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Prima Prova Maturità 2019: svolgimento per una traccia su Pasolini
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Prima Prova Maturità 2019: svolgimento per una traccia su Pasolini

Di Alessio Cappuccio
pubblicato il 20 maggio

Autore Analisi del testo Prima prova 2019: cosa sapere per lo svolgimento di una traccia su Pier Paolo Pasolini se il Miur lo avesse scelto per la Maturità 2018!

Prima Prova Maturità 2019: svolgimento per una traccia su Pasolini

Prima prova 2019: traccia svolta su Pier Paolo Pasolini per la Maturità

La Maturità 2019 vi sta facendo impazzire per l’ansia? State pensando all’autore di Prima Prova scelto dal Miur e quindi anche a quale traccia esce nell’analisi del testo all’Esame di Stato? Potremo avere una risposta certa solo il 19 giugno, quando gli studenti scopriranno le tracce di Prima Prova 2019. Noi però proviamo a giocare d’anticipo, per cui vi forniremo tutte le informazioni utili per scrivere una traccia su Pier Paolo Pasolini, senza ombra di dubbio una tra gli intellettuali di maggiore spicco del Novecento italiano. Ci concentreremo dunque sulla vita, la poetica e le opere dello scrittore, in modo da non farvi arrivare impreparati e allenarvi con i nostri temi svolti.

Quale autore uscirà per la Prima Prova? Questa è la domanda a cui tutti gli studenti vorrebbero avere una risposta! Fatti un’idea su chi ha più probabilità di uscire con il nostro toto-autore:

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Foto: Wikimedia

Traccia Prima prova maturità 2019 su Pasolini: quale uscirà?

Piccola annotazione metodologica prima di gettarci nella nostra guida a Pier Paolo Pasolini, il cui nome potrebbe essere presente in modalità differenti nelle tracce della Prima Prova, a seconda delle varie tipologie. L’ipotesi più scontata e banale è che l’autore di Ragazzi di vita possa essere lo scrittore su cui sarà incentrata l’analisi del testo: in questo caso nei fogli che vi verranno consegnati sarà riportato un brano che dovrete leggere, comprendere e analizzare, naturalmente tratto da una delle opere di Pasolini, per poi rispondere alle domande elaborate dal Miur.

Analisi del testo Prima prova maturità 2019: la biografia di Pasolini

Difficile sintetizzare in poche righe un’esistenza complessa e (volutamente) controversa come quella di Pier Paolo Pasolini. Nato nel 1922 a Bologna, il giovane Pier si spostò molto durante l’infanzia, passando da Parma a Conegliano, anche a causa di debiti contratti dal padre, militare. Dopo altri spostamenti da a Cremona a Reggio Emilia, Pier Paolo sviluppò durante gli anni del ginnasio una grande passione per la poesia e la letteratura. A Bologna, dove restò per 7 anni, si innamorò del calcio, e la sua carriera scolastica fu così folgorante da consentirgli di saltare un anno. Iscrittosi all’Università di Lettere, sempre a Bologna, in questi anni si appassionò anche al cinema.

Si intensificarono in questo periodo anche le letture di poesia, tra cui le opere di Montale, Ungaretti e Quasimodo, nonché del pensiero di Freud. Del 1942 sono i primi versi che furono raccolti nel volume Poesie a Casarsa, lodati da Gianfranco Contini e altri critici. È di questi anni anche l’avversione contro la cultura fascista del tempo, per quanto Pasolini venne chiamato sotto le armi poco prima dell’Armistizio. Durante un episodio a Pisa, però, si rifiutò di arrendersi ai tedeschi e fuggì a Casarsa.

Durante la guerra venne ucciso il fratello di Pier Paolo, Guido, e iniziò anche il periodo di insegnamento nelle scuole per partigiani in Friuli, parallelamente alle pubblicazioni su riviste delle prime poesie dello scrittore. Sono di questi anni i primi turbamenti erotici e la scoperta della propria omosessualità, finite in un romanzo autobiografico rimasto incompiuto.

