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Giornata della Memoria, pensieri sulla Shoah: le frasi per non dimenticare
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Giornata della Memoria, pensieri sulla Shoah: le frasi per non dimenticare

Di Selena
pubblicato il 17 gennaio

Avete bisogno di qualche frase o citazione a effetto per un compito sulla Shoah o l’Olocausto in vista della Giornata delle Memoria? Ecco allora le più belle e significative.

Giornata della Memoria, pensieri sulla Shoah: le frasi per non dimenticare

Pensieri sulla Shoah e frasi sulla Giornata della Memoria

Il 27 gennaio, come ogni anno, si celebra la Giornata della Memoria per non dimenticare le vittime della Shoah. L’Olocausto e lo sterminio degli ebrei sono argomenti molto importanti e che è bene ricordare sempre per evitare di ricadere in situazioni simili. In occasione quindi di questa giornata potrebbero servirvi per la scuola delle frasi o delle citazioni per riflettere sulla Shoah da usare in un tema sull’Olocausto o in qualsiasi compito che i professori abbiano intenzione di assegnarvi. Sono molti gli autori che infatti hanno dedicato importanti e struggenti parole allo sterminio degli ebrei avvenuto durante la Seconda Guerra Mondiale. Vediamo allora insieme quali sono le più interessanti.

I professori vi hanno assegnato un tema sull’Olocausto e non sapete come scriverlo? Nessun problema, ecco ciò che fa al caso vostro:

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Frasi sulla Shoah per non dimenticare

Vediamo insieme alcune delle frasi e degli aforismi più belli ed importanti sulla Shoah per celebrare la Giornata della Memoria e per non dimenticare:

  • Anna Frank: È un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo.
  • Primo Levi: Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre.
  • Luis Sepulveda: In un angolo del campo di concentramento, a un passo da dove si innalzavano gli infami forni crematori, nella ruvida superficie di una pietra, qualcuno, chi?, aveva inciso con l’aiuto di un coltello forse, o di un chiodo, la più drammatica delle proteste: “Io sono stato qui e nessuno racconterà la mia storia”.
  • Hannah Arendt:  Le azioni erano mostruose, ma chi le fece era pressoché normale, né demoniaco né mostruoso.
  • Zygmunt Bauman: Il sospetto è che l’Olocausto non sia stato un’antitesi della civiltà moderna e di tutto ciò che (secondo quanto ci piace pensare) essa rappresenta. Noi sospettiamo (anche se ci rifiutiamo di ammetterlo) che l’Olocausto possa semplicemente aver rivelato un diverso volto di quella stessa società moderna della quale ammiriamo altre e più familiari sembianze; e che queste due facce aderiscano in perfetta armonia al medesimo corpo. Ciò che forse temiamo maggiormente è che ciascuna delle due non possa esistere senza l’altra, come accade per le due facce di una moneta.
  • Jean Luc Godart: Dimenticare lo sterminio, fa parte dello sterminio.
  • Mario Monti: Ancora oggi, dopo la Shoah, l’odio razziale assume la forma insidiosa della diffidenza e del disprezzo fino alla violenza. Contro la viltà e l’egoismo, anche nel nostro tempo, serve il coraggio della verità contro l’inganno, la menzogna, l’infamia.
  • Indro Montanelli: Non credo alle feste comandate. La memoria dovrebbe essere spontanea. L’unica cosa che si dovrebbe fare è raccontare veramente e in maniera spassionata ai giovani, che non lo sanno, cosa è stata la Shoah, senza fare mobilitazioni di folle.
  • Fidel Castro: Non c’è nulla di paragonabile alla Shoah. […] Nessuno al mondo ha ricevuto lo stesso trattamento riservato agli ebrei, sempre accusati di ogni male. Essi hanno condotto un’esistenza molto più difficile di chiunque altro.
  • Dwight Eisenhower: Registrate ora tutte le prove, film, testimoni, perché lungo la strada della storia qualche bastardo si alzerà e dirà che queste cose non sono mai accadute.
  • Papa Francesco: Auschwitz grida il dolore di una sofferenza immane e invoca un futuro di rispetto, pace ed incontro tra popoli.
  • Elisa Springer: Oggi più che mai, è necessario che i giovani sappiano, capiscano e comprendano: è l’unico modo per sperare che quell’indicibile orrore non si ripeta, è l’unico modo per farci uscire dall’oscurità.
  • Beppe Fenoglio: Dovremmo pensare un po’ di più a quelli di noi che son finiti in Germania. Dovremmo tenerli un po’ piú presenti. Dovremmo schiacciare un po’ di piú l’acceleratore anche per loro. Si deve stare tremendamente male dietro un reticolato, si deve fare una fame caína, e c’è da perdere la ragione. Anche un solo giorno può essere importante per loro, può essere decisivo. Se la facciamo durare un giorno di meno, qualcuno può non morire, qualcun altro può non finir pazzo. Bisogna farli tornare al piú presto.
  • Woody Allen: Ho litigato con due vigili. Stavano insinuando che Auschwitz fosse solo un parco a tema.

Siete alla ricerca di film o libri sulla Shoah da vedere/leggere a scuola in occasione della Giornata della Memoria? Non perdere:

Selena
Sono Selena, giornalista pubblicista appassionata di serie TV e di musica. Scrivo da quando ero bambina e, di nascosto, mi impossessavo della vecchia macchina da scrivere di mia mamma! Lavoro da 10 anni nel mondo del giornalismo e da qualche tempo conduco anche un programma radio.
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