternativi laddove possibile; agli studenti per informarsi sugli orari e capire se è possibile evitare assembramenti (oppure magari andare a piedi o in bici dove possibile); alle compagnie dei mezzi che devono garantire il rispetto delle regole, controlli, e una maggiore affluenza di corse; agli enti locali che dovrebbero utilizzare i fondi a disposizione per creare un rapporto sinergico tra scuole e trasporti pubblici e dotare di mezzi le compagnie locali; alle scuole, che devono adottare orari scaglionati ma anche essere più flessibili su ritardi e assenze; fino (e non ultimi, anzi) ai Ministeri, che devono lavorare insieme per garantire i necessari fondi e a dettare le giuste linee guida, nei tempi e le modalità corrette.

commento bus

Come vedete ci sono anche casi positivi

Spero che questi primi giorni di scuola non servono solo come spauracchio elettorale in vista delle elezioni regionali, ma che si prenda consapevolezza di cosa sta funzionando e di cosa no, per intervenire laddove i problemi sono più accentuati. E pare evidente che ci sia bisogno della collaborazione di tutti se vogliamo superare questo inverno senza troppi problemi e tornare il prima possibile a una scuola fatta di abbracci e socializzazione. Che poi, se ci pensate è un bell’ossimoro: in epoca di distanziamento sociale, si garantisce la sicurezza solo lavorando insieme.

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(Foto Credits: Pixabay)

Alice Giusti
Aspirante Jane Austen sin dalla tenera età, vivo con la valigia sempre pronta. Oggi Londra, domani Parigi, viaggio fisicamente o con la mente, basta un po’ di buona musica, un classico o una serie tv storica per farmi sognare. Appassionata di tutto ciò che è British, per vivere scrivo e mi piace talmente tanto che alla fine, mi sa, scrivo per vivere.
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