Il Dopoguerra vede Pasolini entrare in contatto con l’ambiente comunista friuliano dell’epoca, con tanto di iscrizone al PCI di San Giovanni di Casarsa e studio della filosofia di Marx e Gramsci. Nel frattempo proseguità l’incarico di insegnante in una scuola media, ma nel 1949 uno scandalo (il pagamento di tre minori per rapporti masturbatori) provocò un processo per atti osceni e corruzione di minore: fu così che Pasolini si trasferì a Roma con la madre nel 1950.

Qui ottenne un lavoro come docente in una scuola privata, entrò come comparsa nel mondo del cinema e come articolista in quello del giornalismo. Di questi anni anche l’inizio dell’amicizia con Sergio Citti, Giorgio Caproni, Carlo Emilio Gadda, Attilio Bertolucci e Sandro Penna, nonché dei lavori sui romanzi Atti impuri, La meglio gioventù e Ragazzi di vita.

Furono anni di intenso lavoro come curatore di poesie, scrittura di versi propri ma anche di ristrettezze economiche, che lo portarono anche a lavorare come sceneggiatura nel mondo del cinema. Sarà però la pubblicazione di Ragazzi di vita a garantirgli una centralità nel dibattito culturale italiano: il tema della prostituzione omosessuale maschile, lo rese un intellettuale scomodo ma anche di grande successo di pubblico.

A scatenare nuovamente il dibattito fu Le ceneri di Gramsci, raccolta di poemetti che riflettevano sulla concezione e del mondo socialista e le sue contraddizioni. Del 1958 è Una vita violenta, particolarmente scabroso dal punto di vista politico e quindi “autocensurato”. Del 1960 è invece il viaggio in India con Moravia e Morante, che confluì nel volume L’Odore dell’India, mentre nello stesso anno pubblicò la raccolta La religione del mio tempo.

Nel 1961 iniziò anche l’avventura cinematografica di Pasolini con le riprese di Accattone, più apprezzato in Francia che in Italia, dove ottenne il divieto ai minori di 18 anni. Sarebbe poi seguito il film Mamma Roma, con Anna Magnani, parallelamente all’ultimazione del romanzo Il sogno di una cosa. Sono anche di questa parte degli anni ’60 i film La ricotta, un mediometraggio, e Il Vangelo Secondo Matteo, nonché il documentario Comizi d’amore. Seguì nel 1965 Uccellacci e uccellini, in cui compare anche Totò, e incentrato sulal crisi del PCI.

Nel 1966 nacque invece l’idea di un teatro simile alla prosa, a partire dalla lettura dei Dialoghi di Platone: scaturirono così gli scheletri narrativi di quelle che diverranno le 6 tragedie di Pasolini: Calderón, Pilade, Affabulazione, Porcile, Orgia e Bestia di Stile. I saggi di teoria e tecnica cinematografica scritti in questi anni finiranno invece in Empirismo eretico, del 1972.

Teorema, del 1968, fu prima un romanzo e poi un film di grande successo. Il ’68 segnò anche il contrasto di Pasolini nei confronti dei giovani, accusati di perpetuare una ribellione borghese e conformista; in questa decade iniziò anche la carriera come autore di canzoni per musicisti quali Piero Umiliani, Franco Nebbia, Sergio Endrigo, Domenico Modugno e Piero Piccioni

Degli anni ’70 sono invece i tre film che costituirono la Trilogia della Vita, ovvero Il Decameron,  I racconti di Canterbury e Il fiore delle Mille e una notte, grandi successi di pubblico. Rimase incompiuto, almeno fino alla pubblicazione 20 anni dopo, il romanzo Petrolio, opera mastodontica iniziata in questo periodo. Nel 1975 invece nacque il progetto di Salò o le centoventi giornate di Sodoma, vera e propria opera maledetta presentata dopo la sua morte. Importantissimi anche gli Scritti corsari, raccolta degli articoli di costume pubblicati in questi anni sul Corriere della Sera.

