Condividi
Prima Prova Maturità 2019, autore analisi del testo: traccia su Gabriele D’Annunzio
Condividi su

Prima Prova Maturità 2019, autore analisi del testo: traccia su Gabriele D’Annunzio

Di Alessio Cappuccio
pubblicato il 14 maggio

Tracce Maturità 2019: Gabriele d’Annunzio sarà l’autore scelto dal Miur per una delle analisi del testo? È uno dei nomi più gettonati nel totoautore, quindi ecco tutto quello che devi sapere per svolgere una traccia di Prima Prova!

Prima Prova Maturità 2019, autore analisi del testo: traccia su Gabriele D’Annunzio

Prima prova maturità 2019: traccia su Gabriele D’Annunzio

La Maturità 2019 è vicinissima e l’ansia per sapere chi saranno gli autori di Prima Prova scelti dal Miur sale. Chi uscirà quest’anno nell’analisi del testo all’Esame di Stato? Non possiamo saperlo con certezza fino al 19 giugno  ma sicuramente possiamo iniziare a fare previsioni sulle tracce di Prima Prova 2019. Oggi vi parleremo di Gabriele D’Annunzio, uno degli scrittori più reboanti della letteratura italiana e uno dei più noti in assoluto. Per questo motivo rientra tra le possibili scelte da parte del Ministero per quanto riguarda le tracce di analisi del testo, abitualmente avvolte da una fitta coltre di mistero e oggetto di speculazioni e tentativi di spionaggi ai limiti del surreale. Vista la difficoltà della prova vi daremo alcune informazioni fondamentali sulla vita, la poetica e le opere dello scrittore, in modo da non farvi arrivare impreparati.

Quali autori usciranno per la Prima Prova? Scoprilo nel nostro totoautore:

Gabriele_D'Annunzio

Foto: Wikimedia

Prima prova maturità 2019 traccia su D’Annunzio: quale uscirà?

Concediamoci una veloce pausa prima di entrare nel vivo dell’argomento e cerchiamo di chiarire quali sono le modalità con cui Gabriele D’Annunzio potrebbe diventare il vostro incubo durante lo svolgimento della Prima Prova, all’interno della quale sono previste varie tipologie di tracce. Con la nuova Maturità abbiamo abbandonato le vecchie tipologie ma d’Annunzio potrebbe comparire sia nell’analisi del testo, come autore di prosa o di poesia.

Prima prova maturità 2019: la biografia di D’Annunzio

Da un certo punto di vista si può dire che la stessa vita di D’Annunzio sia la sua opera d’arte più riuscita. Nato a Pescara nel 1863 da una famiglia benestante ma borghese, preda di faticose crisi economiche, Gabriele manifesta un talento letterario precocissimo, tanto che a soli 16 anni il padre finanzia la pubblicazione della prima raccolta di poesie, Primo vere, dal discreto successo anche grazie a uno dei tanti stratagemmi di “marketing” che lo renderanno famoso: la diffusione della falsa notizia della sua morte.

Trasferitosi a Roma inizia a studiare Lettere all’Università, abbandonata senza finirla. Qui D’Annunzio inizia a diventare il personaggio mondano raffinato della leggenda, frequentando un gruppo molto attivo che si ritrovava a Francavilla al Mare: lo scrittore diventa giornalista cronista della periferia vitale ed esuberante, trasgressiva ed estrema, che si oppone a una capitale sonnacchiosa.

Sposatosi nel 1883 con una rampolla della Roma bene, la duchessa Maria Hardouin, i due dopo pochi anni divorziano a causa delle tante relazioni extraconiugali dello scrittore. Significativi sia l’incontro con l’amante Barbara Leoni, nel 1887, la più fedele delle amanti, che la pubblicazione nel 1889 de Il piacere, primo romanzo di grande successo in cui si delinea la figura dell’esteta decadente.

Sono del periodo napoletano successivo L’innocente e Il trionfo della morte, così come il Poema paradisiaco, che sfociano in una lettura di Nietzsche riletto in Le vergini delle rocce, poema in prosa di grande efficacia. A Firenze, invece, a partire dal 1892, D’Annunzio inizia la relazione prima epistolare e poi dal vivo con l’attrice Eleonora Duse, tra le sue muse più famose: grazie a lei vengono scritte le poesie migliori della produzione del poeta, contenute nelle Laudi.

