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Prima Prova Maturità 2019 su Giovanni Falcone: tracce svolte sulla lotta alla mafia
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Prima Prova Maturità 2019 su Giovanni Falcone: tracce svolte sulla lotta alla mafia

Di Giulio Romano
pubblicato il 22 maggio

Tracce Prima Prova Maturità 2019: tema d’attualità o argomentativo su Falcone e la lotta contro la mafia? ScuolaZoo ha preparato dei possibili svolgimenti per voi!

Prima Prova Maturità 2019 su Giovanni Falcone: tracce svolte sulla lotta alla mafia

Prima Prova Maturità 2019: tracce svolte sugli 80 anni dalla nascita di Giovanni Falcone

Come ogni anno, il Miur potrebbe sorprenderci nella scelta delle tracce per le Prima Prova di Maturità 2019, tirando fuori dal cilindro alcuni temi all’apparenza inaspettati: tra queste, le tracce ispirate ad un’importante ricorrenza verso una figura importante sono abbastanza frequenti. Quest’anno, ad esempio, si è tenuto il memoriale per l’ottantesimo anno dalla nascita di Giovanni Falcone, importante magistrato nella lotta alla mafia. Ecco perché, noi di ScuolaZoo, vogliamo fornirvi qualche suggerimento per lo svolgimento di un’eventuale traccia su di lui.

Per conoscere quali sono le altre ricorrenze da conoscere per la Maturità 2019, leggete qui il nostro tototema:

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Tema su Giovanni Falcone: riassunto per la Maturità 2019

Giovanni Falcone nacque il 18 maggio del 1939 a Palermo, e dopo gli studi obbligatori si iscrisse a giurisprudenza, laureandosi nel 1961.

Divenuto sostituto procuratore a Trapani, sviluppa in questo periodo l’attitudine verso il settore penale, rimanendo per dodici anni al lavoro nel trapanese. Si spostò a Palermo nel 1979, rilevando il giudice Terranova, morto in un attentato: gli venne affidato il caso di Rosario Spatola, in un processo interessante la mafia statunitense ed italiana, e che vide strani ostacoli interni alla magistratura italiana al momento della firma di cattura per numerosi soggetti. Proprio in questa prima esperienza Giovanni Falcone avverte come nel perseguire i reati e le attività di ordine mafioso occorra avviare indagini patrimoniali e bancarie, assieme ad una ricostruzione del quadro complessivo, una visione organica delle connessioni.

Nel 29 luglio del 1983 fu la volta del consigliere Chinnici, a capo del suo team (di cui faceva parte anche Borsellino), che venne ucciso assieme alla sua scorta. Venne sostituito da Caponnetto, che continua il lavoro del suo predecessore assicurando agli inquirenti condizioni più favorevoli nelle indagini dei delitti di mafia: nacque il cosiddetto “pool antimafia”.

Nel luglio del 1984 avvenne una vera e propria svolta: l’interrogatorio del “pentito” Tommaso Buscetta fornì a lui ed ai suoi colleghi nuove e numerose conoscenze su determinati fatti di mafia e sulla struttura di “Cosa nostra”: alcuni funzionari di polizia vennero uccisi immediatamente come avvertimento, e si cominciò a temere per l’incolumità dei due magistrati, i quali, per motivi di sicurezza, vennero trasferiti con le famiglie presso il carcere dell’Asinara. In questa serie di vicende ed in queste condizioni vennero svolte le indagini, che portarono alle sentenze del primo maxiprocesso (16 dicembre 1987), dopo ventidue mesi di udienze. Dopo questo effimero successo, cominciarono gli effetti negativi di questo successo: nel gennaio il Consiglio superiore della magistratura preferisce il consigliere Antonino Meli a Falcone, in sostituzione di Caponnetto. Tale Meli, in maniera abbastanza clamorosa viste le evidenze delle prove, negò le indagini, cercando in ogni modo di ostacolare le indagini e riuscendo a frantumare le indagini ed i successi ottenuti dai magistrati a Palermo. Il 30 luglio Giovanni Falcone richiede di essere destinato a un altro ufficio. In autunno Meli gli rivolge l’accusa d’aver favorito in qualche modo il cavaliere del lavoro di Catania Carmelo Costanzo, e quindi scioglie il pool, come il giudice Paolo Borsellino aveva previsto fin dall’estate in un pubblico intervento, peraltro censurato dal CSM. I giudici Di Lello e Conte si dimettono per protesta.

Nonostante gli avvenimenti, nel 1988 falcone realizzò un’importante operazione con Rudolph Giuliani, procuratore distrettuale di New York, grazie alla quale le famiglie gambino ed Inzerillo, coinvolte nel traffico di eroina, vennero duramente colpite.