La morte di Pasolini è l’ultimo atto di una vita tumultuosa: nella notte tra il 1º e il 2 novembre 1975 l’intellettuale fu ucciso brutalmente sulla spiaggia dell’Idroscalo di Ostia. Il colpevole sarebbe Pino Pelosi, allora 17enne che avrebbe perso la testa in seguito a una lite per pretese sessuali di Pasolini alle quali Pelosi era riluttante, degenerata in un alterco fuori dalla vettura.

Autori Maturità 2019: la poetica di Pasolini

Altrettanto complessa è anche la poetica di Pier Paolo Pasolini, che risente degli influssi del marxismo, della lotta di classe e del recupero di una tradizione molto lontana dall’ermetismo dell’epoca. Rifiutata l’idea del lirismo, Pasolini contrappone a sentimenti e intimismo l’oggettività della rappresentazione della realtà secondo criteri logici e razionali.

L’obiettivo, sia della prosa che della poesia, dev’essere quello di dare una visione oggettiva di personaggi, ambienti e storie, per farne scaturire in modo fisiologico, tramite una fisicità immediata, i rapporti di classe e di forza soggiacenti. Siamo però lontani anche da un’idea di verismo, in quanto per Pasolini è sempre importante mantenere ben salda l’idea di una percezione ideologica, e quindi non neutra, della realtà: ne nasce quindi una poesia che è personale e autobiografica, ma improntata alla polemica, all’argomentazione e persino alla persuasione.

I romanzi riflettono questa ricerca offrendo impianti narrativi scarni, con un italiano molto semplice e una lingua parlata dai personaggi  in cui prevale il dialetto secondo una formula della regressione: non si tratta di un dialetto romantico o colorito, ma del parlato nelle borgate, crudo e carnale e frutto della commistione tra il romanesco e diversi dialetti meridionali. I protagonisti sono praticamente sempre ragazzi di vita, popolani, i cui comportamenti quasi ferini sono rappresentati da una sintassi essenziale, tutta coordinate e paratassi.

Tra i temi della poetica pasoliniano vi è il conflitto tra le generazioni, dove genitori e figli hanno spesso rapporti difficili, se riguardano la figura paterna, mentre è forte l’amore e la dipendenza dalla figura materna, spesso con connotazioni quasi da Madonna cattolica.

C’è anche una costante celebrazione della città di Roma, descritta come luogo ferocemente vitale, per quanto dominata dalla violenza della periferia, dal giusto rancore delle classi popolari, sempre amate dal poeta e dal romanziere nonostante l’autolesionismo ai limiti del patologico.

Intellettuale indipendente, anche a causa della propria omosessualità “scomoda”, Pasolini si allontanò dal Partito Comunista. Il suo pensiero è improntato a una forte pietà nei confronti del proletariato, visto come irretito dalla classe borghese con la promessa di beni e consumi in luogo della rinuncia alla lotte di classe e al rovesciamento dei rapporti di forza. Emigrati e poveri sono l’unica forza rivoluzionaria capace di sovvertire questo stato di cose, grazie alla loro estraneità totale.

Tracce Prima prova maturità 2019: le opere di Pasolini

Ecco l’elenco completo delle opere di Pier Paolo Pasolini.