Gli anni successivi vedono D’Annunzio vagabondare in Grecia e farsi eleggere come deputato della Destra nel 1897, per poi passare a Sinistra, manifestando simpatia per il Partito Socialista, ma sono di questo periodo anche le frequentazioni con la Massoneria. Terminato il rapporto con la Duse, dopo l’uscita del romanzo Il fuoco che ne racconta la relazione e sospinto dai tanti debiti accumulati, nel 1910 D’Annunzio si trasferisce in Francia, dove è già molto conosciuto: qui incontra molti personaggi legati alla cultura dell’epoca come Filippo Tommaso Marinetti e Debussy.

Tornato in Italia alla vigilia della Prima Guerra Mondiale, D’Annunziò inneggia e propone un violento interventismo: nel 1915 si arruola come volontario, nonostante i 52 anni. Come pilota vola su Trieste per lanciare manifesti di propaganda (scarsa l’azione bellica vera e propria) e l’anno successivo in seguito a una ferita perde un occhio. Durante la convalescenza compone Il Notturno, raccolta di pensieri crepuscolari molto intimi.

Negli anni successivi si susseguono altre azioni e raid aerei, ma al termine del conflitto, D’Annunzio inizia a contestare vivamente la cosiddetta vittoria mutilata, tanto da mettere in atto nel 1919 l’impresa dell’occupazione della città di Fiume, apice dell’interventismo dannunziano che sarebbe svanito poi nel 1920 quando il centro diviene italiano in seguito ad accordi di tipo politico.

Deluso dall’esperienza, D’Annunziò si ritira in esilio nel 1921 nel suo Vittoriale degli italiani, curatissimo monumento-museo celebrativo della propria figura. In questo periodo ci sono molti rapporti stretti con i fascisti di Mussolini, per quanto il poeta non si iscrive mai al Partito (ma firma il Manifesto degli intellettuali fascisti con Marinetti nel 1925). La convivenza col Fascismo fu comunque turbolenta, tra contrasti e incomprensioni, anche a causa del carattere sfuggente e vulcanico dell’intellettuale che criticava l’avvicinamento al regime nazista. La morte sopraggiunge nel 1938, e viene celebrata con funerali di stato.

Prima prova maturità 2019: la poetica di D’Annunzio

Al di là delle etichette scolastiche, la figura del D’Annunzio letterato, poeta e romanziere è al tempo stesso di grande spicco e di compromessi notevoli nei confronti del gradimento popolare. Mai in Italia vi era stato un intellettuale così attento agli umori del suo pubblico, e mai un protagonista della cultura si era “sporcato” allo stesso modo con il mondo del commercio e della mondanità. 

Secondo molti commentatori, infatti, le svolte nella vicenda letteraria di D’Annunzio sono sempre calcolate e consapevoli, frutto del desiderio di porsi al centro del dibattito culturale e di offrirgli le migliori chance di fama, successo e rilevanza. Già dagli esordi carducciani si sente l’esigenza di sentirsi poeta prima ancora che di esserlo, tanto che questo prototipo viene presto abbandonato a favore di un’adesione a correnti più alla moda come il decadentismo e il simbolismo francesi.

Primo vere fu infatti ispirata alle odi di Carudcci, ispirandosi a metri greci, ma con uno slancio vitale e sensuale più forte e prepotente, che si può rinvenire ancora meglio in Canto novo, successiva raccolta di poesie in cui l’amore e la passione sono al centro delle composizioni.

Il libro delle vergini è invece la prima raccolta di novelle di D’Annunzio, in cui il modello è quello del verismo di Verga, ma è con Il piacere, romanzo del 1889, che si delinea la ricerca della poetica dandy e decadente, piena di riferimento al mondo dell’arte, della musica e ispirata agli autori stranieri che andavano per la maggiore al tempo. L’innocente, del 1892, è invece ispirata al romanzo russo alla Tolstoj o Dostoevskij, mentre l’influsso di Nietzsche riecheggia in  Il trionfo della morte, per quanto piegato alle esigenze spettacolari dell’autore, che interpreta la volontà di potenza esclusivamente come slancio vitalistico.

