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Analisi del testo Montale, simulazioni Maturità 2019: traccia svolta Agave sullo scoglio
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Analisi del testo Montale, simulazioni Maturità 2019: traccia svolta Agave sullo scoglio

Di Alice Giusti
pubblicato il 26 marzo

Prima Prova Maturità 2019, simulazioni: scopri la traccia svolta su Montale e L’agave sullo scoglio, con svolgimento completo dell’analisi del testo, domande e produzione scritta!

Analisi del testo Montale, simulazioni Maturità 2019: traccia svolta Agave sullo scoglio

Simulazione Prima Prova Maturità 2019: analisi del testo svolta su Montale e la poesia Agave sullo scoglio

Siamo nel pieno della seconda giornata di Simulazioni di Prima Prova della Maturità 2019. Anche oggi, 26 marzo 2019, tutti i maturandi sono alle prese con le tracce scelte dal Miur di analisi del testo, tema e testo argomentativo. Per tutti gli aggiornamenti in tempo reale e i link alle tracce svolte, leggete qui:

Siete alle prese con l’analisi del testo, tipologia A, su Montale? Allora non fatevi prendere dal panico: noi di ScuolaZoo vi aiuteremo con lo svolgimento della traccia su L’agave sullo scoglio, tratta dall’opera Ossi di Seppia, scritta nel 1925. Continuate a leggere per scoprire l’analisi del testo svolta per voi con le risposte alle domande di comprensione del testo e lo svolgimento della produzione scritta!

C’è un errore nella traccia del Miur su Montale! Scopri quale:

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Simulazioni Maturità 2019: traccia svolta su Montale e L’agave sullo scoglio

Il Miur, per la seconda sessione di simulazioni per la Prima Prova 2019, ha scelto una poesia del Montale. In particolare si tratta de L’agave sullo scoglio, tratta dalla sezione Meriggi e Ombre di Ossi di Seppia, la prima raccolta di poesie pubblicata dallo scrittore genovese. Vi aiuteremo a svolgere la comprensione del testo e la produzione. Qui trovate il link alla traccia:

Esercitazione Prima Prova Maturità 2019: comprensione del testo svolta su Montale

La prima parte della traccia di tipologia A prevede lo svolgimento di una comprensione del testo, rispondendo alle domande proposte dal Miur. Ecco le risposte:

Domanda 1: Il tema principale della poesia è la metafora dell’agave, una pianta tipica del Mediterraneo, a cui si paragona l’autore. Il primo tema è la resistenza: il poeta si paragona a questa pianta che fa di tutto per rimanere ancorata alla roccia e per non farsi travolgere dal vento di scirocco, che la porterebbe nel mare che inghiotte tutto ciò che trova intorno a sé. Un altro tema molto presente nella poesia è la natura: il vento di scirocco, paragonato ai tormenti della vita che travolgono tutto quello che trovano sul loro cammino; il mare che travolge e soccombe; e la roccia che è l’unica ancora di salvezza per chi vuole dire ancora qualcosa e non vuole lasciarsi andare. Un altro tema che traspare chiaramente è la fuggevolezza della vita, attaccata solo ad una roccia e legata alla speranza di poter far nascere nuovi boccioli, nonostante il tempo che passa diminuisce la possibilità di far fiorire cose nuove. Altri temi che si possono riscontrare nel testo sono la mobilità del mondo intorno all’agave e la fermezza della pianta. Quanto tutto intorno scorre e passa, l’agave rimane ancorata saldamente al suo scoglio senza farsi travolgere.

Domanda 2: L’apertura della poesia è una preghiera verso la natura: è un’esortazione a concedere un po’ di pietà a quest’agave che cerca di rimanere attaccata a tutti i costi al suo scoglio. Il tono con cui il poeta si rivolge alla natura è colloquiale e diretto, a tratti crudo e aspro, quasi per far trasparire quanto la natura, in quel particolare momento, sia sua nemica.

Domanda 3: La fusione tra meditazione esistenziale e paesaggio naturale viene realizzata dal Montale in queste espressioni: “Ore perplesse, brividi d’una vita che fugge come acqua tra le dita” qui riprende il tema dell’acqua e del mare, quindi l’elemento naturale, che passa tra le dita come la vita che sfugge; “la mia immobilità come un tormento” è un chiaro paragone all’atteggiamento dell’agave che si aggrappa su uno scoglio, cercando di non farsi travolgere dalla tormenta dello scirocco; “ora son io l’agave che s’abbarbica al crepaccio dello scoglio” qui il poeta si paragona apertamente all’agave che si aggrappa allo scoglio rendendo pienamente la fusione tra natura e meditazione interiore sulla vita.