Poesia

  • Poesie a Casarsa, Libreria Antiquaria Mario Landi, Bologna, 1942.
  • Poesie, Stamperia Primon, San Vito al Tagliamento, 1945.
  • Diarii, Pubblicazioni dell’Academiuta, Casarsa, 1945.
  • I pianti, Pubblicazioni dell’Academiuta, Casarsa, 1946.
  • Dov’è la mia patria, con 13 disegni di G. Zigaina, Edizioni dell’Academiuta, Casarsa, 1949.
  • Tal còur di un frut, Edizioni di Lingua Friulana, Tricesimo, 1953.
  • Dal diario (1945-47), Sciascia, Caltanissetta, 1954; nuova edizione, 1979, con introduzione di L. Sciascia, illustrazioni di Giuseppe Mazzullo.
  • La meglio gioventù, Biblioteca di Paragone, Sansoni, Firenze, 1954.
  • Il canto popolare, Edizioni della Meridiana, Milano, 1954.
  • Le ceneri di Gramsci, Garzanti, Milano, 1957
  • L’usignolo della Chiesa Cattolica, Longanesi, Milano, 1958.
  • Roma 1950. Diario, All’insegna del pesce d’oro (Scheiwiller), Milano, 1960.
  • Sonetto primaverile (1953), Scheiwiller, Milano, 1960.
  • La religione del mio tempo, Garzanti, Milano, 1961.
  • Poesia in forma di rosa (1961-1964), Garzanti, Milano, 1964.
  • Poesie dimenticate, a cura di Luigi Ciceri, Società filologica Friulana, Udine, 1965.
  • Poesie, Garzanti, Milano, 1970.
  • Trasumanar e organizzar, Garzanti, Milano, 1971.
  • La nuova gioventù. Poesie friulane 1941-1974, Einaudi, Torino, 1975; Collana Gli struzzi n.243, Einaudi, 1981; Collezione di poesia, Einaudi, 2002.
  • Le poesie, Garzanti, Milano, 1975.
  • Poesie e pagine ritrovate, a cura di Andrea Zanzotto e Nico Naldini, con disegni di Pier Paolo Pasolini e Giuseppe Zigaina, Lato Side 25, Roma, 1980.

Narrativa

  • Ragazzi di vita, Garzanti, Milano 1955 (nuova ed.: Einaudi, Torino 1979, con un’appendice contenente Il metodo di lavoro e I parlanti).
  • Una vita violenta, Garzanti, Milano 1959.
  • Donne di Roma. Sette storie di P.P.Pasolini, Introduzione di Alberto Moravia, 104 fotografie di Sam Waagenaar, Collana Specchio del mondo n.8, Milano, Il Saggiatore, 1960.
  • L’odore dell’India, Longanesi, Milano 1962; Nuova ed., Guanda, Parma 1990, con un’intervista di Renzo Paris ad Alberto Moravia.
  • Il sogno di una cosa, Garzanti, Milano 1962.
  • Alì dagli occhi azzurri, Garzanti, Milano 1965.
  • Teorema , Garzanti, Milano 1968.
  • La Divina Mimesis, Einaudi, Torino 1975; Nuova ed. con una nota introduttiva di Walter Siti, Einaudi, 1993.
  • Amado mio preceduto da Atti impuri, con uno scritto di A. Bertolucci, edizione a cura di Concetta D’Angeli, Garzanti, Milano 1982.
  • Petrolio, a cura di Maria Careri e Graziella Chiarcossi, con una nota filologica di Aurelio Roncaglia, Einaudi, Torino 1992
  • Un paese di temporali e di primule, a cura di Nico Naldini, Guanda, Parma 1993
  • Romàns, seguito da Un articolo per il «Progresso» e Operetta marina, Guanda, Parma 1994.
  • Storie della città di Dio. Racconti e cronache romane (1950-1966), a cura di Walter Siti, Einaudi, Torino 1995.

Sceneggiature e testi per il cinema

  • La notte brava, in Filmcritica, novembre-dicembre 1959.
  • Accattone, prefazione di Carlo Levi, FM, Roma 1961.
  • Mamma Roma, Rizzoli, Milano 1962.
  • Il Vangelo secondo Matteo, a cura di Giacomo Gambetti, Garzanti, Milano 1964.
  • La commare secca, in «Filmcritica», ottobre 1965.
  • Uccellacci e uccellini, Garzanti, Milano 1966.
  • Edipo re, Garzanti, Milano 1967.
  • Che cosa sono le nuvole?, in Cinema e Film, 1969.
  • Porcile (soggetto del primo episodio, titolo originario Orgia), in «ABC», 10 gennaio 1969.
  • Appunti per un poema sul Terzo Mondo (soggetto), in Pier Paolo Pasolini. Corpi e luoghi, a cura di Michele Mancini e Giuseppe Perrella, Theorema, Roma 1981, pp. 35–44.
  • Ostia, un film di Sergio Citti, sceneggiatura di S. Citti e Pier Paolo Pasolini, Garzanti, Milano 1970.
  • Medea, Garzanti, Milano 1970.
  • Storie scellerate, un film di Sergio Citti, soggetto e sceneggiatura di S. Citti e Pier Paolo Pasolini 1973.
  • Il padre selvaggio (racconto-sceneggiatura scritto nel 1963 per un film mai realizzato), Collana Nuovi Coralli n.114, Einaudi, Torino, I ed. 1975.
  • Trilogia della vita (Il Decameron, I racconti di Canterbury, il Fiore delle Mille e una notte), a cura di Giorgio Gattei, Cappelli, Bologna 1975.
  • Appunti per un’Orestiade africana, a cura di Antonio Costa, Quaderni del Centro Culturale di Copparo, Copparo (Ferrara) 1983.
  • Porno-Teo-Kolossal, in «Cinecritica», aprile-giugno 1989.