Il 20 giugno del 1989 fallì contro di lui l’attentato dell’Addaura, dopo il quale dichiarò “Ci troviamo di fronte a menti raffinatissime che tentano di orientare certe azioni della mafia. Esistono forse punti di collegamento tra i vertici di Cosa nostra e centri occulti di potere che hanno altri interessi. Ho l’impressione che sia questo lo scenario più attendibile se si vogliono capire davvero le ragioni che hanno spinto qualcuno ad assassinarmi”. Nello stesso periodo ricevette alcune lettere anonime in cui veniva astiosamente accusato, assieme ad altri magistrati.

Una settimana dopo venne dal CSM nominato procuratore aggiunto a Palermo, portando avanti numerose operazioni di successo, e scontrandosi con Leoluca Orlando (nominando le “carte nei cassetti”, ovvero prove non utilizzate e nascoste perché coinvolgenti politici).

Dal marzo 1991 accettò di dirigere gli affari penali del Ministero, riformando anche alcune normative vigenti in merito alle collaborazioni internazionali: fu un periodo caratterizzato da una attività intensa, volta a rendere più efficace l’azione della magistratura nella lotta contro il crimine.

Venne istituita nel novembre del 1991 la Direzione nazionale antimafia, su cui il giudice si soffermò in molte interviste, dichiarandola fondamentale nella lotta alla criminalità organizzata: fu candidato al ruolo di Procuratore nazionale antimafia ma inizialmente osteggiato in seno al CSM, la cui decisione definitiva però non venne presa in tempo.: il 23 maggio 1992 quando alle 17 e 56, all’altezza del paese siciliano di Capaci, cinquecento chili di tritolo fanno saltare in aria l’auto su cui viaggia il giudice Giovanni Falcone, la moglie a la sua scorta. E, nemmeno due mesi più tardi, morì in un attentato simile il suo collega, ed amico, paolo Borsellino.

Per approfondire:

Testo argomentativo su Giovanni Falcone Maturità 2019

Un testo che potrebbe esservi proposto è certamente il tema argomentativo.

  • Titolo: il titolo deve essere aderente a quello che andate a presentare nello svolgimento, è una cosa di fondamentale importanza.
  • Svolgimento: come in tutti i testi argomentativi, il testo deve sorreggersi tra una tesi ed un’antitesi da confutare per poi arrivare alle conclusioni. A seconda della traccia, potrete orientarvi nella scrittura di un testo del genere: noi vi proponiamo ad esempio di sostenere la tesi secondo la quale la Repubblica italiana in quel momento fosse fortemente collusa con certi poteri oscuri e che quindi in un certo senso il magistrato lottasse con qualcosa di molto più grande di lui.
  • Consigli: il consiglio che sento sempre di dare in primis è quello di non uscire fuori traccia, ma di essere concisi, succosi nella scrittura e non prolissi: molto importanti i riferimenti storici ed eruditi che fanno guadagnare tanti punti!

Tema d’attualità Prima Prova 2019 su Giovanni Falcone

  • Titolo: il tema d’attualità deve poggiarsi su dei documenti che vi sono forniti: ergo scegliete bene cosa usare (non è obbligatorio usare tutto) e scegliete una bella frase ad hoc come titolo che possa riassumere quello che avete da scrivere.
  • Svolgimento: potrebbero facilmente uscire stralci di sue interviste, assieme ad alcuni stralci di storici o giornali del tempo che possono, se ben uniti, creare un tema d’attualità molto interessante in cui il raffronto con al situazione odierna potrebbe anche essere tanto interessante quanto impietoso: basti pensare a quanto ancora oggi siano radicate le mafie in tutta Italia, essendo addirittura riuscite anche ad attestarsi al Nord, ed in Europa. Si potrebbe anche fare il richiamo a qualche nota serie tv di grande successo che mostra l’altro lato della medaglia, ovvero il mondo della malavita dall’interno, e di quanto sia distruttiva sia per la giustizia che per gli stessi componenti interni.
  • Consigli: a parte il consiglio di avere una certa coerenza ed una certa linearità, attenzione ad usare bene i documenti ed a coadiuvarli con ciò che avete da dire voi, col vostro raffronto col mondo odierno: non serve, come detto già, usarli tutti: basta usarne bene anche due o tre.

(Credits Immagini: Wikipedia)

Giulio Romano
Ciao ragazzi, sono Giulio! Studente di Medicina e Staff Scuolazoo, sono anche un appassionato di fitness e cinematografia, passione che approfondisco nel tempo libero. Amo anche viaggiare e scrivere, trovando le due cose così vicine tra loro tanto da toccarsi: cosa sarebbe la scrittura se non un viaggio dentro un mondo immaginario e dentro noi stessi?
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