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Simulazione Maturità 2019, tema di attualità sulla fragilità: traccia svolta di prima prova
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Simulazione Maturità 2019, tema di attualità sulla fragilità: traccia svolta di prima prova

Di Selena
pubblicato il 19 febbraio

Le Simulazioni di Prima Prova di Maturità 2019 sono arrivate e il Tema di Attualità sulla Fragilità è una delle tracce prescelte dal MIUR, noi lo abbiamo svolto per voi.

Simulazione Maturità 2019, tema di attualità sulla fragilità: traccia svolta di prima prova

Simulazioni Prima Prova Maturità 2019: svolgimento Tipologia C, tema attualità sulla fragilità

Il temuto giorno della simulazione di Prima Prova  di Maturità 2019  è arrivato e il MIUR,  alle 8.30 spaccate ha pubblicato le tracce cui fare riferimento per lo svolgimento. Come sapete, con la Riforma dell’Esame di Stato le cose sono cambiate e per il primo scritto e i futuri maturandi si sono trovati davanti a tre diverse tipologie di tracce tra cui scegliere. Noi di ScuolaZoo abbiamo realizzato per voi la Tipologia C, nello specifico il secondo esempio di tema di attualità sulla fragilità svolto. Le indicazioni del MIUR chiedono la realizzazione di un tema sulla fragilità e la debolezza, partendo da un brano di Vittorino Andreoli, psichiatra, tratto da L’uomo di vetro. La forza della fragilità. Per Andreoli la fragilità è un punto di forza che non va nascosto perché solo così possiamo essere in grado di aiutare gli altri e noi stessi. Ecco il tema sulla fragilità svolto per voi!

Seguite con noi cosa sta succedendo nelle scuole il giorno delle simulazioni nazionali di Prima Prova 2019!

Per sapere tutto sulle tracce di Prima Prova scelte dl Miur per la simulazione di Maturità 2019 leggete:

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Simulazione Prima Prova 2019, Tipologia C, esempio 2 sulla fragilità: svolgimento, introduzione e conclusione

Conoscersi a fondo e capire chi siamo, con le nostre debolezze e fragilità è un compito tanto difficile quanto meraviglioso. La consapevolezza di sé e del proprio io è uno dei pilastri di molte culture e filosofie: basti pensare ai principi cardine dello yoga che chiedono all’uomo di compiere un percorso di accettazione non giudicante del proprio essere al fine di trovare un equilibrio. Tante volte, infatti, ci siamo trovati davanti ad un amico in crisi e gli abbiamo detto: “Prima di tutto devi essere in pace con te stesso, poi puoi affrontare il resto”. Una frase saggia, sentita e risentita, ma che racchiude un percorso interiore spesso difficile e ricco di insidie.

Tema Attualità sulla fragilità: svolgimento simulazione Prima Prova Maturità 2019

Will Smith, famoso attore internazionale, in un incontro pubblico ha raccontato un episodio legato alla sua vita personale e alla sua tremenda paura del vuoto: “Abbiamo deciso di lanciarci con il paracadute, ma mentre ero lì sull’aereo avrei fatto di tutto pur di tornare indietro. Non mi sono goduto nemmeno un istante prima, ma quando mi sono lanciato in un solo secondo ho realizzato che quella era l’esperienza più bella della mia vita. Al lato opposto del momento di massima paura, ci sono le cose più belle della vita”. Con questo breve racconto l’attore ha voluto spiegare come sia importante capire le proprie paure o fragilità, accettarle e volersi bene anche per quello, ma poi provare a fare un passo avanti per superare gli ostacoli. L’accettazione di sé e delle proprie difficoltà sembra quindi essere la chiave per l’evoluzione. Lo stesso pensiero, ovviamene in modo differente, è stato esposto dallo psichiatra  psichiatra Vittorino Andreoli il quale ha posto la consapevolezza della propria fragilità e della debolezza che contraddistingue ogni essere umano come elementi di forza autentica. Per secoli il mondo ha imposto all’uomo di essere forte, di non mostrare le proprie debolezze o paure, eppure anche gli dei della mitologia greca avevano una fragilità. Basti pensare al famigerato “tallone d’Achille”, quell’unico punto che rendeva fragile e quindi umano un dio. Il credersi superiori a tutto, forti, inarrestabili, è un errore. Le proprie debolezze e fragilità vanno curate. Bisogna prendersi cura di ogni lato e di ogni aspetto del proprio carattere, soprattutto accarezzando e coccolando quel lato più “sensibile” che esiste in ognuno di noi. Il motivo? Semplice: se riusciamo a riconoscere in noi stessi le fragilità di cui siamo “vittime” (o portatori sani in un’ottica più positivista), potremo essere in grado di capire come aiutare gli altri ed essere aiutati.  Grazie alle nostre fragilità si fa uno scatto avanti verso il concetto di empatia che, in psicologia, significa essere capaci di porsi in modo rapido ed efficace nello stato d’animo di un’altra persona. Vivere ogni nostro lato più fragile e debole è sano. Per quanti anni è stato richiesto ai maschi di non piangere? Era considerata una vergogna: “Un uomo che mostra una debolezza? Non esiste, il pianto è da donne”. Più o meno era questo il concetto, un’idea sbagliata. Tarpando le ali ad un sentimento come la tristezza e la sua espressione palese, il pianto, l’uomo aveva sempre più difficoltà ad accettare chi si poneva in modo “diverso” da lui e, in questo caso, chi piangeva. Qui si cela quindi un concetto fondamentale per l’umanesimo che vuole che la debolezza non sia una vergogna, ma un punto di forza cui aggrapparsi per crescere e accettarsi arrivando così alla serenità. Spesso l’assenza di serenità che si esprime con la rabbia folle dei bulli che si scatenano contro dei ragazzi più deboli è proprio legata alla mancata accettazione delle proprie debolezze e fragilità. Non è infatti così raro che il bullo, colui che attacca i proprio compagni di classe, lo faccia come meccanismo di difesa per sviare l’attenzione degli altri da una propria debolezza o fragilità. Un ragazzo sovrappeso, per fare un esempio, che attacca un altro compagno con qualche chilo di troppo e lo chiama “ciccione”, sta cercando di svicolare gli occhi giudicanti altrui dal suo problema personale, la non accettazione della sua momentanea debolezza che, in quel momento, sono i chili in più.

Conclusione Tema Attualità sulla fragilità: Simulazione Prima Prova 2019

La fragilità e la debolezza che è insita in ognuno di noi quindi non deve essere per forza un punto di debolezza, anzi. Si tratta di un valore che dobbiamo imparare a riconoscere e ad accettare. Volersi bene per come siamo è il primo passo per poter andare avanti, per poter crescere e per potersi relazionare in modo adulto e consapevole con gli altri. Solo capendo le nostre fragilità saremo così in grado di comprendere gli altri e, insieme, tendersi la mano e crescere insieme.

(Fonte immagini Pixabay)

Selena
Sono Selena, giornalista pubblicista appassionata di serie TV e di musica. Scrivo da quando ero bambina e, di nascosto, mi impossessavo della vecchia macchina da scrivere di mia mamma! Lavoro da 10 anni nel mondo del giornalismo e da qualche tempo conduco anche un programma radio.
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