Teatro

  • Italie Magique, in Potentissima signora, canzoni e dialoghi scritti per Laura Betti, Longanesi, Milano 1965, pp. 187–203.
  • Pilade, in «Nuovi Argomenti», luglio-dicembre 1967.
  • Affabulazione, in «Nuovi Argomenti», luglio-settembre 1969.
  • Calderón, Garzanti, Milano 1973.
  • I Turcs tal Friùl (I Turchi in Friuli), a cura di Luigi Ciceri, Forum Julii, Udine 1976 (nuova edizione a cura di Andreina Nicoloso Ciceri, Società filologica friulana, Udine 1995).
  • Affabulazione-Pilade, presentazione di Attilio Bertolucci, Garzanti, Milano 1977.
  • Porcile, Orgia, Bestia da stile, con una nota di Aurelio Roncaglia, Garzanti, Milano 1979.
  • Teatro (Calderón, Affabulazione, Pilade, Porcile, Orgia, Bestia da stile), prefazione di Guido Davico Bonino, Garzanti, Milano 1988.
  • Affabulazione, con una nota di Guido Davico Bonino, Einaudi, Torino 1992.
  • La sua gloria (dramma in 3 atti e 4 quadri, 1938), in «Rendiconti», 40, marzo 1996, pp. 43–70.
  • Teatro, a cura di Walter Siti e Silvia De Laude, con due interviste a L. Ronconi e S. Nordey, Mondadori, Milano 2001.
  • Bestia da stile, a cura di Pasquale Voza, Editrice Palomar, Bari 2005.