Imponente progetto poetico sono le Laudi del cielo, del mare, della terra e degli eroi che comprendono sette libri di cui i più riusciti sono Maia, Elettra e Alcyone (quest’ultimo considerato il capolavoro di D’Annunzio): odi paniche alle natura celebrate in un’atmosfera sensuale e raffinata che lascia sfuggire anche tentazioni spirituali. Allo stesso tempo in tutta l’opera di D’Annunzio è importantissimo il rapporto con le sue amanti, in primis Eleonora Duse: non si tratta solo di odi, celebrazioni e inni anche sensuali, perché di volta in volta le donne possono diventare muse, figure angelicate, ostacoli alla rinascita e persino plateali nemiche.

Dal punto di vista del linguaggio spesso e volentieri quello dannunziano è improntato a uno splendore, nitidezza, raffinatezza e preziosità rari, all’insegna della sensibilità classica e delle suggestioni simboliste; a seconda della raccolta o del periodo, però, emergono anche momenti più scabri e prosaici, sempre al fine di scatenare un effetto di sorpresa nel lettore.

Prima prova 2019: le opere di D’Annunzio

Ecco l’elenco completo delle opere di Gabriele D’Annunzio.

Opere giovanili

  • All’augusto sovrano d’Italia Umberto I di Savoia nel 14 marzo del 1879. Suo giorno natalizio. Augurii e voti, con Vittorio Garbaglia, Prato, Tipografia Giachetti, 1879. (ode)
  • Primo vere. Liriche, come Floro, Chieti, Tipografia di G. Ricci, 1879; Lanciano, Carabba, 1880. (1ª raccolta poetica)
  • In memoriam. Versi, come Floro Bruzio, Pistoia, Tipografia Niccolai, 1880. (2ª raccolta poetica per la morte della nonna)
  • Cincinnato, in “Fanfulla della Domenica”, anno II, n. 50, 12 dicembre 1880; poi in Terra vergine, Roma, Sommaruga, 1882. (1º racconto)

Poesia

  • Canto novo, Roma, Sommaruga, 1882.
  • Intermezzo di rime, Roma, Sommaruga, 1884.
  • Isaotta Guttadàuro ed altre poesie, Roma, La tribuna, 1886.
  • L’Isotteo; La Chimera. 1885-1888, Milano, Treves, 1890.
  • Elegie romane. 1887-1891, Bologna, Zanichelli, 1892.
  • Poema paradisiaco. (1891-1892); Odi navali. (1891-1893), Milano, Treves, 1893.
  • Sonnets cisalpins, in Gabriele D’Annunzio a Georges Hérelle. Correspondance accompagnée de douze sonnets cisalpins, Paris, Denoel, 1946 (ma 1896).
  • Laudi del cielo, del mare, della terra e degli eroi
I, Maia, Milano, Treves, 1903.
II, Elettra, Milano, Treves, 1904.
III, Alcyone, Milano, Treves, 1904.
IV, Merope, Milano, Treves, 1912. (già edite in “Corriere della Sera” come Canzoni delle gesta d’oltremare fra l’ottobre 1911 e il febbraio 1912)
Asterope. Canti della guerra latina, Bologna, Zanichelli, 1948.

Racconti e prose

  • Terra vergine, Roma, Sommaruga, 1882.
  • Il libro delle Vergini, Roma, Sommaruga, 1884.
  • San Pantaleone, Firenze, Barbera, 1886.
  • Le novelle della Pescara, Milano, Treves, 1902.
  • Prose scelte, Milano, Treves, 1906. (antologia)
  • Contemplazione della morte, Milano, Treves, 1912.
  • La vita di Cola di Rienzo. Vite di uomini illustri e di uomini oscuri, Milano, Treves, 1913. (biografia)
  • Le faville del maglio, in “Corriere della Sera”, dal 23 luglio 1911 al 24 settembre 1914, poi raccolte in:
I, Il venturiero senza ventura e altri studii del vivere inimitabile, Milano, Treves, 1924.
II, Il compagno dagli occhi senza cigli e altri studii del vivere inimitabile, Milano, Treves, 1928.
  • La Leda senza cigno. Racconto, 3 voll., Milano, Treves, 1916.
  • Notturno, Milano, Treves, 1921. (ma 1916)
  • Cento e cento e cento e cento pagine del libro segreto di Gabriele d’Annunzio tentato di morire, Milano, Mondadori, 1935.

