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Formazione e lavoro: 5 consigli pratici per scoprire il percorso giusto per te
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Formazione e lavoro: 5 consigli pratici per scoprire il percorso giusto per te

Di Alice Giusti
pubblicato il 05 marzo

Meglio Università, corsi professionalizzanti o un’esperienza professionale? Immaginare il mondo del lavoro di domani non è facile: scoprite i consigli di ScuolaZoo e Randstad per muovere i primi passi verso il vostro futuro.

Formazione e lavoro: 5 consigli pratici per scoprire il percorso giusto per te

Formazione al lavoro: cos’è e come ottenerla nel modo migliore

Avete più o meno capito qual è la professione che vi interesserebbe perseguire o quantomeno l’ambito che vi piace, ma prima di iniziare a cercare lavoro avete bisogno di ampliare le vostre conoscenze. A questo punto, quindi, vi starete chiedendo qual è il percorso che fa per voi: mi iscrivo a una facoltà universitaria? A un corso più specialistico? Meglio un’esperienza lavorativa? Ognuno può scegliere la strada che ritiene più opportuna, ma di fatto non è detto che una scelta escluda l’altra.

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Le dritte di Randstad per diventare un ottimo professionista (e arrivare preparato al mondo del lavoro)

  1. Formazione non equivale a istruzione. La prima cosa da tenere bene a mente è che formazione e istruzione non sono per forza equivalenti. Scuola e università sono sicuramente importanti per la formazione, ma questa si può acquisire anche facendo esperienze di vario tipo, da quelle professionali (come stage o alternanza scuola lavoro), agli sport e hobbies, grazie a cui potete imparare qualcosa di utile (come capacità comunicativa, di lavorare in team, di leadership) per il mondo del lavoro. Sembra una banalità, ma non pensate mai che qualcosa sia inutile, anzi: qualsiasi esperienza, se abbinata a una buona dose di curiosità e voglia di imparare può solo arricchirvi.
  2. La curiosità è la skill vincente. La curiosità è una qualità importante da sviluppare: una persona curiosa, infatti, si mette sempre in gioco e sta un passo avanti (non con il fine di prevaricare sugli altri ma per se stesso), e questa è un’attitudine veramente importante per migliorarsi continuamente e raggiungere una crescita non solo professionale ma anche personale.
  3. Valutate tutte le possibilità. Il diploma o l’università non sono strade obbligate. Valutate attentamente tutte le opzioni a vostra disposizione… certe volte intraprendere un cammino poco convenzionale potrebbe rivelarsi una scelta vincente. Hai mai pensato di prenderti un anno sabbatico per imparare una nuova lingua all’estero? O di formarti attraverso un corso post diploma professionalizzante come l’ITS?
  4. Non abbiate paura di tornare sui vostri passi. Spesso si sceglie un percorso scolastico o universitario convinti di aver intrapreso la strada giusta per noi. Ma non abbiate paura di ritornare sui vostri passi se avete capito di non essere veramente portati come credevate! Non bisogna vivere le difficoltà come un fallimento personale: se capite che quello che volete fare è altro, cambiate. Non siete in ritardo!
  5. Non seguite le mode. Capire quali sono i lavori più richiesti dal futuro è importante, ma cercate di non seguire i corsi solo perché tutti i vostri amici li seguono o perché “vanno di moda” in quel momento. Cercate di valutare quali sono le competenze che desiderate ottenere e considerate sempre tutte le opportunità che avete a disposizione senza fare valutazioni superficiali.

Orientamento professionale: le risorse per capire cosa fare da grande

Se state cercando invece risorse sull’orientamento al lavoro, perché non avete idea di cosa fare in futuro né di quale percorso intraprendere, trovate qui delle guide utili create con l’aiuto degli esperti di Randstad:

(Foto Credits: Pixabay)

Alice Giusti
Aspirante Jane Austen sin dalla tenera età, vivo con la valigia sempre pronta. Oggi Londra, domani Parigi, viaggio fisicamente o con la mente, basta un po’ di buona musica, un classico o una serie tv storica per farmi sognare. Appassionata di tutto ciò che è British, per vivere scrivo e mi piace talmente tanto che alla fine, mi sa, scrivo per vivere.
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