Saggi

  • “Paolo Weiss” testo di Pasolini, con 34 tavole del pittore, Edizioni della Piccola Galleria Roma 1946
  • Passione e ideologia (1948-1958), Garzanti, Milano 1960
  • “Donne di Roma” con introduzione di Alberto Moravia, Milano, Il Saggiatore, 1960
  • Empirismo eretico, Garzanti, Milano 1972.
  • Scritti corsari, Garzanti, Milano 1975
  • Volgar’eloquio, a cura di Antonio Piromalli e Domenico Scafoglio, Athena, Napoli, 1976
  • Lettere luterane, Einaudi, Torino, 1976; con un’introduzione di Alfonso Berardinelli, 2003.
  • Descrizioni di descrizioni, a cura di Graziella Chiarcossi, Collana Gli struzzi n.194, Einaudi, Torino, I ed. 1979; prefazione di Giampaolo Dossena, Garzanti, Milano, 1996; introduzione di Paolo Mauri, Collana Saggi, Garzanti, 2006. [raccoglie le recensioni letterarie apparse sul settimanale «Tempo» tra il 26 novembre 1972 e il 24 gennaio 1975]
  • Il Portico della Morte, a cura di Cesare Segre, «Associazione Fondo Pier Paolo Pasolini», Garzanti Milano 1988.
  • Antologia della lirica pascoliana. Introduzione e commenti, a cura di Marco Antonio Bazzocchi, saggio introduttivo di M. A. Bazzocchi ed Ezio Raimondi, Einaudi, Torino 1993.
  • I film degli altri, a cura di Tullio Kezich, Guanda, Parma 1996.
  • Poesia dialettale del Novecento, a cura di Mario dell’Arco e Pier Paolo Pasolini, introduzione di Pasolini, Guanda, Parma 1952 (nuova edizione Einaudi, Torino 1995, con prefazione di Giovanni Tesio).
  • Canzoniere italiano. Antologia della poesia popolare, a cura di Pier Paolo Pasolini, Guanda, Parma 1955 (nuova edizione Garzanti, Milano 1972 e 1992).
  • Pier Paolo Pasolini e il setaccio 1942-1943, a cura di Mario Ricci, Cappelli, Bologna 1977, con scritti di Roberto Roversi e Gianni Scalia (contiene i seguenti saggi pasoliniani: «Umori» di Bartolini; Cultura italiana e cultura europea a Weimar; I giovani, l’attesa; Noterelle per una polemica; Mostre e città; Per una morale pura in Ungaretti; Ragionamento sul dolore civile; Fuoco lento.Collezioni letterarie; Filologia e morale; Personalità di Gentilini; «Dino» e «Biografia ad Ebe»; Ultimo discorso sugli intellettuali; Commento a un’antologia di «lirici nuovi»; Giustificazione per De Angelis; Commento allo scritto del Bresson; Una mostra a Udine).
  • Tutti gli articoli di Pasolini per «Il Setaccio» sono leggibili sul sito della Biblioteca comunale dell’Archiginasio
  • Nota sull’odierna poesia, «Gioventù italiana del Littorio. Bollettino del Comando federale di Bologna», aprile 1942, p. 6.
  • Stroligut di cà da l’aga (1944) – Il Stroligut (1945-1946) – Quaderno romanzo (1947), riproduzione anastatica delle riviste dell’Academiuta friulana, a cura del Circolo filologico linguistico padovano, Padova, 1983 (contiene i seguenti saggi pasoliniani: Dialet, lenga e stil; Academiuta di Lenga Furlana; Alcune regole empiriche d’ortografia; Volontà poetica ed evoluzione della lingua).
  • Saggi sulla letteratura e sull’arte, 2 voll., in cofanetto, a cura di Walter Siti e Silvia De Laude, con un saggio di Cesare Segre, Collana I Meridiani, Mondadori, Milano, 1999.
  • Saggi sulla politica e sulla società, a cura di Walter Siti e Silvia De Laude, con un saggio di Piergiorgio Bellocchio, Collana I Meridiani, Mondadori, Milano 1999.
  • I giovani e l’attesa. Tre scritti giovanili (1942-43), Ogni uomo è tutti gli uomini, 2015, ISBN 978-88-96691-93-9.
  • Il mio cinema, Collana Il cinema ritrovato, Cineteca di Bologna, 2015, ISBN 978-88-99196-13-4.

Epistolari

  • Lettere agli amici (1941-1945), Collana Biblioteca della Fenice n.3, Parma, Guanda, 1976
  • Lettere 1940-1954, Con una cronologia della vita e delle opere, Collana Biblioteca dell’Orsa n.2, Torino, Einaudi, 1986
  • Lettere 1955-1975, a cura di Nico Naldini, Collana Biblioteca dell’Orsa, Torino, Einaudi, 1988
  • Vita attraverso le lettere, A cura di Nico Naldini, Collana ET Scrittori, Torino, Einaudi, 1994

Tototema Prima Prova Maturità 2019: le tracce svolte

Ovviamente, non è detto che Pasolini sia l’autore prescelto per la Prima Prova 2019: ecco le nostre tracce svolte sugli altri autori che potrebbero uscire alla Maturità.

Foto Copertina: Wikimedia

Alessio Cappuccio
Cosa faccio nella vita? In pratica scrivo e ogni tanto faccio video e fotografie. Appassionatissimo di cinema, ritorno a scrivere di scuola e università dopo aver sperato di aver detto addio per sempre allo studio con la laurea. Nella vita, però, mai dire mai!
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