Romanzi

  • Il piacere, Milano, Treves, 1889. (romanzo della Rosa)
  • Giovanni Episcopo, Napoli, Pierro, 1892.
  • L’innocente, Napoli, Bideri, 1892. (romanzo della Rosa)
  • Il trionfo della morte, Milano, Treves, 1894. (romanzo della Rosa)
  • Le vergini delle rocce. I romanzi del giglio, Roma, De Bosis, 1895. (romanzo del Giglio)
  • Il fuoco, Milano, Treves, 1900. (romanzo del Melagrano)
  • Forse che sì, forse che no, Milano, Treves, 1910.

Teatro

  • Sogno d’un mattino di primavera, in “Italia”, a. I, fasc. I, 1º luglio 1897.
  • Sogno d’un tramonto d’autunno. Poema tragico, Milano, Treves, 1898.
  • La città morta. Tragedia, Milano, Treves, 1898.
  • La Gioconda. Tragedia, Milano, Treves, 1898.
  • La gloria. Tragedia, Milano, Treves, 1899.
  • Francesca Da Rimini tragedia di Gabriele D’Annunzio rappresentata in Roma nell’anno 1901 a di 9 del mese di decembre, Milano, Treves, 1902. (Trilogia de I Malatesta)
  • La figlia di Iorio. Tragedia pastorale, Milano, Treves, 1904.
  • La fiaccola sotto il moggio. Tragedia, Milano, Treves, 1905.
  • Più che l’amore. Tragedia moderna. Preceduta da un discorso ed accresciuta d’un preludio, d’un intermezzo e d’un esodio, Milano, Treves, 1906.
  • La nave. Tragedia, Milano, Treves, 1908.
  • Fedra. Tragedia, Milano, Treves, 1909.
  • Le martyre de Saint Sébastien. Mystère composé en rythme français, Paris, Calmann-Lévy, 1911.
  • Parisina. Tragedia lirica, Milano, Sonzogno, 1913. (Trilogia de I Malatesta)
  • La Pisanelle, ou Le jeu de la rose et de la mort. Comedie, Paris, 1913, poi in Tutte le opere di Gabriele D’Annunzio, XXXII, Milano, Istituto Nazionale per l’edizione di tutte le opere di Gabriele D’Annunzio, 1935.
  • Il ferro. Dramma in tre atti, Milano, Treves, 1914.
  • La crociata degli innocenti. Mistero in quattro atti, in “L’eroica”, a. V, n. 6-7, agosto-settembre 1915.

Oratoria politica

  • L’Armata d’Italia. Capitoli estratti dal giornale La Tribuna, Roma, Stabilimento tipografico della Tribuna, 1888.
  • Per la più grande Italia. Orazioni e messaggi, Milano, Treves, 1915.
  • Orazione per la Sagra dei Mille, in “Corriere della Sera”, 6 maggio 1915. (ma 5 maggio 1915)
  • La riscossa, Milano, Bestetti & Tumminelli, 1918.
  • Lettera ai dalmati, Venezia, a cura delle associazioni Trento-Trieste e Dante Alighieri, 1919.
  • Carta del Carnaro. Disegno di un nuovo ordinamento dello Stato libero di Fiume, 8 settembre 1920.
  • Teneo te Africa, 6 voll., Gardone Riviera, Officine del Vittoriale degli italiani, 1936.
  • Le dit du sourd et muet qui fut miraculé en l’an de grâce 1266, de Gabriele d’Annunzio qu’on nommoit Guerri de Dampnes, Roma, L’Oleandro, 1936.

Epistolari

  • Solus ad solam, Firenze, Sansoni, 1939.

Tototema Prima Prova Maturità 2019: le tracce svolte

Ovviamente, non è detto che D’Annunzio sia l’autore prescelto per la Prima Prova 2018: ecco le nostre tracce svolte sugli altri autori che potrebbero uscire alla Maturità.

Foto Copertina: Wikimedia

Alessio Cappuccio
Cosa faccio nella vita? In pratica scrivo e ogni tanto faccio video e fotografie. Appassionatissimo di cinema, ritorno a scrivere di scuola e università dopo aver sperato di aver detto addio per sempre allo studio con la laurea. Nella vita, però, mai dire mai!
Leggi altri articoli in Prima Prova Maturità Maturità