Domanda 4: La sonorità disarmonica che viene utilizzata dal poeta per trasmettere le sensazioni della sua riflessione esistenziale si ritrovano in questi elementi del testo:”abbarbica, braccia, abbranca” entrambi sfruttano l’allitterazione della lettera B per descrivere tre situazioni di movimento. Abbarbica è riferito alla pianta che cerca di aggrapparsi alla roccia ma questo termine tende a far trasparire meglio la condizione di arrampicamento con difficoltà, fatto con tutte le sue forze; braccia e abbranca è riferito al mare che, contro gli sforzi dell’agave avvolge le rocce con tutta la sua forza, ma in questo caso si vuole sottolineare l’aspetto negativo di questo abbraccio che travolge e risucchia tutto.

Domanda 5: Il dualismo dei termini che si contrappongono lungo tutta la poesia non esprime altro che la contrapposizione tra ciò che si muove e muta continuamente, come il mare, il vento e l’aria e ciò che invece rimane immobile come la pianta e il poeta. La contrapposizione alto/basso si riferisce al cielo e alla terra: nel cielo tutto è calmo, al massimo qualche nuvola compare e socompare qua e là, in basso, sulla terra, tutto è in tormenta e in cambiamento. Il dualismo finito/infinito si realizza nel paragone tra la fuggevolezza della vita (finita in qualche modo) e l’immensità della natura che cambia ma non finisce mai.

Simulazione Prima Prova Maturità 2019: produzione svolta su Montale e la natura

Eugenio Montale utilizza la poesia come strumento per indagare e testimoniare la condizione dell’uomo moderno. Nella poesia Agave sullo Scoglio, il poeta utilizza una serie di metafore proprio per paragonare l’uomo alla natura. Lui in primis è l’agave, ancorato alla sua realtà, che cerca di non modificarsi nel tempo nonostante fattori esterni come lo scirocco, che rappresenta i cambiamenti, cerchino di cambiarlo. La sua realtà diventa una testimonianza di vita in cui, grazie alla poesia, si cerca una soluzione simbolica ai problemi di ogni giorno. La natura per il poeta Eugenio Montale è cruciale, proprio come in Pascoli: è reale, spesso matrigna, ma costantemente presente. Quando parla ad esempio dello scirocco, che come abbiamo visto è un vento che cerca di portare dei cambiamenti e di smuovere l’agave, il poeta, dal suo statico immobilismo, non possiamo dimenticare che questo è un vento caldo e la siccità o desertificazione che va a colpire l’uomo viene ripresa anche da Camillo Sbarbaro. Montale, come Leopardi, considera la natura come comunicante: una realtà che cerca di comunicare qualcosa che l’uomo però non sembra in grado di cogliere. Il dolore esistenziale dell’uomo, rappresentato dall’agave che sembra chiedere pietà al mondo circostante, è poi un tema cruciale nella poetica di Montale. A tratti sembra che il divino cerchi di parlare all’uomo, ma dopo pochi attimi si torna ad una sorta di esistenza miserabile molto baudeleriana. Anche il mare, elemento naturale per eccellenza, spesso considerato come fonte di via, qui con un gioco di parole e l’allitterazione della lettera B nelle parole “abbranca e braccia”, diventa un qualcosa di quasi molesto che vuole risucchiare via l’agave dal suo scoglio, dalla sua realtà. L’elemento del mare spesso è stato usato da Montale anche per parlare delle sue donne passate, raffigurate potenti e coinvolgenti come le onde, ma allo stesso tempo, come vediamo in questa poesia, anche crudeli e quasi travolgenti e disturbanti come le Sirene di Ulisse.

(Credits Immagini: Wikipedia.it)

Alice Giusti
Aspirante Jane Austen sin dalla tenera età, vivo con la valigia sempre pronta. Oggi Londra, domani Parigi, viaggio fisicamente o con la mente, basta un po’ di buona musica, un classico o una serie tv storica per farmi sognare. Appassionata di tutto ciò che è British, per vivere scrivo e mi piace talmente tanto che alla fine, mi sa, scrivo per vivere.
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